HALLOWEEN: dolcetto #SAFeatY o scherzetto?

 

Finalmente ritorna la rubrica sulla sicurezza alimentare raccontata con semplicità e commestibile a tutti.

 

 

#SAFeatY è tornato più carico che mai, del resto ho appena concluso la mia carriera universitaria e sono in attesa dell’esame di stato!!! 

(Ps. Per i curiosi, sto preparando una guida che riassuma la mia tesi sulla qualità dello street food.)

 

L’appuntamento mensile di ottobre non può che riguardare una ricorrenza che ha origini celtiche e anglosassoni per poi arrivare in Italia portando con sé il tipico consumismo americano.

 

 

Per chi è stato bambino, per chi ha dei figli ma soprattutto per chi ha voglia di anticipare il carnevale non può evitare di rimanere affascinato dalle leggende e dai misteri legati alla festa di Halloween.

 

Il “Trick or treat” o il “dolcetto e scherzetto” affascina sempre o ci fa comunque sorridere!!!

 

 

Quindi, che tu sia già adulto e con ancora una gran voglia di divertirti mascherandoti o che tu abbia dei teneri fantasmini impavidi che andranno a suonare i campanelli delle case, da bravo #Fuudler devi essere #SAFeatY.

 

[bctt tweet=”Eccoti i consigli per un “trick or treat” abbastanza #SAFeatY per sopravvivere alla notte degli spiriti!!!” via=”no”]

 

safeaty

 

#DOLCETTO

Quando i ragazzi escono in gruppo per fare il tour delle case è per riscuotere il prezioso dazio.

Come prima cosa occorre verificare l’integrità commerciale dei dolcetti donati ed è importante che questi non siano in alcun modo scaduti e/o alterati.

Gioca d’anticipo e cerca di far diminuire ai fantasmini la golosità di dolcetti servendo anticipatamente un’abbondante merenda prima dell’uscita serale.

Sarà utile dire ai propri ragazzi di portare a casa il bottino per “ispezionarlo” e con loro scegliere i dolcetti più sicuri e salubri.

 

 

È utile precisar che a causa dell’”appiccicosità” di alcuni dolciumi, specialmente se sprovvisti di incarto, vi si potrebbero aderire alcuni corpi estranei o altre particelle nocive con cui questi dolcetti potrebbero venire a contatto.

 

 

La matrice alimentare di cui sono costituiti è prevalentemente composta da un’elevata quantità di zuccheri che, in genere, non consentono la crescita di gran parte dei microrganismi, non eliminando però i possibili rischi dovuti alle contaminazioni crociate, soprattutto a causa della manipolazione.

La sicurezza igienico-sanitaria dei dolcetti viene valutata verificando la presenza o meno dell’integrità dell’incarto dell’azienda produttrice, l’assenza di alterazioni (come ad esempio il rilascio di liquidi o l’eventuale colonizzazione di insetti e/o parassiti).

 

 

Se la preparazione invece è casalinga è opportuno verificare l’adeguata cottura.

 

#SCHERZETTO

Poni l’attenzione sulle allergie alimentari: controlla l’etichetta (se presente) per assicurarti che l’allergene non sia presente; fai attenzione ai prodotti casalinghi di cui non conosci l’origine e gli ingredienti.

 

Nell’organizzazione della festa a casa, “Jack-o’-lantern” non ci deve spaventare!

Utilizza “le dritte” che #SAFeatY ti ha sempre dato, in particolare:

 

  • Ricorda che potresti incorrere in una malattia di origine alimentare dovuta alla possibile presenza nelle uova crude di microrganismi come: Salmonella e E. coli (per la tossina Shiga) assaggiando l’impasto crudo dei biscotti o della torta che stai amorevolmente infornando. ⇒ Approfondisci QUI! ⇐

 

 

  • Mantieni il finger food che deve essere servito freddo in frigorifero alla temperatura di refrigerazione (4° C) e servi il tutto appena arrivano gli ospiti, comprese le tartine, formaggi, tramezzini e i piatti freddi. Mantieni caldi (60° C) i cibi che sono stati preventivamente cotti, fino al momento di servirli.

 

 

  • Poni maggiore ATTENZIONE alle contaminazioni crociate provenienti dalle superfici dei taglieri, utensili e strofinacci con cui prepari gli stuzzichini, senza dimenticare che è sconsigliato mantenere i cibi e gli ingredienti deperibili a temperatura ambiente per più di 2 ore.

 

 

Ora hai la “zucca” a posto per avventurarti nella notte come Jack!!!

 

Buon Halloween e ricordati di condividere questo post, non puoi non essere #SAFeatY…. GRAZIE MILLE FUUUUDLER!!!

 

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration – www.fda.gov

www.foodsafety.gov

Frullati, centrifughe, smoothies e la sicurezza alimentare? ECCO COME!

L’estate c’è!

Il sole c’è!

…e i fuudler???

A 9 giorni dal solstizio d’estate, condivida il post il #fuudler che si sta sciogliendo sotto il calore e l’afa cittadina o della spiaggia!!!

 

Ben ritornati nel nostro azzurrissimo appuntamento mensile tutto #SAFeatY.

 

L’estate, il sole, la sabbia, le pause pomeridiane dallo studio o dal lavoro fanno crescere a dismisura la voglia di frutta fresca!

Che la frutta sia in pezzi, spremuta, frullata, centrifugata, pestata nei cocktail o negli smoothies, non importa basta che disseti!

 

Per non parlare dell’ultima “tendenza”: diete detox; mettendola sul podio come una protagonista, artefice della nostra prova costume!

 

 

Pure #SAFeatY ci tiene alla vostra prova costume ma, ancor più, si sente come un bagnino pronto a salvarvi da qualche abitudine non corretta che potrebbe mettere a repentaglio la vostra estate!

 

 

Quante volte compriamo una bella anguria al supermercato o al bar della spiaggia oppure ci prepariamo una colorata macedonia pronta per “dissetarci” dopo una camminata in montagna?

 

Alzi la mano chi non ha rispolverato la macchina delle centrifughe con l’inizio dell’estate anche solo per il puro piacere di usarla e, quindi, abbiamo svuotato il reparto frutta del fruttivendolo???

 

L’unico comune denominatore? LA FRUTTA!!!

 

[bctt tweet=”Se la #frutta è #SAFeatY anche le vostre giornate lo saranno senza l’arrivo di spiacevoli inconvenienti.” via=”no”]

 

I succhi di frutta e tutti i prodotti fatti in casa, derivati dalla frutta, sono prima di tutto sani perché ricchi di sostanze antiossidanti, composti fenolici, vitamine, sali minerali, fibre, (ecc..) ma ora sta a noi renderli e mantenerli salubri. Si potrebbe semplicemente pastorizzarli (cuocerli) prima d’essere bevuti, ma tutto ciò ne cambierebbe la qualità organolettica del gusto, oltre a degradare, con il calore, le benefiche caratteristiche salutari (vitamine…).

Già nel post → “FRUTTA, VERDURA E SICUREZZA ALIMENTARE: LA GUIDA #SAFeatY” ← si parlava di come comportarsi con la frutta (e la verdura), la GUIDA #SAFeatY, infatti è completa in ogni suo piccolo particolare e curiosità, manca però un piccolo particolare…

 

[bctt tweet=”Quali accortezze dobbiamo adottare con le centrifughe di frutta, le spremute o le macedonie #SAFeatY ?” via=”no”]

 

Come scrivevo nel post scorso, ricordiamoci che molte tossinfezioni alimentari sono associate a prodotti di origine vegetale, questo perché le superfici dei frutti sono particolarmente complesse e facilitano l’aderenza delle “particelle” virali e batteriche. “Particelle” o agenti patogeni che possono essere: Salmonella, Listeria Monocytogenes, Escherichia Coli, Yersinia Enterocolitica, Campylobacter, Norovirus…ecc.

 

Anche il loro naturale deperimento contribuisce e favorisce la flora presente creando un substrato ottimale per la loro moltiplicazione favorendo, ulteriormente, il deperimento del vegetale.

 

Queste flore microbiche aumenteranno una volta che il frutto viene tagliato, sminuzzato o reso poltiglia, perché vi è il loro parziale dilavamento dalla superficie e conseguente contaminazione della nostra fresca e dissetante bevanda. L’habitat diventa ideale se il succo non raggiunge pH sufficientemente acidi e se non viene consumato istantaneamente, ma al contrario, conservato a temperatura ambiente per ore, il tutto aiutato da uno scarso e frettoloso lavaggio esterno. La possibilità, quindi, di incontrare microrganismi patogeni accresce a dismisura il rischio con la possibilità di sviluppare una malattia di origine alimentare.

Immaginatevi uno smoothies, dove la frutta viene completamente frullata per ottenerlo.

 

[bctt tweet=”Ecco i consigli per questa afosa #estate !!! Ecco delle #centrifughe , #smoothies e spremute #SAFetaY !” via=”no”]

 

 

#ACQUISTIAMO

  • Consiglio di comprare prodotti di stagione perché maturati naturalmente e con ridotta presenza di conservanti. Avranno un sapore migliore, soprattutto se sono prodotti locali e, quindi, più freschi.

 

  • Mi raccomando, informati sulla provenienza dei prodotti, evitando quelli provenienti dalle aree inquinate (metalli pesanti, diossine, bifenili policlorurati PCB, IPA, sostanze perfluoroalchiliche PFAS).

 

  • Evitare chiaramente i prodotti danneggiati o ammuffiti (raro trovarli), sono un ricettacolo di microrganismi alteranti e di possibili patogeni; meglio tenerli alla larga dal nostro frigorifero.

