E se il gelato lo fai in casa?

Eccoci qua con l’ultimo appuntamento estivo delle rubriche di #Fuudly, e non poteva che essere #SAFeatY a concludere e ad augurarvi una bellissima estate!

Proprio perché vi sento già frementi per la partenza verso le calde mete di questa bellissima penisola, vi rubo pochissimo tempo!!!

 

Oggi con #SAFeatY andiamo ad affogarci nell’alimento più consumato durante l’estate!

 

Che sia artigianale o non artigianale…il gelato rimane sempre il gelato e non cambierà mai la stupenda sensazione che ci regala appena lo degustiamo…soprattutto se siamo in spiaggia!

 

 

Negli ultimi mesi, ho letto moltissimi post in cui tantissimi amici si concedevano un minuto di relax degustando il gelato che loro stessi preparano in casa e proprio per questo non possono mancare i consigli di #SAFeatY.

 

Il gelato fatto in casa, molte volte nasconde qualche insidia, soprattutto se fra gli ingredienti utilizziamo uova,  latte o  frutta.

Le uova, infatti, sono un ingrediente standard nella maggior parte delle ricette per fare il gelato, proprio perché spesso costituisce la base di questo prodotto (base gialla). Queste, aggiungono sapore, colore, impediscono la cristallizzazione del ghiaccio e ne regalano una consistenza liscia e cremosa….chi riesce a resistere al gelato alla crema?

 

 

Esistono altri tipi di base; infatti può essere anche “bianca”, se non vi sono presenti le uova, ma solo il latte. Con questa base si producono gelati al latte o alla frutta (banana, cocco..ecc).

 

I gelati con sola frutta sono costituiti da una miscela a base d’acqua per la maggior parte delle volte.

 

Quando parliamo di gelato, ovviamente, pensiamo alla sua salubrità proprio perché conservato a temperature improponibili per la “vita”, invece non è proprio così!!!

 

Nei post scorsi, molte volte #SAFeatY vi ha invitato a lavare la frutta con determinate accortezze oppure a maneggiare le uova seguendo opportuni consigli. Attenzioni, queste, che servono per prevenire delle possibili tossinfezioni alimentari provocate dall’ eventuale presenza di microrganismi patogeni per l’uomo.

 

 

Microrganismi che sicuramente già conosciamo fosse solo perché sentiti nominati in qualche programma televisivo o nominati in ambiti più o meno scientifici ma che sottovalutiamo a causa della intensa vita frenetica che ci accomuna un po’ tutti.

Avremo sentito : Salmonella spp., Listeria spp., Yersinia spp., Norovirus..ecc. Microrganismi che proliferano in determinati habitat e che arrivano sul nostro piatto dalla materia prima oppure apportati da noi con qualche svista; solo per citarne alcuni.

 

 

I gelati che generalmente hanno base gialla o bianca, necessitano quindi di un processo di pastorizzazione, salvo l’uso di uova e/o latte già pastorizzate.

La pastorizzazione è un processo termico che abbatte la maggior parte dei microrganismi presenti nell’alimento attraverso il calore per un preciso periodo di tempo. Trattamento rivolto alle flore microbiche patogene per l’uomo e destinata anche a microrganismi alteranti i prodotti alimentari.

 

⇒ ATTENZIONE: questo processo diviene fondamentale se si vuole evitare di servire un gelato potenzialmente pericoloso!

 

[bctt tweet=” Ok, ma #SAFeatY come faccio a pastorizzare la base del #gelato in #casa???” via=”no”]

 

 

Ecco a te 3 rapidissimi consigli!!!

Ah, qui non troverai la ricetta del miglior gelato del mondo, quella la troverai su #Fuudly!!!

 

 

#1

Aggiungi le uova e il latte e gli ingredienti (zucchero, aromi…ecc) che trovi nella ricetta, all’interno del contenitore/pentola. (Se non conosci tutto delle tue uova, vai subito alla GUIDA: Le Uova: tutto ciò che devi sapere!)

 

#2

Cucina la miscela con delicatezza ad una temperatura di almeno 72° C mescolando costantemente.

La pastorizzazione o comunemente chiamata “cottura” tenderà ad eliminare i possibili microrganismi patogeni presenti (Salmonella spp.).

Per valutare la temperatura aiutati con un termometro da cucina! Se non ce l’hai lo puoi trovare in qualsiasi supermercato ad un piccolo prezzo.

Mi raccomando, non assaggiare il tutto da cucchiaio per sapere se è pronto il composto!

 

#3

Dopo la cottura, raffredda il tutto prima di aggiungere gli altri ingredienti e, successivamente, congela il tutto.

 

Se hai utilizzato una base senza uova, ma solo con il latte, questo è il momento giusto per aggiungere la frutta. Infatti, questa non va mai pastorizzata proprio perché il trattamento termico ne farebbe perdere il sapore ma attenzione: preparala pulita con molta attenzione. (Clicca sulla GUIDA di SAFeatY: Frutta, Verdura e Sicurezza Alimentare)


Piccola Curiosità:

I gelati alla frutta fatti con una miscela diversa da quelle citate precedentemente, costituita con una base d’acqua, non necessitano della pastorizzazione in quanto, il pH acido (4.5-3.0) della frutta utilizzata, impedisce ugualmente l’eccessiva proliferazione microbica. E’ anche ovvio che l’uso del calore “rovinerebbe” il sapore che invece deve essere esaltato.


 

 

Spero di non averti rubato troppo tempo per la tua “pausa gelato”!!!

Ora non ti resta che trovare una buonissima ricetta e condividere l’estate di questo post!!!

 

 

Grazie e buone vacanzeeee!!!!

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration – www.fda.gov

www.foodsafety.gov

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie – www.izsvenezie.it

Assaggiare l’impasto o la pastella: Non è #SAFeatY!!!

Carissimo #Fuudler, #SAFeatY è tornato, è tornata la rubrica più azzurra di #Fuudly con tutti i suoi consigli!

 

Poco più di 2 anni fa è nato questo Blog sulla sicurezza alimentare in pillole, rivolto a tutti gli amanti della cucina ma soprattutto a tutte le persone che aprono il frigorifero o toccano un fornello almeno una volta al giorno, ed è grazie a tutti i #foodl♥ver che #SAFeatY compie gli anni!!! Grazie mille!!!

 

 

No #SAFeatY, no party…

 

È proprio quando si prepara una buona torta, dei biscotti, della pastella per le verdure oppure della pasta fresca che ci si lascia cullare dai piaceri della gola e, senza pensarci, ci si concede l’assaggio dell’impasto oppure, per praticità, ci lecchiamo le dita per  gustare, con curiosità, l’impasto preparato con la scusa di pulirci le mani! …Molto spesso ci aiutano anche i nostri bambini e come si può non farsi aiutare dalle angeliche mani dei golosi ragazzi?

 

 

Ammettiamolo, in realtà siamo tutti un po’ colpevoli della scomparsa di una parte dell’impasto, del resto…era troppo buono!!!

 

Ci dimentichiamo un particolare fondamentale sottovalutando l’enorme rischio che abbiamo scampato: l’impasto di solito comprende ingredienti come l’uovo crudo e la farina! Ingredienti fondamentali per costituire la pastella, l’impasto dei biscotti e le impanature per le bistecche. Questi ingredienti, per quanto prodotti con accuratezza ed attenzione contengono intrinsecamente alcuni rischi nascosti soprattutto se vengono consumati crudi, anche per un semplice assaggio.

Spesso ci si dimentica del rischio che si corre  utilizzando e manipolando le uova crude, principale veicolo per la Salmonella spp.: batterio patogeno in grado di procurare non pochi problemi di salute (come ho già scritto in un altro post → CLICCA QUI ←) ; associato a questo ingrediente, e quindi pericolo, consideriamo anche la farina che potrebbe portare con sé ceppi particolarmente patogeni di E. coli O121, produttore della tossina Shiga.

 

[bctt tweet=”#SAFeatY ma come può la farina contenere questo microrganismo?” via=”no”]

La farina, è un prodotto agricolo che necessità di blandi trattamenti, potrebbe essere fonte d’inquinamenti da parte di comuni microrganismi tellurici (che vivono nel suolo) o, alla peggio, essere soggetta ad accumulo di tossine prodotte dagli stessi batteri in condizioni di particolare umidità. Fortunatamente, la sola e semplice cottura domestica o industriale,  abbatte la maggior parte di questi inquinamenti, in particolar modo risulta opportuna ed efficace nei confronti dei microrganismi (batteri, lieviti, muffe), meno efficace nei confronti di alcune tossine che risultano essere resistenti al calore.

 

 

Questi microrganismi, particolarmente patogeni e aggressivi, trovano il giusto habitat di crescita nell’impasto (ottimo substrato a temperatura ambiente) proliferando esponenzialmente nel tempo e producendo a  loro volta la tossina. Li possiamo considerare come gli “inquilini” indesiderati degli impasti delle nostre torte o dei biscotti che facciamo in compagnia dei nostri figli o nipoti.

 

Ricordiamo, però, che con essi convivono molti microrganismi “buoni”, “utili”, quelli che ci regalano la lievitazione e che creano condizioni sfavorevoli alla crescita dei patogeni modificando pH e utilizzando l’acqua presente nel prodotto.

[bctt tweet=”Solo un buon prodotto e le buoni prassi igieniche diminuiscono i pericoli per il consumatore.. #SAFeatY” via=”no”]

 

Nel peggiore degli scenari, si potrebbero accusare  sintomi  relativi  alla tossina Shiga (E. coli) presa come uno dei possibili esempi e  sono: diarrea (spesso sanguinolenta) con crampi addominali che possono risolversi  in una settimana, oppure prolungarsi aggravando il quadro clinico: insufficienze renali (sindrome emolitico-uremica). Ovviamente la pericolosità aumenta e la prognosi diventa molto delicata se le persone colpite sono bambini, anziani o donne incinte o persone con un sistema immunitario compromesso o indebolito da altre malattie.

 

#SAFeatY ma quindi cosa posso fare oltre a non assaggiare l’impasto?

 

Niente paura, occorre solo avere un pizzico di attenzione in più quando si preparano  piatti per una bellissima serata evitando inutili rischi e pericoli..

 

#1

Non mangiare o assaggiare l’impasto dei biscotti, la miscela della torta, la pastella o qualsiasi altro prodotto di pasta o pastella cruda contenente uova crude o poco cotte e/o farina che dovrebbero essere cucinati, fritti o cotti al forno.