 

  • Devono avere una buona consistenza, senza raggrinzimenti.

 

⇒    NON AVER PAURA, se il prodotto non è eccessivamente ammaccato, è comunque molto buono, salubre e salutare, non vengono meno le sue proprietà nutrizionali…puoi comunque compralo!!!

 

  • Utilizza una borsa/sacchetto differente per la frutta e verdura fresca che funga da barriera fisica da possibili contatti con le confezioni di carne cruda o prodotti del pescato nel carrello.

 

 

#PULIAMO

  • Prima di lavare i frutti è importante lavarsi prima le mani con acqua e sapone per 30-40 secondi (anche dopo aver maneggiato la frutta fresca) → Prendi spunto da QUI!

 

 

  • Sanificare le superfici (piatti, contenitori) prima e dopo il taglio o la preparazione della frutta lavata, gli utensili e i taglieri utilizzati in precedenza con altri prodotti crudi (carne, pollo…ecc) e asciugarli, preferibilmente, con carta a perdere (Scottex o tovaglioli). Ovviamente sarebbe consigliabile munirsi di utensili, taglieri e superfici (piatti) differenti, da quelli utilizzati in precedenza come appoggio per i frutti ancora da lavare. Prendi spunto dalla → GUIDA #SAFeatY !

 

 

  • Lavare tutta la frutta sotto l’acqua corrente prima di tagliarla; il lavaggio è fondamentale per i prodotti che verranno tagliati, anche per quelli che verranno sbucciati. Spesso i batteri dalla buccia, con il coltello, vengono introdotti nella polpa che aiuterà il loro sviluppo anche durante la conservazione a temperatura ambiente (e per alcuni patogeni anche a temperatura di refrigerazione) una vera e propria popolazione microbica, invisibile ad occhio nudo, ma rischiosa per la nostra salute.

 

 

  • Non lavare/sciacquare la frutta con saponi/detersivi/candeggina o prodotti non adatti e non affini al consumo umano. Come ulteriore precauzione, per rimuovere efficacemente ogni residuo superficiale, utilizza una piccola spazzola o strofina con decisione, infatti, l’azione meccanica aiuta moltissimo soprattutto con alimenti come i meloni e anguria dove, molto spesso, ci sono i residui di terra!

 

  • Se si vuole adottare un sanificante per il lavaggio di questi prodotti, consiglio quelli a base clorata poi, in ordine decrescente di aggressività verso i microrganismi, abbiamo: i peracidi, l’aceto, il bicarbonato e l’acqua.

 

  • Rimuovere le parti danneggiate dove s’insidiano i microrganismi alteranti come le muffe e altre famiglie microbiche accelerando il deperimento e aumentando in seguito lo scarto.

 

 

  • Sanifica con accuratezza il frullatore, la centrifuga o la macchina che utilizzi perché con il tempo si potrebbero creare degli aggregati batterici, chiamati biofilm, che sono un habitat ideale per i batteri patogeni e, quindi, potenziali inquinanti per i frullati o succhi futuri.

 

 

# CONSERVIAMO

La corretta conservazione dei prodotti freschi può influenzare la qualità e la sicurezza della nostra salute.

  • I prodotti deperibili come fragole, anguria, melone, albicocche e quelli acquistati pre-tagliati o sbucciati…ecc, vanno mantenuti in frigorifero ad una temperatura non superiore di 4 ° C  →  cassetti inferiori.

 

  • Poni in frigorifero, entro le 2 ore successive la preparazione macedonia: inibirai la crescita microbica potenzialmente presente a seguito delle operazioni di taglio e preparazione.

 

Ora non ci resta che goderci l’estate e berci in riva al mare o nel lettino in giardino, la nostra centrifuga, con gusto e la serenità di essere sempre più #SAFeatY !!!

 

Buona estate #Fuudler…ah mi raccomando, se ti porti il cibo in spiaggia, portalo con un frigorifero portatile!!!

E ricordati che se ti sei sciolto dall’afa, devi condividere il post!!! GRAZIE!

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration – www.fda.gov

www.fightbac.org

www.foodsafety.gov

Centers for Disease Control and Prevention – www.cdc.gov

www.salepepesicurezza.it

STORIE DI UN TERMOMETRO IN CUCINA!

Ciao #Fuudler, ben ritornato in questo appuntamento mensile con la rubrica più azzurra di #Fuudly !!!

 

Con #SAFeatY, oggi parliamo di un oggetto comune a tutti ma che in pochi conoscono e tengono nelle proprie cucine.

Anche se lo avete già capito dal titolo, facciamo un passo alla volta!!!

 

Quante volte ci capita di preparare delle meravigliose pietanze e, durante la cottura, porci sempre la solita domanda: <<…sarà cotto?!?>>.

 

Una risposta a queste domande ci sarebbe e non è affatto scontata.

 

Molte volte ci capita di dover interpretare la giusta cottura dei nostri cibi semplicemente guardandone il colore  spesso esagerando col pericolo di “bruciarli”!  Viceversa, col timore di bruciare la nostra pietanza, rischiamo  di servire  una involontaria “cruditè” a chi ci fa compagnia.

 

 

Molte volte, valutare la perfetta cottura di un alimento solamente attraverso un “Pantone” ideale “del cotto” non ci protegge dagli eventuali rischi microbiologici e chimici. La cottura, infatti, è una fase fondamentale per gli alimenti; essa varia a seconda delle ricette e dal tipo di alimento che viene preparato. Il calore della cottura rende più commestibili e più digeribili gli alimenti stessi arricchendoli, allo stesso tempo, di sapori, odori e colori.

 

[bctt tweet=”Ma #SAFeatY, a che rischi ti riferisci parlando di cottura degli alimenti?” via=”no”]

 

I rischi sono per la maggior parte microbiologici come  abbiamo già parlato  in altri post. La carne o il pesce crudo (uova, molluschi ecc..) proprio per  loro natura e per i pericoli igienici durante le fasi della loro preparazione  ( ad esempio la filiera produttiva, gli utensili non sanificati, oppure il tempo che trascorrono fuori dal frigorifero…ecc) possono arrivare nelle nostre pentole con un bagaglio microbiologico non indifferente, con la possibile presenza di batteri patogeni e microrganismi alteranti in grosse quantità oltre alla presenza di tossine prodotte da alcuni di essi.

 

 

Basti pensare alla carne macinata  in cui alcuni  batteri patogeni, potenzialmente pericolosi per la nostra salute, proliferano con molta facilità poiché l’habitat che si va costituendo ne favorisce la loro crescita e, di conseguenza, aumenta il loro pericolo se ingeriti con la carne cosi preparata se consumata cruda o poco cotta.

 

Facilmente individuabili in quest’ultimo prodotto, carni macinate, sono i seguenti microrganismi: E. coli, Campylobacter spp., Salmonella spp. e Yersinia enterocolitica, tutti patogeni molto sensibili al calore e alla cottura, pronti a provocare una malattia di origine alimentare, soprattutto nei  bambini o in persone debilitate ( o anziane).

 

Un altro esempio di rischio biologico può essere la cottura di molluschi bivalvi come le  vongole. Infatti, in uno studio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie viene consigliata una cottura di almeno 10 minuti a temperatura di ebollizione (100°C) per  2 minuti minimo (tempo necessario affinché i molluschi si possano aprire), questo tempo e questa temperatura permettono di devitalizzare  Norovirus che è uno dei più diffusi responsabili di gastroenteriti acute di origine non batterica oltre al  virus responsabile  dell’Epatite di tipo A.

 

Questi tipi di rischio sono facilmente eliminabili, grazie ad una buona cottura dell’alimento.

 

ATTENZIONE: Se cuocere troppo poco ci fa incorrere nel rischio della presenza di microrganismi patogeni, al contrario , cuocere eccessivamente implica  bruciatura che in molti casi è causa della liberazione di prodotti della combustione, comportando all’uomo, un rischio chimico.

 

 

È quindi indispensabile tenere sotto controllo i nostri alimenti quando li cuciniamo e non abbandonarli al loro ignoto destino mentre saltano nella  padella. Per avere la certezza e la risposta alle domande che tutti i giorni ci risuonano nelle orecchie e per tenere sotto controllo il processo di cottura,  diventa fondamentale l’utilizzo di uno strumento che sempre più diventa necessario nelle nostre cucine.

Di cosa parliamo???

[bctt tweet=”Il #termometro per #alimenti!!! Più #SAFeatY di così!!!” via=”no”]

 

In questo post non troverai un link che ti indirizzerà in qualche sito dove lo puoi comprare e nemmeno la recensione sul miglior modello ma scoprirai come usarlo e perché!!!

Sono ancora troppe le persone che si fidano del “Pantone del cotto”!

E quante altre volte siamo i primi ad infornare un pasticcio e andare a vedere con la forchetta se dentro è abbastanza cotto o, peggio ancora, trovarsi nel piatto un petto di pollo al sangue!!!???

 

Proprio per questo, il termometro per alimenti ci viene incontro e ci dà la sicurezza di mangiare con eccellente risultato un succulento piatto.

 

Potrebbe sembrare eccessivo dotarsi di un termometro da cucina per controllare la cottura a cuore che dovrebbe raggiungere almeno i  72° C (per quanto riguarda le carni macinate). Questi strumenti sono reperibili a basso costo in molti negozi e megastore. Il loro utilizzo ci aiuta ad avere una ragionevole certezza dell’efficacia della cottura  e, non ultimo, aiutano anche i meno esperti a non “carbonizzare” le pietanze rendendole salubri e gustose.