 

#2

Seguire sempre le indicazioni (temperatura e tempi di cottura) presenti sulle confezioni dei prodotti semipronti o crudi, contenenti farina e/o uova. Non ultimo, fate attenzione alle modalità di conservazione.

 

#3

Lavarsi le mani e sanificare i piani di lavoro, gli utensili e le superfici che sono venute a contatto con farine, impasti o la pasta cruda. (vai alla → GUIDA RAPIDA ← )

#4

Tenere i cibi crudi separati dagli altri cibi mentre li prepariamo, utilizzando ciotole, utensili e misurini differenti per evitare le contaminazioni crociate fra le superfici. Considerare inoltre, la natura polverosa delle farine e la loro facilità di diffusione negli spazi.

 

#5

Se pensate di aggiungere delle farine a dei prodotti crudi come ad esempio frullati o simili, utilizzate farine tostate comunemente vendute e reperibili sugli scaffali dei supermercati.

 

 

[bctt tweet=”Caro #fuudler …ora sai che assaggiare l’impasto o la pastella non è #SAFeatY !!!” via=”no”]

 

Ora diffondi i consigli, condivili!!! Grazie mille!!!

 

 

 

Fonti:

www.fda.gov – Food and Drug Administration

www.foodsafety.gov

www.fightbac.org

www.cdc.gov – Centers of Disease Control and Prevention

Un’Estate #SAFeatY : Senza Salmonella!!!

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Fortunatamente carissimi #fuudler, il post scorso ha inaugurato l’estate più cocente degli ultimi tempi!!!

 

[bctt tweet=” #SAFeatY sta diventando una risorsa per tutti gli amanti della cucina e dell’estate infinita!!!” via=”no”]

 

Ieri, dopo aver camminato per ore fra i sentieri e le cime montuose, fra gli alberi e gli orizzonti, con il caldissimo bacio del sole, in cerca di una passeggiata da vivere con i ragazzi del camposcuola, mi è cresciuta la voglia di una deliziosa cenetta.

 

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Candele, centritavola di lavanda, tovagliette color canapa, un stupendo giardino così accogliente e grazioso, da essere rilassante e inebriante…per non parlare delle tavole in legno antico??? Mettiamoci anche loro…

 

Ecco, immaginiamoci una cenetta in giardino con gli amici più ristretti, fra i sorrisi, le battute e i ricordi che fanno morire dalle risate.

 

Un quadro da far invidia a qualsiasi foto di Instagram!!!

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Ma fra questa atmosfera rilassante e così tanto piacevole, si nasconde sempre “LEI”!!! A volte vuole proprio essere la protagonista a tutti i costi, rovinando una serata, una grigliata, un pranzetto in compagnia.

 

[bctt tweet=”Purtroppo ne avrai già sentito parlare, #SAFeatY è qui per spiegarti qualcosa in più sulla #Salmonella della tua cena!!!” via=”no”]

 

Capiamo assieme come poter diminuire le probabilità di contrarre una tossinfezione alimentare da Salmonella  (la famigerata Salmonellosi).

 

Dove la possiamo ritrovare e come ne veniamo in contatto? Mangiando un’assortita varietà di alimenti.

 

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Salmonella può essere presente nel pollo, nelle verdure, uova, frutta, germogli, manzo, maiale e negli alimenti, anche trasformati, come torte e/o surgelati e piatti di pollo farciti. La sua presenza nei cibi contaminati di solito non ne altera l’aspetto e l’odore risulta normale.

 

[bctt tweet=”Ma #SAFeatY perché dobbiamo aver paura della Salmonella e/o Salmonellosi???” via=”no”]

 

Salmonellosi può essere una malattia grave ed è più pericolosa se coloro che la contraggono sono persone anziane o bambini. Nella maggior parte dei casi, la malattia dura 4-7 giorni e le persone recuperano senza trattamento antibiotico. I sintomi della malattia si manifestano con diarrea, febbre e crampi addominali, non è affatto una passeggiata (come quella che ho fatto io). I sintomi compaiono tipicamente 6 a 48 ore dopo aver mangiato un cibo contaminato. La diarrea può essere talmente grave da richiedere l’ospedalizzazione.

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La maggior parte delle persone che contrae questo microrganismo raramente si rivolge ad un ospedale e questo comporta ad avere un scadente casistica che possa interessare la popolazione per scovare i reali focolai. Comunicare i focolai sospetti di malattie di origine alimentare, infatti, aiuterebbe il servizio sanitario locale a identificare i focolai e, quindi, impedire loro di ripetersi.

 

La Salmonella è un’amante delle calde temperature, le stesse amate da #SAFeatY !!!

 

La Salmonellosi  si manifesta  maggiormente nei periodi estivi, col caldo. Quest’ultimo, infatti, accompagnato a cibi non refrigerati, creano le condizioni ideali per Salmonella per crescere e moltiplicare. Quando si mangia all’aperto in estate, come ad esempio nel cortile di casa o su un pic-nic, è necessario accertarsi di refrigerare o congelare cibi deperibili, pronti e gli avanzi entro 2 ore (o 1 ora se la temperatura è più calda o 30° C).

 

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RICORDA:

Non si dovrebbe mangiare uova crude o poco cotte. La cottura, infatti, abbassa di molto se non del tutto l’eventuale presenza e pericolo!!!