Il termometro lo si utilizza per verificare principalmente se è stata raggiunta una certa temperatura al centro del prodotto: misurazione che di solito non viene effettuata ripetutamente  ma solamente  a fine cottura penetrando con la sonda (grosso spillo, lungo in media 10/15 cm, dipende dal tipo di termometro) l’alimento.

 

COSA EVITARE QUANDO SI MISURA LA TEMPERATURA con il termometro?

Assicurarsi di non toccare con lo spillo (sonda) del termometro:

  • Ossa
  • Porzioni grasse
  • Il contenitore che si utilizza (pentola, griglia, contenitori di ceramica..ecc)

Questi materiali e/o sostanze possono produrre un dato non reale, bensì artefatto dalle caratteristiche di queste superfici.

 

E se vi dicessi che gli alimenti oltre alla cottura hanno bisogno anche di un TEMPO DI RIPOSO???

 

Il tempo di riposo è il tempo che intercorre dal termine della cottura e la porzionatura nel piatto in cui l’alimento permane alla temperatura di cottura benché sia stato rimosso dalla fonte di calore. Questo intervallo di tempo è comunque utile, a fini microbiologici, per assicurare salubrità alla pietanza durante il porzionamento evitando, grazie al calore posseduto, la sopravvivenza di microrganismi trasportati dagli utensili utilizzati per il depezzamento.  Ha la durata di 3 minuti.


Food Safety and Inspection Service – USDA, suggerisce di abbassare la temperatura di cottura a 63°C per i tagli di manzo e arrosti di carne (non pollo o macinati)  aumentando però il tempo di riposo, per poter assaporare al meglio l’alimento senza alcun rischio. Tale trattamento equivale alla cottura standard al cuore del prodotto di 72°C.

CURIOSITA’: in una bistecca i microrganismi patogeni sono localizzati solo nella superficie esterna. Quest’ultima, durante la cottura, viene a contatto con la piastra rovente subendo un processo di  “sterilizzazione” superficiale.  Proprio per questo presupposto una carne “al sangue”, che appaga molti consumatori, non risulta pericolosa anche se è preferibile comunque consumare carne e altri cibi ben cotti!

 

Ed ora, un’ultima cosa prima di darvi le temperature!!!

COME SANIFICARLO!

Un’ottima sanificazione degli utensili in cucina ci aiuta a prevenire le malattie di origine alimentare eliminando le contaminazioni crociate.  Proprio per questo, prima e subito dopo ogni utilizzo, detergilo accuratamente con acqua calda e sapone o con soluzioni igienizzanti spray. Fai attenzione a non ledere la parte elettronica dello strumento e asciugalo con la carta usa e getta pulita.


Segui queste temperature:

  • macinati di manzo, maiale, agnello, pollo, tacchino  ⇒  72°C
  • tagliate di carne e pesce  ⇒  63° C + 3 minuti di riposo o 72°C
  • piatti a base d’uovo (torte salate..)  ⇒  72°C
  • arrosti, cosce di pollo e tacchino  ⇒  74°C

 

Ora non ti rimane che comprarne uno e provarlo subito!!!

SII #SAFeatY e Condividi!!!

 

 

 

Fonti:

www.ilfattoalimentare.it

www.fsis.usda.gov

www.foodsafety.gov

www.salepepesicurezza.it

Assaggiare l’impasto o la pastella: Non è #SAFeatY!!!

Carissimo #Fuudler, #SAFeatY è tornato, è tornata la rubrica più azzurra di #Fuudly con tutti i suoi consigli!

 

Poco più di 2 anni fa è nato questo Blog sulla sicurezza alimentare in pillole, rivolto a tutti gli amanti della cucina ma soprattutto a tutte le persone che aprono il frigorifero o toccano un fornello almeno una volta al giorno, ed è grazie a tutti i #foodl♥ver che #SAFeatY compie gli anni!!! Grazie mille!!!

 

 

No #SAFeatY, no party…

 

È proprio quando si prepara una buona torta, dei biscotti, della pastella per le verdure oppure della pasta fresca che ci si lascia cullare dai piaceri della gola e, senza pensarci, ci si concede l’assaggio dell’impasto oppure, per praticità, ci lecchiamo le dita per  gustare, con curiosità, l’impasto preparato con la scusa di pulirci le mani! …Molto spesso ci aiutano anche i nostri bambini e come si può non farsi aiutare dalle angeliche mani dei golosi ragazzi?

 

 

Ammettiamolo, in realtà siamo tutti un po’ colpevoli della scomparsa di una parte dell’impasto, del resto…era troppo buono!!!

 

Ci dimentichiamo un particolare fondamentale sottovalutando l’enorme rischio che abbiamo scampato: l’impasto di solito comprende ingredienti come l’uovo crudo e la farina! Ingredienti fondamentali per costituire la pastella, l’impasto dei biscotti e le impanature per le bistecche. Questi ingredienti, per quanto prodotti con accuratezza ed attenzione contengono intrinsecamente alcuni rischi nascosti soprattutto se vengono consumati crudi, anche per un semplice assaggio.

Spesso ci si dimentica del rischio che si corre  utilizzando e manipolando le uova crude, principale veicolo per la Salmonella spp.: batterio patogeno in grado di procurare non pochi problemi di salute (come ho già scritto in un altro post → CLICCA QUI ←) ; associato a questo ingrediente, e quindi pericolo, consideriamo anche la farina che potrebbe portare con sé ceppi particolarmente patogeni di E. coli O121, produttore della tossina Shiga.

 

[bctt tweet=”#SAFeatY ma come può la farina contenere questo microrganismo?” via=”no”]

La farina, è un prodotto agricolo che necessità di blandi trattamenti, potrebbe essere fonte d’inquinamenti da parte di comuni microrganismi tellurici (che vivono nel suolo) o, alla peggio, essere soggetta ad accumulo di tossine prodotte dagli stessi batteri in condizioni di particolare umidità. Fortunatamente, la sola e semplice cottura domestica o industriale,  abbatte la maggior parte di questi inquinamenti, in particolar modo risulta opportuna ed efficace nei confronti dei microrganismi (batteri, lieviti, muffe), meno efficace nei confronti di alcune tossine che risultano essere resistenti al calore.

 

 

Questi microrganismi, particolarmente patogeni e aggressivi, trovano il giusto habitat di crescita nell’impasto (ottimo substrato a temperatura ambiente) proliferando esponenzialmente nel tempo e producendo a  loro volta la tossina. Li possiamo considerare come gli “inquilini” indesiderati degli impasti delle nostre torte o dei biscotti che facciamo in compagnia dei nostri figli o nipoti.

 

Ricordiamo, però, che con essi convivono molti microrganismi “buoni”, “utili”, quelli che ci regalano la lievitazione e che creano condizioni sfavorevoli alla crescita dei patogeni modificando pH e utilizzando l’acqua presente nel prodotto.

[bctt tweet=”Solo un buon prodotto e le buoni prassi igieniche diminuiscono i pericoli per il consumatore.. #SAFeatY” via=”no”]

 

Nel peggiore degli scenari, si potrebbero accusare  sintomi  relativi  alla tossina Shiga (E. coli) presa come uno dei possibili esempi e  sono: diarrea (spesso sanguinolenta) con crampi addominali che possono risolversi  in una settimana, oppure prolungarsi aggravando il quadro clinico: insufficienze renali (sindrome emolitico-uremica). Ovviamente la pericolosità aumenta e la prognosi diventa molto delicata se le persone colpite sono bambini, anziani o donne incinte o persone con un sistema immunitario compromesso o indebolito da altre malattie.

 

#SAFeatY ma quindi cosa posso fare oltre a non assaggiare l’impasto?

 

Niente paura, occorre solo avere un pizzico di attenzione in più quando si preparano  piatti per una bellissima serata evitando inutili rischi e pericoli..

 

#1

Non mangiare o assaggiare l’impasto dei biscotti, la miscela della torta, la pastella o qualsiasi altro prodotto di pasta o pastella cruda contenente uova crude o poco cotte e/o farina che dovrebbero essere cucinati, fritti o cotti al forno.

 

#2

Seguire sempre le indicazioni (temperatura e tempi di cottura) presenti sulle confezioni dei prodotti semipronti o crudi, contenenti farina e/o uova. Non ultimo, fate attenzione alle modalità di conservazione.

 

#3

Lavarsi le mani e sanificare i piani di lavoro, gli utensili e le superfici che sono venute a contatto con farine, impasti o la pasta cruda. (vai alla → GUIDA RAPIDA ← )

#4

Tenere i cibi crudi separati dagli altri cibi mentre li prepariamo, utilizzando ciotole, utensili e misurini differenti per evitare le contaminazioni crociate fra le superfici. Considerare inoltre, la natura polverosa delle farine e la loro facilità di diffusione negli spazi.

 

#5

Se pensate di aggiungere delle farine a dei prodotti crudi come ad esempio frullati o simili, utilizzate farine tostate comunemente vendute e reperibili sugli scaffali dei supermercati.

 

 

[bctt tweet=”Caro #fuudler …ora sai che assaggiare l’impasto o la pastella non è #SAFeatY !!!” via=”no”]

 

Ora diffondi i consigli, condivili!!! Grazie mille!!!

 

 

 

Fonti:

www.fda.gov – Food and Drug Administration

www.foodsafety.gov

www.fightbac.org

www.cdc.gov – Centers of Disease Control and Prevention

It’s Christmas Time!!!

Un Natale così non si era mai visto!!!

L’albero portava con una pallina in più!!!

 

 

Ecco le qui, le 8 fette di pandoro che hanno animato il nostro azzurro Natale.

Sono gli 8 consigli, semplici e veloci di #SAFeatY per evitare delle brutte sorprese non solo sotto le feste, ma tutte le volte che cuciniamo!!!

 

Grazie mille per aver condiviso questo #Natale e le feste con #SAFeatY !!!

 

ti auguro l’anno più #safeaty di sempre

 

 

 

Lo zabaione nel Natale più #SAFeatY

Luci, alberi di Natale, presepi, addobbi, canzoni, auguri, l’affetto delle persone, i regali, gli abbracciarsi stretti e tutto ciò che la parola “Natale” ci fa ricordare, è una delle più belle magie. Questa ci fa assaporare la voglia di passarlo in famiglia e con le persone che ci vogliono bene. Ci scalda come fosse un focolare. Le preoccupazioni si attenuano, i pensieri si fanno più leggeri, la voglia di farci gli auguri ci mette il sorriso.

 

Il Natale è sempre il Natale…quest’anno addirittura il vostro albero avrà una pallina in più, azzurra, #SAFeatY !!!

 

Con il Natale arrivano immancabilmente: pandoro, panettone, cioccolata calda e tutti i dolci più tipici, per non parlare delle creme che deliziano il palato di tutta la famiglia.

Una crema per eccellenza unisce davvero quasi tutti i ritrovi familiari del mondo: lo zabaione!!!

 

Ne parlavano proprio Giovanna Hoang e Francesca Riva nel calendario dell’avvento su Fuudly .

Non trovo delle parole più belle e, per questo, ve ne riporto qualcuna…

“Questa crema vellutata, se vogliamo molto retrò, ha sempre il fascino di quelle preparazioni che un po’ ci legano alle tavolate che preparava la nonna nei giorni di grande festa e ci fanno tornare alla mente ricordi pieni d’affetto.”

Come dicono le #foodblogger più famose d’Italia: “Lo Zabaione potrebbe essere tranquillamente utilizzato come componente per altre preparazioni più complesse, ma gustarlo in purezza…” …è tutta un’altra cosa!!!

 

Ma attenzione, prepararlo non è così  facile, non basta solo seguire la ricetta ma bisogna farlo con un pizzico di #SAFeatY in più!!!

 

Lo zabaione, infatti, nasconde un pericolo: le uova; uno degli ingredienti principali che rendono la consistenza schiumosa, inconfondibile. Lo zabaione, così come altre creme con cui farciamo o glassiamo il panettone o il pandoro, potrebbero innescare qualche problema sanitario. In particolar modo il pericolo potrebbe essere presente se si utilizzano uova crude, poco cotte o provenienti da allevamenti domestici e non correttamente manipolate durante le fasi di preparazione delle nostre creme.

 

[bctt tweet=”Ma perché ci fanno così paura le #uova nello #zabaione , #SAFeatY ???” via=”no”]

 

Le uova sono una delle principali fonti di contaminazione dei cibi a causa di alcuni microrganismi da essi veicolati. Tra i quali, uno dei patogeni per antonomasia: Salmonella spp.. Per ridurre il più possibile i rischi di una indesiderata tossinfezione di origine alimentare, provocata da questo patogeno, occorre seguire dei semplici consigli.

Perchè vale la pena seguirli? Perchè i sintomi che si presentano (dopo 12-72 ore) sono i tipici di una gastroenterite, tra cui: diarrea, febbre e crampi addominali e vomito. Il rischio e, quindi il pericolo,  aumenta soprattutto per i bambini, gli anziani e le persone che con l’arrivo dell’inverno hanno il sistema immunitario indebolito o immunocompromesso, una situazione che si può protrarre e sfociare, addirittura, al ricovero ospedaliero.

Ora andiamo al “(uovo) sodo”…

 

[bctt tweet=”Ecco le dritte di #SAFeatY per questo #Natale !!!” via=”no”]

 

La ricetta dello zabaione di Giovanna e Francesca la trovate nel loro blog  creazionifusionorconfusion.it  così, dopo aver letto questo post, potete subito soddisfare la vostra irrefrenabile acquolina in bocca!!!

#1

Raccolti i tuorli, allontana i gusci delle uova dal piano di lavoro della tua cucina o, meglio ancora, raccogli i gusci in un pezzo di carta pulito durante la sgusciatura per non contaminare le superfici sottostanti.

 

#2

Lavati le mani con un buon detergente per 40 sec dopo aver toccato le uova e, soprattutto, prima di toccare qualsiasi superficie o utensile.  Leggi la GUIDA: Se non ti lavi le dita: rischi per metà!!!

 

#3

La cottura: cuoci delicatamente il composto (il tuorlo e gli altri ingredienti) fino a raggiungere una temperatura non inferiore i 71° C al cuore dello stesso, mescolando continuamente.

 

ATTENZIONE: non leccare la frusta o assaggiare dal cucchiaio se il tutto non è ben cotto!!! Comunque utilizza una stoviglia pulita ad ogni assaggio per non contaminare il preparato con la flora presente nel cavo orale.

 

Come misurare la temperatura? Regalati un termometro per alimenti: ne esistono di davvero economici nel mercato ma molto utili per questi scopi.

#4

Il liquore, il marsala o altre bevande spiritose, utilizzate nelle creme, non funge da battericida. Questi, infatti, aggiunti al nostro composto avranno il solo compito di aromatizzare il tutto e non quello “sterilizzare” o di abbassarne la carica (quantità) microbica.

 

Infine…

#5

Sanifica gli utensili e le superfici che sono venute a contatto con il guscio delle uova o con le uova crude, prima di usarli per altre preparazioni.   Leggi la GUIDA: I tuoi utensili da cucina ti implorano: SANIFICACI!!!

Come vedi sono delle piccole, azzurre e facili dritte da condividere con chi vuoi, perchè dobbiamo essere tutti un po’ più #SAFeatY in cucina.

 

Ah!!! Aspetta…prima di salutarci, ricordati:

Non lasciare mai le porzioni pronte di crema o zabaione fuori dal frigorifero per più di 2 ore, anzi, mantienile in frigorifero dopo averle preparate e servile al momento giusto. Se devi preparare il pandoro farcito, preparalo poco prima di servirlo. I microrganismi, a temperatura ambiente, proliferano rapidamente!!!

 

Finito…Questa volta sono stato rapidissimo!

 

Spero tu possa passare un bellissimo Natale con le persone più care ma soprattutto essere Felice, oltre che #SAFeatY !!!

 

Buon Natale da #SAFeatY !!!

…vuoi farmi un regalo?  Aiutami a condividere…grazie infinite

 

Fonti:

Food and Drug Administration – www.fda.gov

www.foodsafety.gov

Centers for Disease Control and Prevention – www.cdc.gov

Frutta, verdura e sicurezza alimentare: LA GUIDA #SAFeatY

«Mi passi una mela dal frigo? …Si, ma lavala prima!!!»

«Cosa c’è come contorno???»…«l’hai lavata l’insalata???»

«Rilava la rucola almeno 3 volte!!!»

«…dai dai veloce veloce, non lavarle, tanto le devi pelare»

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Carissimi #fuudler quante volte abbiamo sentito queste parole, senza sapere con certezza cosa bisogna fare?

 

Potremo scrivere una sceneggiatura intera, invece oggi leggerete una GUIDA completa!!!

 

#SAFeatY ci sta lavorando da qualche settimana per costruire una guida unica per la sicurezza alimentare dei prodotti vegetali.

 

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Ha osservato attentamente le abitudini delle sue “cavie”, cercando di rispondere ad ogni svista che si presenta in cucina, dove i protagonisti sono i prodotti ortofrutticoli.

 

Quindi, cari vegetariani e vegani, orecchie aperte!!! …Onnivori e “carnivori”, invece, rimanete sull’attenti perché in alcune occasioni il rischio per voi è più alto.

 

[bctt tweet=”Come sempre con #SAFeatY parliamo di #sicurezzaalimentare alla portata di tutti!!! ” username=””]

 

Da oggi se farete tesoro di questa GUIDA completa, non sarete più dei semplici #fuudler ma sarete dei veri e propri #FUUDLERmoltoSAFeatY .

Ok! Partiamo!!!

 

Saranno pochi step ma fondamentali!

 

La frutta e la verdura che compriamo, per quanto possano essere pulite e sciacquate, presentano sulla loro superficie numerosi microrganismi presenti nel suolo che vi arrivano tramite contatto diretto o crociato, come ad esempio, con altri mezzi come l’acqua utilizzata per l’irrigazione proveniente da fonti già inquinate o, meglio ancora, a seguito di abbondanti concimazioni. Non ultime, le successive manipolazioni da parte degli operatori del settore alimentare e i rivenditori, contribuiscono ad incrementarla.

 

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Molte tossinfezioni alimentari sono associate a prodotti di origine vegetale questo perché le superfici dei vegetali sono particolarmente complesse e facilitano l’aderenza delle “particelle” virali e batteriche. “Particelle” o agenti patogeni che possono essere: Salmonella, Listeria Monocytogenes, Escherichia Coli, Yersinia Enterocolitica, Campylobacter, Norovirus…ecc.

Anche il loro naturale deperimento contribuisce e favorisce la flora presente creando un substrato ottimale per la loro moltiplicazione favorendo, ulteriormente, il deperimento del vegetale.

 

Procediamo per step!!!

 

 

 ECCO LA GUIDA!!!cropped-eat-1-e1449772519565.png

 

#ACQUISTIAMO

Consiglio di comprare prodotti di stagione perché maturati naturalmente e con ridotta presenza di conservanti. Avranno un sapore migliore, soprattutto se sono prodotti locali e, quindi,  più freschi.