 

[bctt tweet=”#SAfeatY ma come posso ridurre il rischio d’infezione da Salmonella, in una serata a tavola fra amici???” via=”no”]

 

SEMPLICE!!!
  • Seguendo alcune linee guida relative al pulito che riguardano anche la separazione degli alimenti cotti da quelli crudi.
  • Prestando particolare attenzione nel seguire le linee guida quando si prepara il cibo per i bambini, le donne incinte, le persone con sistema immunitario indebolito come, ad esempio, i più anziani.

 

 

PRIMA DI TUTTO:
  • Lavare gli utensili, taglieri, piatti e controsoffitti con acqua calda e sapone dopo aver preparato ogni alimento e prima di andare a preparare la voce successiva (SANIFICA: LA GUIDA). Sanificare le superfici a contatto con alimenti con una soluzione appena fatta di ipoclorito di sodio al 4%.
  • Non lavare il pollame crudo, carne, uova e prima della cottura. I batteri possono diffondersi ad altri alimenti, utensili e superfici (immagina i canovacci e le spugne che hai vicino).

 

Ora facciamo un passo alla volta!!!

Consigli per tutti i #SAFeatY “dipendente”!!!

 

Mantieni tutto SEPARATO!

  • Mantenere la carne cruda, il pollame e il pesce, separati dai cibi pronti per il consumo, come le insalate e i salumi.
  • Usare taglieri e piastre separati per la carne, pollame, pesce e uova.
  • Non mettere mai il cibo cotto su un piatto che in precedenza portava: la carne cruda, il pollame, il pesce e le uova.

 

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Cucina ad OK!

  • Utilizza un termometro per alimenti, per garantire che gli alimenti vengano cotti ad una temperatura interna di sicurezza:
    • 62° C per manzo, vitello, agnello e pesce;
    • 62° C per la carne di maiale e prosciutto ;
    • 71° C per la carne macinata, carne di maiale macinata e macinato di vitello, agnello;
    • 73° C per i piatti a base di uova;
    • 73° C per il pollame (pollo, tacchino, anatra), tra cui pollo e tacchino;
  • Microonde alimentare? A 73° C o ad una temperatura superiore.
  • Conservare e mantenere caldo il cibo a 60° C o al di sopra, dopo la cottura, durante il pasto.

 

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Tutto al FREDDO

  • Mantenere il vostro frigorifero a 4° C o ad una temperatura inferiore.
  • Mettete in frigorifero o congelare i cibi deperibili, pronti, e gli avanzi entro 2 ore (o 1 ora se la temperatura è di 30° C o più calda).

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L’estate, per fortuna non accenna a finire, quindi non posso che augurarti una cena o un pranzo, come quello che mi sono immaginato, anzi scrivimi, mandami delle foto di quelli che organizzi!

Con #SAFeatY hai scoperto come renderlo piacevole senza la presenza di un pericolo particolare e/o il sopraggiungere di una tossinfezione alimentare da Salmonella, a causa di sviste evitabili!!!

 

Ci vediamo a settembre!!! Ti voglio bene #foodl♥ver

 

Ora aiutami a condividere questo post, spero mi aiuterai a colorare tutti quanti di azzurro #SAFeatY !!!

 

Fonti:

www.foodsafety.gov

Center for Disease Control and Prevention – www.cdc.gov

USDA Food Safety and Inspection Service – www.fsis.usda.gov

ESTATE E SICUREZZA ALIMENTARE: SII #SAFeatY !!!

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Vamos a la playa, oh oh oh oh oh

Vamos a la playa, oh oh oh oh oh

Vamos a la playa, oh oh oh oh oh…

 

 

Un grandissimo evergreen dei Righeira non poteva mancare all’inizio di questo post al 100% gusto: “VOGLIA D’ESTATE”!!!

La bella stagione sembra quasi esser scomparsa, ma tranquilli, attendeva soltanto questo post… da adesso si rivelerà l’Estate più bella e caliente di sempre!!!

Adesso immagino abbiate ancora in testa la canzone, fino a sera non ve la toglierete dalla mente, ve lo assicuro!!!

 

Vamos a la playa, oh oh oh oh oh…

 

Ai Righeira fischieranno le orecchie, ma sicuramente appena preparerete qualcosa di squisito da portarvi in spiaggia, questo post ve lo ricorderete eccome!!!

 

Scherzi a parte, l’estate sta finalmente arrivando e con lei porterà le vacanze, il relax, le giornate al mare, in montagna, in piscina, i viaggi in barca, l’aria fresca e il sole cocente.

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Ma non importa dove andremo o cosa faremo, ci sarà sempre un comune denominatore  per tutti i #fuudler e i #foodl♥ver, che ci accompagnerà ovunque noi saremo…rullo di tamburi… il CIBO!!!

 

In qualsiasi posto andremo, la maggior parte delle volte ci porteremo con noi il pranzo, potranno essere  panini “poveri di spirito” oppure un’ immancabile  insalata di riso o, addirittura, del vitello tonnato e chi più ne ha, più ne metta.

 

Come si può vivere senza la nostra passione più grande? Siamo Italiani e ci piace mangiar bene!!!

 

In questo post ti suggerirò  4 accortezze che ti consiglio di seguire e delle quali non potrai più fare a meno!!! Il risultato?