Mi raccomando, informati sulla provenienza dei prodotti, evitando quelli provenienti dalle aree inquinate (metalli pesanti, diossine, bifenili policlorurati PCB, IPA, sostanze perfluoroalchiliche PFAS).

  • Evitare chiaramente i prodotti danneggiati o ammuffiti (raro trovarli), perché sono un ricettacolo di microrganismi alteranti e di possibili patogeni; meglio tenerli alla larga dal nostro frigorifero.

 

  • Verificare che le foglie siano turgide e non appassite.safeaty
  • Il gambo reciso non deve essere molto scuro, andrebbe ad indicarci che la raccolta è avvenuta molto tempo prima, per questo deve essere verde come le foglie e i peduncoli (piccioli).

 

  • Devono avere una buona consistenza, senza raggrinzimenti.

 

  • NON AVER PAURA, se il prodotto non è eccessivamente ammaccato, è comunque molto buono, salubre e salutare, non vengono meno le sue proprietà nutrizionali…puoi comunque compralo!!!

 

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  • Quando scegli i prodotti di IV gamma (prodotti freschi, puliti, tagliati e confezionati chiusi, pronti per il consumo) controlla che il prodotto sia refrigerato o mantenuto a basse temperature.

 

  • Utilizza una borsa/sacchetto differente per la frutta e verdura fresca, che funga da barriera fisica da possibili contatti con le confezioni di carne cruda o prodotti del pescato, nel carrello.

 

Spesa fatta!

 

 

#PULIAMO

  • Prima di lavare o preparare il contorno del tuo pasto è importante lavarsi le mani con acqua e sapone per 30-40 secondi (anche dopo aver maneggiato la frutta fresca) → Prendi spunto da qui!

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  • Sanificare le superfici prima e dopo il taglio o la preparazione della verdura lavata, gli utensili e i taglieri utilizzati in precedenza con altri prodotti crudi (carne, pollo…ecc) e asciugarli, preferibilmente, con carta a perdere (Scottex o tovaglioli). Ovviamente sarebbe consigliabile munirsi di utensili, taglieri e superfici differenti, lontani da possibili succhi e liquidi alimentari di altri prodotti → Se vuoi sanificare correttamente? LEGGI QUI!

 

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  • Lavare tutta la frutta e la verdura sotto l’acqua corrente prima di mangiarla, tagliarla o cuocerla; il lavaggio è fondamentale per i prodotti che verranno tagliati o pelati. Spesso i batteri dalla buccia, con il coltello, vengono introdotti nella polpa che aiuterà il loro sviluppo anche durante la conservazione a temperatura ambiente (e per alcuni patogeni anche a temperatura di refrigerazione) una vera e propria popolazione microbica, invisibile ad occhio nudo, ma rischiosa per la nostra salute.

 

  • Non lavare/sciacquare con saponi/detersivi/candeggina o prodotti non adatti e non affini al consumo umano, la frutta o la verdura.safeaty sapone
  • Come ulteriore precauzione, per rimuovere efficacemente ogni residuo superficiale, utilizza una piccola spazzola, infatti, l’azione meccanica aiuta moltissimo!

 

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  • Se si vuole adottare un sanificante per il lavaggio dei questi prodotti, consiglio quelli a base clorata, poi in ordine decrescente di aggressività verso i microrganismi, abbiamo: i peracidi, l’aceto, il bicarbonato e l’acqua.

 

  • Rimuovere le parti danneggiate dove s’insidiano i microrganismi alteranti come le muffe e altre famiglie microbiche, accelerando il deperimento e aumentando in seguito lo scarto.

 

ATTENZIONE ⇒ Il lavaggio è altamente consigliato soprattutto per le donne in gravidanza, in quanto il Toxoplasma è un parassita che può essere trovato sugli ortaggi e sulla frutta.

  • La frutta secca e i prodotti in scatola (coperchio): è necessario pulirli con uno strofinaccio da cucina pulito o con carta a perdere. Andremo ad asportare almeno grossolanamente lo sporco, riducendo soprattutto l’eventuale contaminazione batterica superficiale.

 

  • Lavare, sbucciare e cuocere le verdure (spinaci, lattuga, bietola, sedano, rucola, basilico, ravanelli….ecc..) eliminando prima i gambi e le costole fogliari, oltre alle foglie esterne, è un modo per limitare la quantità di nitriti e nitrosammine che assumiamo, proprio perché derivano per la maggior parte dai nitrati assunti dalle piante a causa dei fertilizzanti azotati.

 

[bctt tweet=”#SAFeatY, ma mettiamo tutto in #frigorifero ?” via=”no”]

 

# CONSERVIAMO

La corretta conservazione dei prodotti freschi può influenzare la qualità e la sicurezza della nostra.

  • I prodotti deperibili come fragole, lattuga, funghi …ecc, o comunque prodotti di I gamma (prodotti freschi e interi) vanno mantenuti in frigorifero ad una temperatura non superiore di 4 ° C  →  cassetti inferiori

 

  • I prodotti sottaceto o sottolio, salamoie o comunque quelle verdure vendute in vasetto (II gamma), dato il trattamento di pastorizzazione o sterilizzazione che hanno subito, una volta aperti vanno posti in frigorifero e consumati dopo pochi giorni.

 

  • Per quanto riguarda il congelamento, consiglio di abbinarlo alla tecnica del sottovuoto, in quanto i sacchetti che si utilizzano hanno una resistenza e un spessore/composizione differente dai normali sacchetti (vuoi saperne di più? → Il #sottovuoto con #FoodSaver) evitando la scottatura da freddo, oltre a prolungare la conservazione e il mantenimento della qualità del prodotto.

 

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  • Le insalate o misticanza già pronta al consumo (in sacchetto o vaschetta, IV gamma), poiché già mondate, hanno una deperibilità molto veloce e una scadenza molto breve. Quest’ultime necessitano di essere mantenute in frigorifero e consumate entro due giorni dall’apertura e, ovviamente, non oltre la data di scadenza.

 

  • I prodotti sottovuoto o in atmosfera protettiva che hanno già ricevuto un primo trattamento termico o che sono stati precotti (salmone affumicato, zuppe…) vanno mantenuti in frigorifero.

 

IMPORTANTE  → Poni in frigorifero entro 2 ore dalla preparazione, la verdura mondata o cucinata; inibirai la crescita microbica potenzialmente presente a seguito delle operazioni di mondatura e preparazione.

 

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  • Manteniamo sempre la frutta e la verdura separata dagli alimenti crudi, come carne, pollo, pesce…ecc, proprio perché la carica microbica di questi alimenti è superiore e molto ricca di possibili patogeni, che comunque verrebbero eliminati con la cottura a differenza dell’insalata che, prevalentemente, viene consumata cotta. Un contatto o possibili gocciolamenti, potrebbero trasferire la flora microbica di questi prodotti ai vegetali, che se consumati crudi, potrebbero innescare una malattie di origine alimentare anche grave.

 

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  • Non conservate gli alimenti troppo a lungo! Come abbiamo scoperto negli altri post, le basse temperature inibiscono la crescita di solo alcuni microrganismi ma altri, come i patogeni es.: monocytogenes – B. cereus – S. aureus – S. perfringens …ecc, sono più che vivi e vitali!

 

  • Quasi dimenticavo, le patate non vanno in frigo, ma nel mitico e leggendario “luogo buio, fresco e asciutto”.

 

E ora l’ultimo passaggio!

 

 

#CUCINIAMO

  • Mi raccomando, non cucinare mai senza aver prima lavato bene i prodotti ortofrutticoli.

 

  • In umido, in padella, al forno, alla griglia o fritto “senza fine”, non importa il metodo, ma importa il risultato, evitate di carbonizzare o bruciare la vostra verdura. L’eccesso di “cottura” provoca la formazione di sostanze tossiche e/o cancerogene. Ben cotte ma non troppo!

 

  • Se volete mantenere i sali minerali e le vitamine B e C dovete considerare la cottura al vapore, ma attenti alla consistenza!!!

 

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  • La lessatura, per praticità, piace a molti ma se il volume d’acqua è elevato, aumentate l’effetto diluitivo delle caratteristiche organolettiche rilasciate, quindi, potete dire addio a molti sali minerali e vitamine.

 

  • La tossicità di alcuni prodotti (ad esempio i funghi) non diminuisce con la cottura o con altri sistemi o trattamenti! Comprate solo quelli in negozio se non siete degli esperti. La cottura, comunque, è fondamentale per questo tipo di prodotti, soprattutto per i commestibili con la quale si ottiene un effetto “depurativo” ulteriore sanificando il prodotto dall’eventuale presenza di parassiti.

 

 

Un pizzico di attenzione—> #COSA E QUANDO BUTTARE

  • Elimina la frutta e la verdura fresca quando sono passate più di 2 ore da quando è stata preparata e tagliata, cotta e lasciata a temperatura ambiente. La temperatura che ci circonda, se attorno ai 20°-30° C agevola la proliferazione di molti microrganismi, con una velocità di crescita “spaventosamente” veloce, proprio per questo è necessario essere #SAFeatY e riporla il prima possibile a temperatura di refrigerazione.
  • Rimuovi sempre le ammaccature o le porzioni danneggiate prima di mangiare o cucinare il frutto o la verdura.

 



piccola OPINIONE:

I prodotti in busta o in vaschetta già lavati, tagliati e pronti al consumo, sono prodotti il cui sapore non sarà mai come l’insalata della nonna (le nonne sono insuperabili), ma sono comunque salubri e di qualità. In realtà per #SAFeatY al 100% una risciacquata in più a questi prodotti non guasterebbe, facendo inoltre attenzione alle contaminazioni crociate!safeaty



 

Ora caro #fuudler rispetta questa GUIDA come un codice d’onore.