 

[bctt tweet=”Un Pic-nic estivo, sicuro, salubre e #SAFeatY !!! 4 sane punture sulla sicurezza alimentare!!! ” via=”no”]

greg-grigioIl bello dell’estate è il caldo, ma questo può diventare un problema se il cibo che stiamo cucinando per la giornata da trascorrere fuori casa non viene preparato adeguatamente seguendo alcune piccole regole fondamentali. Il calore estivo, infatti, aiuta lo svilupparsi  di microrganismi patogeni e alteranti (cattivi per intenderci) nei nostri cibi, aumentandone la crescita, il numero, permettendo loro di moltiplicarsi esponenzialmente ogni 8/20 minuti. La maggior parte di loro, infatti, si sviluppa a temperature comprese tra 5° e 60° C.

 

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Quanto ti ho suggerito nei precedenti post, deve essere ri-considerato alla luce della stagione estiva che, fortunatamente, si sta flebilmente affacciando in questi giorni. Ti consiglio, quindi, di “salvarti” e di salvare i cibi dal caldo per salvaguardarlo da eventuali possibili alterazioni e per impedire che in essi si sviluppino flore potenzialmente patogene per l’uomo se ingerite. Alcune accortezze, durante questa stagione, sono davvero utili come, ad esempio, consumare i cibi appena cotti o, quantomeno, riporli in frigorifero nel più breve tempo possibile (entro le 2 ore dalla preparazione o cottura, entro 1 ora se la temperatura circostante supera i 30° C).

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Tutto ciò perché i batteri patogeni vivono e si moltiplicano molto più velocemente con le temperature estive: il cibo è un ottimo habitat per loro, soprattutto se a portarceli siamo noi con le nostre sviste o durante la loro preparazione.

 

#SAFeatY è qui!! Ti spiegherà come prevenire la contaminazione dei cibi e com’è semplice utilizzare qualche accortezza in più per evitare una tossinfezione alimentare.

 

#1

Prima di preparare:

 

  • Lavati le mani con acqua calda e sapone prima di toccare il cibo e dopo aver toccato altri alimenti, safeaty manospecialmente se crudi (carne, pesce…). Proprio le nostre mani possono veicolare sugli alimenti microrganismi quali batteri, lieviti e muffe, funghi, virus e protozoi, alcuni di questi possono essere dannosi o pericolosi. Lavarle quindi è importante per due aspetti, e questi li trovi insieme alla GUIDA nel mio post precedente  ⇒  SE NON TI LAVI LE DITA: RISCHI PER METÀ  ⇐

 

  • Evita, quindi, di manipolare cellulari (non snapchattare, mi raccomando!!!) e altri dispositivi elettronici durante la preparazione dei cibi. Tienili al di fuori della superficie di preparazione che è a contatto con il cibo stesso.

 

  • Assicurati che gli utensili e le superfici siano state puliti e sanificati quando prepari le pietanze. safeaty15Ricordati, inoltre, di usare taglieri, piatti e coltelli separati per gli alimenti che vanno consumati crudi da quelli che andranno cotti successivamente; su questa pagina trovi la ⇒ GUIDA PER LA SANIFICAZIONE ⇐ e il perché sia di fondamentale importanza!

 

  • Lavare la frutta e verdura con acqua corrente più volte, con una spazzola “morbida” se ha una superficie irregolare avendo cura, successivamente, di asciugarla con strofinacci puliti (non usati in precedenza per asciugare le superfici) o carta, meglio ancora.

 

 

#2

Mentre prepari:

  • Utilizza solo alimenti che vanno consumati crudi o che sono già stati cucinati, evita quindi gli alimenti parzialmente cotti, meglio se non sono altamente deperibili.

 

  • Va bene preparare il cibo la sera prima o il giorno precedente, importante però mantenerlo in frigorifero fino al momento della partenza. Se parliamo di pasta da servire fredda, suddividila (dopo averla cotta) in piccole porzioni, all’interno di adeguati contenitori chiusi: quest’accorgimento permetterà alla pietanza di potersi raffreddare molto più rapidamente in tutto il suo volume.

 

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  • Prepara le pietanze in contenitori puliti e sanificati dotati di chiusura ermetica utili a contenere frutta, verdura, formaggio, salume affettato, pasta fredda, dolce. Questa suddivisione ci permette di aumentare la  salubrità,  evitando contaminazioni crociate tra gli alimenti, essendo di origini differenti ma, soprattutto, evita che su di essi possano permeare liquidi di “scongelamento” trascinando su cibi flore esterne, non prettamente dell’alimento e con esse eventuali patogeni presenti sulle superfici esterne.

 

  • Considera preventivamente le porzioni di cibo che andranno consumate per evitare sprechi ma soprattutto rischi, qualora decidessi di riportare a casa ciò che non è stato consumato, in quanto il cibo che hai portato con te ha trascorso lo stesso tuo tempo fuori casa e i contenitori, generalmente adottati per mantenerli “freschi”, non assicurano una temperatura costante di 4°C, da qui il pericolo è evidente!!!

 

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[bctt tweet=”Se seguirai davvero questi consigli sulla #sicurezzalimentare, giuro che al sole ti abbronzerai d’azzurro #SAFeatY !!!” via=”no”]

 

#3

Si parte!!! —-> è la fase più importante perché gli alimenti lasciano il frigorifero di casa…

  • Ricorda la regola: I CIBI FREDDI VANNO MANTENUTI FREDDI!!! Non tiepidi…non vanno posti in baule o sul cruscotto, non vanno lasciati in macchina sotto isafeatyl sole e nemmeno in spiaggia in contenitori all’aperto o fra gli asciugamani dentro lo zaino.

 

  • Gli alimenti deperibili e gli alimenti che generalmente manteniamo nel frigorifero di casa devono essere mantenuti ad una temperatura di refrigerazione (4°C) per tutto il viaggio o, comunque, sino al momento del loro consumo, pranzo o spuntino che sia. Se la temperatura sale, il rischio è che i microrganismi patogeni e alteranti presenti possano proliferare e produrre tossine. Molti di essi sono in grado di produrre e preformare nell’alimento delle tossine nocive, pericolose per l’uomo se ingerite direttamente con l’alimento (es. Insalata di riso ⇒ Bacillus cereus ⇒ tossina ⇒ cereulide), altre forme batteriche in grado di generare un tossinfezione alimentare, particolarmente pericolosa, sono quello forme dette “dormienti” alle basse temperature (anche se non vale proprio per tutti, vedi Listeria spp.). Proprio per questo si utilizzano le borse o zaini termici o frigoriferi portatili: mezzi più che adeguati per mantenere gli alimenti ad una temperatura inferiore a 5/6°C con l’ausilio di “siberini” o “ghiaccetti” (da distribuire in modo omogeneo), confezioni di gel ghiacciate o bottiglie d’acqua ghiacciate preventivamente, utilizzabili una volta scongelate.

 

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  • Riempire il frigorifero portatile con cibi freddi ed evitare di inserirvi alimenti che non hanno bisogno di refrigerazione (la frutta non ha bisogno d’essere refrigerata).

 

  • Dopo aver costituito una base di ghiaccio con i nostri siberini, posizionare, a partire dal fondo, i contenitori ermetici contenenti i cibi porzionati che da ultimi andranno consumati (il dolce), in modo tale da poter diminuire drasticamente il tempo per cui il dispositivo rimarrà aperto per servire il pranzo.

 

E come ultimo consiglio…

#4

SABBIAmareSOLEombrellone!!!! SI MANGIA!!!!

  • Il frigorifero portatile e la borsa termica non vanno posti sotto il sole, bensì il più possibile al riparo dal sole e dal calore, meglio se (anche solo in parte) inseriti all’interno di una buca scavata nella sabbia. Sembra ovvio…ma quante volte lo mettiamo sotto l’ombrellone e dopo un’ora è sotto il sole cocente??

 

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  • Lavarsi le mani, anche con salviette monouso se non si hanno a disposizione acqua e sapone;

 

  • Durante il pranzo, dopo aver distribuito le porzioni, abbiate l’accortezza di RICHIUDERE il contenitore termico nel più breve tempo possibile per non dissipare il freddo accumulatosi al suo interno.

 

  • Ricorda di non lasciare fuori il cibo avanzato per più di un’ora al calore estivo, al fine di non rischiare di vivere una giornata o, peggio ancora, qualche giorno spiacevole a causa di piccoli microrganismi che hanno fatto della tua insalata di riso la loro casa!!!

 

 

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Sono piccole accortezze che non le osserviamo mai tutte insieme!!!

Ricordati  “Vamos a la playa, oh oh oh oh oh” e ti ricorderai di queste 4 punture di #SAFeatY

Mi raccomando, ora condividi questi piccoli consigli, tante volte quanto è grande la tua voglia d’ESTATE!!!

Grazie!!!

 

 

 

 

 

Fonti:

US Department of Agriculture – Food Safety and Inspection Service www.fsis.usda.gov

www.foodsafety.gov

Come scongelare i cibi in modo sicuro: 4 METODI!

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Hey, #foodl♥ver sono tornato!!!

 

La terapia “SAFeatY-intensiva” sta dando i suoi risultati!!!

Come ben sai mia mamma e i miei amici, sono sott’osservazione,  la cura li sta cambiando radicalmente…

 

[bctt tweet=” …la voglia di essere SEMPRE Più #SAFeatY li sta trasformando!!! ” via=”no”]

 

Oggi ti parlo proprio dell’ultima pillola che gli ho “propinato”.

 

Sarò veloce, e per questo ti chiedo di condividerla appena avrai finito di leggere questo post, per soli amanti del cibo!!!

 

Ti è mai capitato di aprire il freezer, prendere un alimento congelato, metterlo su un piatto o all’interno di un contenitore, vicino al lavello o sopra il piano cottura per lasciarlo scongelare,  partire per andare al lavoro o a lezione? Anzi, per andare a fare la spesa, oppure del sano shopping? (Questo è ciò che fa mia mamma)

 

Ti è mai capitato di aver messo a scongelare un alimento a temperatura ambiente??? (Questo è quello che fa la mia ragazza, mettendolo fuori dalla finestra… solita esagerata!!!)

Aspetta…ne ho un’altra!!!

Ti è mai capitato di prendere un pezzo di pollo o carne e metterlo sotto l’acqua calda per farlo scongelare in fretta??? (Scoprendo in un secondo momento che ti stai per mangiare una spugna inzuppata, invece del pollo??…Ah! Dimenticavo che questo lo fa il mio amico Alessandro!!!)