 

Condividila perché raccoglie tutti i consigli più utili e necessari per essere dei #FUUDLERmoltoSAFeatY !!!

 

Grazie mille!!! Sconfiggeremo insieme le sviste più belle che ci succedono in cucina!!!

 

Ps. La “regola delle 3 volte”, non l’ho mai conosciuta personalmente…però mi hanno detto che è simpatica!!!

 

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration – www.fda.gov

www.fightbac.org

www.foodsafety.gov

Centers for Disease Control and Prevention – www.cdc.gov

Istituto Superiore della Sanità, Alimentazione sicura in ambito domestico, Rapporti ISTISAN 06/27

www.salepepesicurezza.it

 

UN SOTTOVUOTO #SAFeatY: con FoodSaver!

[bctt tweet=”Sottovuoto, sottovuoto, #sottovuoto …ma #SAFeatY che cos’è questo sottovuoto di cui tutti parlano?” via=”no”]

 

In TV, le blogger, le riviste, gli chef, siti, libri…tutto il mondo conosce il Signor Sottovuoto, ma tu proprio non sai nemmeno che cognome abbia!!

 

Ok, un passo alla volta.

 

Qualche mese fa in laboratorio sentivo spesso il rumore della macchina che produce il sottovuoto, funzionare nel lab a fianco; ovviamente parlo di una macchina talmente grande e potente, che avevo paura mi potesse sbranare. Tuttora penso abbia una vita propria e che sia pronta ad azzannare qualcuno!

 

Proprio in quell’istante mi sono detto: SAFeatY ma perché non parli del sottovuoto in cucina? Argomento che poi ho messo nel “cassetto delle genialate”, pronto per essere trattato non appena fossi tornato dalle vacanze estive.
A distanza di qualche settimana, neanche a farlo apposta, sono stato contattato da → FoodSaver ← che mi ha proposto di testare una delle sue macchine per il sottovuoto.

 

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Quale occasione migliore di questa: avevo l’argomento e la #FoodSaver FFS005X, una delle migliori macchine per il sottovuoto casalingo!

 

 

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Ed eccomi qua a scrivere quanto sia #SAFeatY il sottovuoto per gli alimenti!

 

Il confezionamento sottovuoto consiste nella rimozione dell’aria dal contenitore dell’alimento che può essere un sacchetto, un contenitore solido o appositi barattoli. In particolare FoodSaver di → accessori ne ha tantissimi ← e alcuni sono compresi nell’acquisto della macchina.

 


Il contenitore in questione deve essere totalmente impermeabile all’aria/ossigeno/vapore acqueo e non tutti i sacchetti che generalmente compriamo al supermercato lo sono. FoodSaver nella sua linea propone i → sacchetti ← a misura standard e rotoli per personalizzarne la lunghezza, concepiti con 7 strati composti alternativamente e ripetutamente da Polietilene (PE) e Nylon (PA) (ovviamente privi di BPA – Bisfenolo A), conferendone l’effetto barriera e la giusta resistenza per il confezionamento, perfetti per la successiva sigillatura ermetica “a caldo”.

 

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ATTENZIONE  →   non sono adatti per la cottura degli alimenti, non è quella la loro funzione!!!

 

Il sottovuoto è una tecnica che utilizziamo per conservare un alimento il più a lungo nel tempo, poiché l’assenza contestuale di ossigeno e umidità inibisce la maggior parte di microrganismi e batteri (muffe, Pseudomonas spp., Enterobatteriaceae) che necessitano, invece, di ambienti ricchi di ossigeno e umidità. Questi microrganismi, spesso alterano visivamente il prodotto e ne modificano addirittura l’odore, così come il colore e la consistenza.

 

Oltre a rallentare la crescita microbica, permettere di rallentare notevolmente le alterazioni chimiche ed enzimatiche del prodotto. Si rallentano le ossidazioni dei grassi e il contemporaneo irrancidimento, si ritarda la perdita di colore, il calo del peso e la perdita di consistenza.

 

Insomma, non rischiate di ritrovarvi una ciabatta al posto della costata o braciola, dopo 2 giorni in frigo o dopo averla tirata fuori dal freezer!!!

 

Il sottovuoto, infatti, consente di conservare il sapore, il profumo, il colore e le proprietà nutrizionali dell’alimento, crudo o cotto che sia.

 

SAFeatY fammi qualche esempio….

 

La carne fresca, mantiene le caratteristiche inalterate per i 5 giorni successivi al confezionamento se mantenuta a temperatura di refrigerazione.
Il pesce fresco normalmente in soli 2 giorni lo ritroveremmo imbalsamato nel frigorifero, ma con la tecnica del sottovuoto, può essere conservato fino a 4 giorni; i formaggi freschi possono essere conservati fino a 2 settimane, quelli semi-stagionati fino a 2-3 mesi e quelli stagionati oltre i 6.

 

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Tutto ciò andrebbe anche a diminuire gli sprechi, soprattutto se andiamo a confezionare i cibi, suddividendoli già in piccole porzioni, aprendole all’occorrenza!

 

Il sottovuoto può prolungare la vita degli alimenti, da 5 a 15 volte…numeri assodati ormai nell’ambito della ricerca alimentare; FoodSaver ne consiglia “5”, proprio perché prolungandone troppo la conservazione si andrebbe ad alterare considerevolmente la freschezza e la qualità finale del prodotto. Addirittura nella sua semplice ed illustrata scheda tecnica spiega quanto sarebbero le stime e le modalità della conservazione dei vari alimenti rispetto la conservazione tradizionale.

 

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Ovviamente le stime indicate sono riferite agli alimenti che non hanno subito eccessive preparazioni o trasformazioni (da parte nostra, salvo per i cibi cotti) che ne hanno compromessa la durabilità a causa delle possibili contaminazioni crociate che occasionalmente avvengono quando prepariamo i pasti a casa.
Le stime si riferiscono anche alla qualità degli alimenti che vengono acquistati al supermercato, se sono agli inizi della loro vita commerciale o vicino alla data di scadenza o al loro deperimento.

 

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Togliendo l’ossigeno che gravita attorno agli alimenti, andiamo ad inibire certamente i microrganismi alteranti, ma andiamo anche a stimolare la crescita di alcuni batteri poco simpatici per la nostra salute. Listeria spp. e Clostridium spp. sono solo alcuni dei microrganismi patogeni che godono della facoltà di “non respirare” l’ossigeno, l’ambiente anaerobio è l’habitat ideale per loro o comunque viene tollerato. Questi batteri patogeni, a differenza degli alteranti che vengono inibiti e che fungevano da competitori, non si rendono manifesti con alterazioni del cibo, e quindi all’occhio nudo il nostro alimento può comunque sembrare invitante!

 

Per evitare, quindi, una pericolosa tossinfezione ma soprattutto per mantenere il nostro alimento più sano e salutare possibile, dobbiamo tener conto di…

…7 veloci accorgimenti fondamentali:

 

Il sottovuoto non sostituisce…

1.

…la cottura degli alimenti, fondamentale per l’eliminazione della quasi totalità dei microrganismi e dei processi degradativi, se l’alimento necessita d’essere cucinato per mangiarlo. Altresì, la cottura è un sistema che rende maggiormente fruibile il cibo ingerito al nostro organismo;

 

2.

…la refrigerazione e/o il congelamento, fondamentali per rallentare i processi enzimatici e inibire la vitalità e il proliferare dei microrganismi patogeni e alteranti (solo se il vostro frigorifero e congelatore rispettano le giuste temperature, 2°- 4 °C max e -18° C).

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RICORDA…

3.

…di confezionare gli alimenti, crudi o cotti che siano, il prima possibile in sottovuoto (entro 2 ore dalla loro manipolazione) per evitare l’inevitabile proliferazione microbica di possibili microrganismi ancora presenti sulla loro superficie.

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4.

…che puoi confezionare una o più porzioni che non hai consumato per poterle gustare in sicurezza dopo qualche giorno, ricordando di conservarle in frigorifero o addirittura in congelatore.

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5.

…di scongelare in frigorifero l’alimento precedentemente congelato e confezionato sottovuoto, così da inibire i microrganismi al suo interno ed escludere successive brutte sorprese. Puoi utilizzare il defrost del forno microonde, ma non superare i 180 watt per 2 minuti…Ah!!! Taglia, ovviamente, un angolo del sacchetto e ponilo in un piatto evitando, così, lo spargimento dei liquidi di scongelamento.

Guarda il mio post sullo → scongelamento sicuro dei cibi ←, ti sarà utile!

 

6.

…i sacchetti non sono fatti per cucinare il prodotto al suo interno ma per conservarlo al meglio, ovviamente sopportano discretamente le alte temperature, ma non superare i 70°C.

 

7.

…evita le contaminazioni crociate: non riutilizzare i sacchetti con cui hai conservato gli alimenti crudi per conservare quelli cotti.

 

Ci sono alimenti secchi non deperibili, con un basso grado di umidità e acqua libera al loro interno come: pasta, i prodotti da forno, piccoli stuzzichini (frutta secca, biscotti, cracker o altro sbriciolabile…ecc), che non necessitano della refrigerazione.

 

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Per questo tipo di alimenti #FoodSaver ci aiuta tantissimo a mantenerne le fragranze, la friabilità e il giusto grado di consistenza, evitando l’ossidazione e l’irrancidimento, grazie al → barattolo ← che è in dotazione con la macchina…non vorrei essere di parte, ma è fenomenale!