 

[bctt tweet=”Don’t worry!!! Be #SAFeatY!!!” via=”no”]

 

Oggi scoprirai 4 metodi per scongelare gli alimenti!!!

 

Purtroppo nessuno dei metodi che ho scritto sopra sono sicuri per evitarti una brutta e possibile malattia di origine alimentare a causa delle più comuni e piccole accortezze che ci dimentichiamo di avere, un po’ per la vita frenetica e un po’ per pigrizia.

 

Campylobacter jejuni, Clostridium botulinum, Clostridium perfringens, E. coli, Salmonella, Staphylococcus aureus, Shigella, Listeria monocytogenes, ecc… Sono alcuni dei batteri patogeni che si annidano negli alimenti che ogni giorno mangiamo, crudi o cotti. Proprio questi, come anche i più innocui batteri che alterano i nostri cibi, sono presenti in quantità variabili e dipendono dalla natura, composizione, trasformazione degli alimenti ma, soprattutto,  dalla loro conservazione.

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Come già ti raccontavo nei post precedenti, i batteri per moltiplicarsi  hanno bisogno di tempo e  condizioni opportune, in special modo  necessitano di temperature che oscillano tra i  5° C ai 60°C. Ciò comporta gravi pericoli facilmente intuibili, ad esempio il moltiplicarsi esponenzialmente che per alcune specie avviene anche ogni 20 min in condizioni ottimali.

 

Al contrario di ciò che si può pensare, il congelamento e il surgelamento non “uccide” o elimina tutti i microrganismi (batteri alteranti e patogeni, muffe, lieviti), anzi questo metodo di conservazione, li rende solo quiescenti (cioè li conserva assieme all’alimento) e li inattiva, bloccandone o limitandone quasi al minimo la loro moltiplicazione, che si andrà a riattivare con il scongelamento.

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Ovviamente, alcuni di essi non resistono a queste temperature in quanto lo stesso soma cellulare cede alla bassa temperatura. Le basse temperature, generalmente adoperate nei nostri congelatori -18/-20°C rallentano o addirittura frenano la moltiplicazione batterica ma non bloccano il “lavoro” degli enzimi prodotti e utilizzati dagli stessi che continuano, inesorabilmente, il loro lento lavoro di “deperimento”!

 

! • ATTENZIONE A COME LI SCONGELIAMO • !

 

un passo alla volta…

  • Il congelamento è un metodo casalingo di conservazione per mezzo del freezer, che porta l’alimento a -18°C con tempi lunghi che si dilatano tanto più grosso e spesso è il nostro alimento, formando dei macrocristalli di ghiaccio che molte volte vanno a danneggiare la struttura cellulare del nostro alimento, come ad esempio succede per i prodotti carnei, dove i macrocristalli, rompono i tessuti muscolari, con la conseguente perdita della parte plasmatica del tessuto muscolare, diminuendo cosi la succosità delle carni con lo scongelamento.safeaty

 

  • Il surgelamento è un metodo industriale che consiste nel portare l’alimento ad una temperatura inferiore a quella del congelamento, tra i -18°C e i -40°C, in brevissimo tempo e con la formazione di microcristalli di ghiaccio, riducendo al minimo le lesioni nel nostro alimento.

 

Nella fase di scongelamento, bisogna proprio porre attenzione a come vengono scongelati i nostri alimenti, a seconda se questi sono stati congelati o surgelati.

 

[bctt tweet=”COME SI SCONGELA UN ALIMENTO CONGELATO, #SAFeatY?” via=”no”]

 

#1

SCONGELARE IN FRIGORIFERO

È il metodo più sicuro fra tutti, ma anche il metodo più lungo, ci vogliono  circa 24 ore, o comunque  un tempo “paradossalmente” lungo ma commisurato alla pezzatura dell’alimento.

Il più sicuro perché mantiene il nostro alimento ad una temperatura idonea per limitarne al minimo la moltiplicazione batterica, preservandolo da proliferazioni che potrebbero alterarlo o peggio moltiplicarsi microrganismi patogeni per l’uomo.

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→ ATTENZIONE:

  • Riponilo all’interno di un contenitore, così che l’acqua o i liquidi che rilascia non vadano a contaminare altri alimenti all’interno del frigorifero.
  • Solo il cibo scongelato in frigorifero può essere ricongelato senza cottura, proprio perché la sua carica microbica viene limitata dalla bassa temperatura del frigorifero (per evitare il rischio, ti consiglio di cuocerlo prima del ricongelamento), ovviamente tutto va a discapito della qualità organolettica e nutritiva dell’alimento stesso (una ciabatta è più nutriente e più gradevole al palato se pensiamo ad una bistecca).
  • Ti consiglio, comunque, di consumarlo entro le 24 ore dall’avvenuto scongelamento.

 

#2

SCONGELARE NEL FORNO A MICROONDE

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È il metodo più veloce, ovviamente impostando lo specifico programma permette uno scongelamento uniforme anche se non sempre è proprio così efficace essendo, il microonde, uno strumento che mobilita le molecole acquose creando attrito e, quindi, calore. Proprio per questo motivo, le parti più esposte e meno ricche di “volume” tendono a decongelarsi più velocemente essendo sottoposte ad una accelerazione maggiore rispetto altre parti dello stesso alimento con un volume maggiore. Ciò provoca una lieve e periferica cottura non voluta che “rovina” l’aspetto dell’alimento nel caso di una bistecca, per esempio.