 

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Grazie alla sua chiusura ermetica, creata dal sottovuoto, si mantengono inalterate le caratteristiche degli alimenti, mantenendo lontano lo sviluppo di muffe e batteri alteranti, che andranno a formarsi con il tempo a causa dell’accumulo di umidità e permeazione dell’ossigeno, proteggendo gli alimenti stessi da probabili insetti infestanti. Meglio di così?!

 

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Il → Nuovo modello FFS005X ← è bello, compatto, leggero…così funzionale che la mia ragazza ne vorrebbe uno per se; d’altronde abitando da sola vicina all’università, gli è comodo suddividersi la spesa in piccole porzioni da poter consumare durante la settimana, scongelando una porzione alla volta senza sprecare il cibo, risparmiando sulla “paghetta”.

 

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Il coperchio è solido e sicuro, piacevole al tatto, anche perché solo toccando la superficie perfettamente satinata, sembra di toccare il retro di uno degli ultimi modelli di smartphone.
La satinatura inoltre diminuisce la visibilità di alonature o le classiche ditate.

 

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L’accuratezza della linea ne conferisce la solidità, lo chassis di plastica nera, ne regala la giusta maneggevolezza, togliendo la paura di poter rovinare la macchina, anzi conferendone una praticità particolarmente elevata.

 

Penso d’aver aperto e chiuso lo sportello una ventina di volte in soli 3 minuti da quando l’ho visto: Troppo divertente!!!

 

Le linee e gli inserti verdi? Ci stanno e ne regalano il giusto brio.

 

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La chiusura del coperchio, chiamata anche “fermo” o “chiave”, è fin troppo semplice da usare ed è posta sul fianco.

Questa può ruotare in 3 diverse posizioni a seconda dell’utilizzo della macchina:
• “chiusura” (ferma il sacchetto e accende la macchina automaticamente);
• “conservazione” (la macchina è spenta e si può riporre ovunque);
• “apertura” (dello sportello).

 

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Per eseguire la chiusura, bisogna girare la “chiave” con un po’ di fermezza, poiché questa va a sigillare ermeticamente il sacchetto e la loggia che andrà ad aspirare l’aria.

 

Per valutare la “difficoltà” d’utilizzo, dopo averci giocato (giocato perché è semplice ed intuitiva), l’ho data a mia mamma, la “tradizionalista” in cucina per eccellenza.
All’inizio era preoccupata e scettica, non sapeva dove posizionarla sul piano della cucina, ma quando ha capito che una volta utilizzata poteva riporla in posizione verticale sul lato posteriore, aveva già trovato la zona giusta dove poterla collocare, facendo anche la sua bella figura!!!…Lasciate fare a Maria Rita!!!

 

La facilità d’utilizzo sta anche nei tasti intuitivi concentrati in 1 unico pannello di controllo. I 6 tasti affiancati dai led sono perfetti per tutte le funzioni che ci saltano in mente, anche solo per chiudere ermeticamente i sacchetti senza prelevare l’aria al suo interno, oppure per utilizzare gli accessori. Insomma, non ne aggiungerei altri. Per fortuna FoodSaver ha messo un pulsante per ogni funzione.

 

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“PULSE”, per esempio, è la funzione perfetta per i formaggi a pasta molle. Permette di estrarre quanta aria si vuole, senza correre il rischio di fare una “sottiletta” o riempire il motore della macchina di formaggio. È proprio pensata per i cibi delicati!

 

Durante il funzionamento la macchina risulta comunque gradevole ed è uno spasso guardarla aspirare tutta l’aria dall’interno dei sacchetti. Io stesso ho fatto tantissime prove in questi mesi e i sacchetti oltre a mantenere il sottovuoto, aderiscono completamente alla forma degli alimenti, non lesionandosi se questi sono particolarmente irregolari o addirittura spigolosi. Ho sperimentato i sacchetti con varie tipologie di alimenti, ad esempio con un formaggio a pasta dura o utilizzando le noci ricche d’increspature e cavità che contengono aria…beh, missione compiuta!

 

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Una cosa molto curiosa, che normalmente accade, è “l’imbrunimento” della carne cruda, una volta posta sottovuoto. È un fenomeno normalissimo e reversibile, dovuto ad un cambiamento di stato della mioglobina non più a contatto con l’aria e quindi una buona percentuale di ossigeno, che va a modificare il pigmento rosso vivo in rosso brunastro o addirittura bruno scuro, specialmente se alcune fette sono sovrapposte all’interno della confezione…quindi niente panico, è fisiologico e non dovete buttare via nulla. Basterà lasciare la carne per pochi minuti a contatto con l’aria, affinché l’apparente alterazione tenderà a risolversi riassumendo un colore più vivace e allettante.

 

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Ultime 3 cose da sapere…FONDAMENTALI E CHE FANNO LA DIFFERENZA!!!

Alla fine nomino anche il PARTICOLARE più #SAFeatY!!!

 

#1

I → sacchetti  ← FoodSaver hanno 2 lati differenti, un superiore in cui ci si può scrivere tranquillamente cosa abbiamo congelato, con un pennarello indelebile…

Si SAFeatY, fin qui tutto normale!

Lo strato inferiore è magico! Anzi, è super-intelligente, la sua composizione interna che si può notare ad occhio nudo, è composta da speciali zigrinature e strati interni che ne conferiscono una tecnologia speciale, che evita la classica bruciatura da congelamento.

 

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Questo difetto, che spesso riscontriamo in alcuni dei nostri prodotti confezionati in sacchetti tradizionali deposti in congelatore, non sono altro che semplici scottature da freddo per contatto diretto tra la matrice alimentare e la superficie congelante. FoodSaver con questi particolari sacchetti, evita questi spiacevoli inconvenienti grazie alla peculiare corrugazione di questi sacchetti, conferendo all’alimento una maggiore edibilità anche da un punto di vista visivo.

In questo sito troverete tutti gli → accessori ← necessari per sbizzarrirvi, ma soprattutto per venire incontro alle vostre necessità quotidiane e alle necessità degli alimenti, mantenendoli salubri sino a quando non deciderete di consumarli.

 

#2

Un accessorio che non sono riuscito a esaminare, ma che accende non poco la curiosità di #SAFeatY, è il → “QUICK MARINATOR” ←, un apposito contenitore utilizzabile anche per contenere normalmente la classica “gavetta” per il pranzo (nel → catalogo ← c’è ne sono di diverse forme utili ai più disparati scopi); dove la funzione è quella di accelerare la marinatura utilizzando la tecnica del sottovuoto con la carne, il pesce e la verdura, riducendo drasticamente la classica marinatura lunga ore e ore proprio perché si andrà a far permeare all’interno dell’alimento la marinata, utilizzando il vuoto spinto.

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Vorrei suggerirti 2 regole fondamentali: le più importanti!!!

  • Dove marinare: marinate sempre mantenendo il cibo nel frigorifero, non sul piano della cucina. Ciò evita l’incremento di possibili cariche microbiche presenti nell’alimento, garantendone una maggior salubrità e un minor deperimento.
  • Riusare la marinatura: non riutilizzare mai la marinata usata su carne cotta (pollo, vitello, suino, pesce), se non previa bollitura distruggendo così i batteri che possiamo definire “cattivi”. Se si prevede di utilizzare un po’ della marinata come condimento è opportuno prepararla al momento.

Insomma non potevo astenermi dal consigliarvi come usare al meglio una genialata come questa di #FoodSaver , anzi se vuoi qualche una GUIDA completa per marinare alla perfezione → CLICCA QUI! ←

 

[bctt tweet=”E per ultima cosa…IL PARTICOLARE Più #SAFeatY della #FoodSaver !!!” via=”no”]

 

#3

LA VASCHETTA RACCOGLI GOCCE, REMOVIBILE!
Già in altri → post ← ho sottolineato più volte quanto sia importante la sanificazione degli utensili e delle superfici in cucina, per evitare contaminazioni crociate e di conseguenza delle probabili contrazioni di malattie di origine alimentare, a volte pericolose per le persone meno in salute.
Non c’è oggetto più semplice che possa essere sanificato se non quello di ridotte dimensioni, estraibile, di semplice manifattura, ma soprattutto resistente! Il raccoglitore è parte necessaria per la completa avvenuta del sottovuoto con FoodSaver. Infatti, questo raccoglitore è il luogo dove viene riposta l’estremità aperta del nostro sacchetto e da dove verrà prelevata l’aria.

 

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Al momento del sottovuoto, durante la sottrazione dell’aria, spesso ci si trova difronte ad alimenti che rilasciano la propria porzione liquida (carne e prodotti succulenti…ecc). Il raccoglitore opportunamente studiato a questo scopo, raccogliere perfettamente tutto ciò che viene estratto, se pur in piccole parti, durante le operazioni di estrazione dell’aria. In aggiunta questo accessorio è facilmente pulibile e sanificabile, addirittura in lavastoviglie.
Il tutto senza dover pulire l’intera macchina, rendendola sicura dal punto di vista igienico-sanitario.

 

[bctt tweet=”#FoodSaver con la sua FFS005X è #SAFeatY al 100%!” via=”no”]

Ora devo solo stare attento a mia mamma e alla mia ragazza che non si rubino a vicenda la mia FFS005X!!!

Ma il vero risultato finale è che mia mamma ha organizzato il frigorifero e il freezer limitando gli sprechi e ottimizzando le porzioni che in seguitò andrà a scongelare, soprattutto riuscendo ad avere alimenti di una qualità molto superiore a quella che avevamo prima…adesso si può!!!

 

safeaty

 

…La mia ragazza invece? Abitando da sola per motivi di studio, ha diminuito la spesa settimanale, organizzandosi un menù fenomenale con le ricette e i consigli che trova sull’app di → #Fuudly  ← reparandosi le giuste porzioni preventivamente che poi conserva sottovuoto in frigorifero durante la sua permanenza fuori sede.

 

Volete qualche informazione in più? Andate tranquillamente sul sito della → FoodSaver ← o collegatevi alla pagina di → Facebook!!! ←

 

Non scordatevi di essere #SAFeatY e se ti va, condividi il post oppure scaricati l’app  di → #Fuudly!!! ←

safeaty

 

Raccomandazione: ricorda sempre di lavarti le mani prima e dopo aver manipolato i cibi!!! (ECCO LA GUIDA!)

 

Ora condividi questo post così tutti diventano un po’ più #SAFeatY come te!!!safeaty

Grazie mille!!!

Una marinatura come #SAFeatY comanda!!!

greg-grigioFinalmente, dopo una lunga pausa estiva, ritorna la rubrica di #SAFeatY per gli amanti del buon cibo e per chi di stomaci ne ha 4, uno per ogni portata!!!

safeaty

 

Caro #Fuudler, #SAFeatY è tornato per rendere “commestibile” la sicurezza alimentare e per portarla nelle cucine di tutti.  Fai un po’ di spazio sul piano cottura!!!

 

Come ho già anticipato nel titolo oggi parliamo di come mi devo comportare quando voglio consumare o cucinare una pietanza che ha riposato per ore nel frigorifero.

 

Attenzione → Si, ho detto proprio frigorifero!!!

 

La pazienza è un “ingrediente” necessario per ottenere, con successo, una corretta marinatura del nostro cibo. Infatti, lo dobbiamo lasciar riposare per un lungo periodo all’interno del nostro frigorifero e di tanto in tanto andremo salutarlo, aprendo e chiudendo il frigorifero più volte durante la giornata, frementi e trepidanti di poter assaporare la “nostra creatura”: un pezzo di manzo, filetto, o un bellissimo pesce, oppure della verdura, tutto ciò che vorremo mettere sulla griglia, in forno o in padella e che ci regalerà, sicuramente, un’esplosione di sapore degno dei fuochi di capodanno!!!

 

Quante volte abbiamo desiderato assaggiare lo stesso taglio di carne ma con sapori differenti?

 

O più semplicemente voler preparare al meglio un bel trancio di pesce, donandogli una punta di sapore, regalandogli un tono più particolare o renderlo ancor più saporito?

safeaty

 

Per tutto questo la marinatura fa al caso nostro!!!

 

[bctt tweet=”Ma quanto può essere #SAFeatY la #marinatura se non seguiamo alcune precise ma semplici regole???” via=”no”]

 

Come in tutte le situazioni nulla viene fatto per caso ma andiamo con calma.

La marinatura è una delle numerose tecniche culinarie per la preparazione delle carni, del pesce o delle verdure, utilizzate prima della cottura o come un’alternativa a questa. Infatti gli alimenti che prepariamo vengono ricoperti dalla marinata (soluzione di aceto e sale con pH acido): un liquido che andrà a pervadere ed imbibire il nostro alimento per arricchirlo di sapore e per modificarne la consistenza, generalmente aumentandone la tenerezza. Le marinate sono solitamente acide arricchite con oli, sale, spezie e/o erbe aromatiche.

 

L’effetto principale della marinatura, oltre ad insaporire e aumentare il bouquet aromatico degli alimenti, è proprio quello di cambiarne la consistenza. L’acidità, che deriva dal succo di limone o dall’aceto di vino bianco in genere, è indispensabile per l’abbassamento del pH a valori uguali o inferiori a 4,5 mentre la salinità si attesta attorno al 10/14 % allo scopo di inibire la crescita di Enterobatteriaceae e altri potenziali patogeni nonché limitare il proliferare di flore microbiche innocue o alteranti.

 

safeaty

 

L’acidità però ha un compito ancora più importante, ossia di ammorbidire e “sciogliere” i legami fra le fibre del muscolo, intenerendo così i tessuti, rendendo maggiormente apprezzabile la consistenza al palato. L’effetto erosivo ottenuto nella carne permette, agli aromi della marinatura, al sale e all’aceto stesso di permeare negli strati più profondi conferendo così salubrità e caratteristiche di sapori e aromi desiderati.

 

[bctt tweet=”Perché la marinatura sia sicura e salubre, #SAFeatY ti lascia dei velocissimi accorgimenti!!!” via=”no”]

 

Nulla di complicato, promesso!!!

 

#1

Quali contenitori utilizzare:

Per una facile sanificazione (successiva alla marinatura), utilizza contenitori con una profondità utile per immergere completamente il “trancio”. Utilizza dei contenitori di vetro o ceramica, pressoché inerti agli attacchi acidi. Per quanto riguarda i contenitori di plastica, questi devono essere adatti alla marinatura e con una composizione tale da resistere a pH bassi, senza rilasciare alcuna sostanza all’alimento. Anche i contenitori di acciaio non sono i più adatti a causa dell’elevata probabilità di ossidazione che porta ad una lieve corrosione se il contenitore non è perfettamente integro.  

safeaty

 

#2

Dove marinare:

Come #SAFeatY ha accennato all’inizio, il cibo deve sempre marinare in frigorifero alla temperatura non superiore dei 4°C e non sul ripiano della cucina. Come già sappiamo, le temperature di refrigerazione sono fondamentali per preservare la salubrità degli alimenti, proprio perché si va ad inibire la proliferazione dei microrganismi presenti sulla superficie dell’alimento stesso, rallentando e bloccando il deperimento da loro causato.  Ovviamente, il contenitore con la marinatura e il nostro alimento, va coperto o chiuso in frigorifero per scongiurare la possibilità di eventuali gocciolamenti e contaminazioni crociate con altri alimenti presenti.

safeaty

 

#3

Riusare la marinata:

Non riutilizzare mai la marinata usata su carne cotta (pollo, vitello, suino, pesce), se non previa bollitura distruggendo così i batteri che possiamo definire “cattivi”. Se si prevede di utilizzare un po’ della marinata come condimento è opportuno prepararla al momento.  È ovvio che il liquido ottenuto dalla marinatura è un liquido che contiene comunque alcuni microrganismi sopravvissuti a quest’ambiente, ovvero contaminanti per eventuali altri alimenti con cui potrebbero venire a contatto. Evitare, quindi, di riutilizzare gli strumenti e gli utensili come cucchiaio, forchetta, o classici pennelli per inumidire la superficie degli alimenti cotti come, ad esempio, un arrosto imbibito della propria marinata a fine cottura.

safeaty

 

#4

La conservazione dei cibi marinati:

Si sa che la marinatura è una tecnica di “condimento/condizionamento” che necessita di un lungo periodo di tempo, soprattutto, per alimenti come: carne, pesce e altri. 

Beh!! Se all’improvviso ti si presenta un impegno e il petto di pollo non lo si riesce proprio a mettere sui fornelli in quel momento, sappi che è possibile far riposare il pollo anche per 2 giorni, prima che subisca delle evidenti alterazioni. Per quanto riguarda il manzo, il maiale, l’agnello e gli arrosti come braciole, bistecche, questi possono essere marinati fino a 4/5 giorni (tutto dipende anche dalla temperatura interna del frigorifero).

 

Ecco gli ultimi 2…

 

#5

Cuocere in sicurezza:

Assicurarsi di utilizzare un termometro per alimenti e cuocere la carne fino ad avere una temperatura interna minima di sicurezza di 70°C circa. Ricorda che ogni volta che si apre la porta del forno, la temperatura del forno si abbassa, di conseguenza sarà necessario qualche minuto in più per completare la cottura. Durante la cottura, utilizza sempre utensili puliti per evitare la continua contaminazione crociata, tra il crudo e il cotto.

safeaty

 

#6

Sanificazione:

Gli utensili che hai utilizzato, ma soprattutto il contenitore dove è avvenuta la marinatura, deve essere completamente deterso e disinfettato, per una corretta sanificazione e prevenire future contaminazioni dei cibi (qui puoi trovare la → GUIDA di #SAFeatY ← che fa al caso tuo).

 

Ora che la marinatura ti circola nelle vene, mi raccomando: tutto ciò che avanzi dal tuo pranzo in compagnia o dalla tua cena, riponilo in frigorifero o in freezer entro 2 ore dalla preparazione.

 

safeaty

 

Uh! Quasi mi dimenticavo…prima di marinare il taglio di carne…lavati le mani (dai un occhio alla → GUIDA di #SAFeatY ←), mi raccomando!!!

 

 

 


Un accessorio che ti consiglio e che accende non poco la curiosità di #SAFeatY, è il → “QUICK MARINATOR” ← della #FoodSaver, che ha la funzione di accelerare la marinatura utilizzando la tecnica del sottovuoto con la carne, il pesce e la verdura, riducendo drasticamente i tempi della classica marinatura lunga ore e ore, proprio perché si andrà a far permeare all’interno dell’alimento la marinata, utilizzando il vuoto spinto. Questo accessorio può essere utilizzato con tutte le macchine #FoodSaver,  in particolare ho provato la → FFS005X ←, una delle migliori macchine per il sottovuoto casalingo! (→ Leggi QUI ← quanto è #SAFeatY !!!)

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Ah un’ultima cosa!!! Se vuoi sapere come fare una marinata, scaricati  → l’app ← di #Fuudly … è bella, semplice ed irriverente!!!

 

Se invece ti piace questo post, condividilo, così tutti possono diventare un po’ più #SAFeatY !!!

Grazie!!!

 

 

 

Fonti:

foodsafety.gov

United States Department of Agriculture – www.usda.gov