→ ATTENZIONE:

  • Gli alimenti scongelati nel forno a microonde devono essere cotti immediatamente poiché l’iniziale e rapido scongelamento porta l’alimento alla temperatura ottimale per la crescita dei microrganismi patogeni (quelli più pericolosi) nonché di quelli alteranti.

 

#3

SCONGELAMENTO SOTTO ACQUA FREDDA

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Un metodo alternativo ma primitivo al microonde e più veloce del frigorifero, è quello di scongelare l’alimento in corrente d’acqua fredda ma richiede maggiore attenzione e tempo.

→ ATTENZIONE:

  • L’alimento deve essere contenuto in un sacchetto o contenitore chiuso ermetico per evitare che si possa contaminare nell’ambiente circostante e, soprattutto se pensiamo alla solita bistecca, per preservarla dall’effetto “spugna” a cui andrebbe contro. Il contenitore o sacchetto chiuso con l’alimento, va immerso in un contenitore più grande e con acqua di rubinetto fredda, cambiandola ogni 30 minuti, così da favorire uno scongelamento continuo (di poche ore), mantenendolo però le basse temperature.
  • Gli alimenti scongelati nell’acqua fredda devono essere cotti immediatamente o in tempi brevi. Ciò detto per il microonde può essere considerato anche per questo metodo di scongelamento se si desidera “ricongelare” l’alimento.

 

Beh ma #SAFeatY, come si scongela un alimento surgelato???

 

Per ultimo, ma il più rapido di tutti!!!

 

#4

CUCINARE SENZA SCONGELARE!!!

Ve lo avevo assicurato che era il più rapido di tutti!!!

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Gli alimenti surgelati possono essere cotti direttamente in padella, ad alte temperature, in acqua, in olio o in forno, senza compromettere le loro caratteristiche reologiche e soprattutto senza alterarne la loro consistenza primitiva a differenza, invece, di quelli congelati.

→ ATTENZIONE:

  • Se per caso il vostro alimento surgelato ha trascorso troppo tempo fuori dal frigorifero, non ricongelarlo, ma mettilo in frigorifero per consumarlo nei giorni successivi!!
  • In questo caso ricordate che il tempo di cottura dovrà essere ridotto in quanto l’alimento, ora, si trova in uno stato di “decongelamento”!!! Tenetelo a mente !!!

 

 

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FINITO…te l’avevo detto che era una “pillola”!!!

…Ora corri a tirar fuori dal freezer qualcosa per cucinarlo a pranzo…o a cena!!

 

Ah aspetta, prima di farlo, condividi questo post!!! Saremo tutti un po’ più #SAFeatY alla fine!!!

Grazie!!!

 

 

Fonti:

www.foodsafety.gov

US Food and Drug Administration www.fda.gov

US Department of Agriculture – Food Safety and Inspection Service www. fsis.usda.gov

IZS-Torino www.izsalimento.izsto.it/palimenti/

 

 

Sei un vero #foodlover? Il tuo frigorifero deve essere così!!!

La primavera è arrivata e non esiste #fuudler che prima di aver visto sbocciare il primo tulipano, non abbia fatto ciò che vi sto per dire!

 

Se non hai ancora avuto il tempo, #SAFeatY è qui per te e per ricordarti come farlo, fatto bene.

 

La primavera, porta con sé il sole, le belle giornate, il profumo, l’aria fresca, ma anche le fatidiche pulizie…il terrore della maggior parte degli uomini, una fatica per la maggior parte delle donne, una prova di forza e di nervi per tutti, ma che regala sempre e comunque una piacevole e felice soddisfazione d’avercela fatta.

 

Molto spesso però le pulizie che dovrebbero essere fondamentali sono le ultime a farsi strada fra i mille pensieri di tutti i giorni, anche se è arrivata la primavera.

Il frigorifero è da considerarsi l’elettrodomestico più importante per un’abitazione infatti non appena acquistiamo del cibo lo riponiamo, quanto prima al suo interno.  

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Essendo un elettrodomestico che custodisce preziosamente le nostre fonti alimentari e quindi particolarmente delicato deve, altrettanto, ricevere le nostre maggiori attenzioni che, banalmente, si riducono ad alcune periodiche pulizie.

 

In questa nuova rubrica, scoprirai come sanificare il tuo frigorifero, come organizzare al suo interno gli alimenti a seconda delle loro origini e delle nostre esigenze.

 

Se seguirai accuratamente questa rubrica, anche tu, diventerai #SAFeatY dipendente!!!

greg-grigioQuanto sono puliti i frigoriferi nelle nostre case?

Non così tanto quanto possiamo immaginare, anzi, il frigorifero è un vero e proprio resort dei batteri.

 

Al suo interno, infatti, albergano numerose colonie batteriche e diverse specie di muffe, veicolate nei nostri frigoriferi attraverso i cibi e le diverse derrate alimentari che vi riponiamo. Tra questi microrganismi ne possiamo elencare alcuni che sono per lo più i batteri innocui come Pseudomonas spp., considerati veri e propri batteri alteranti dei cibi, talvolta però troviamo anche batteri patogeni (batteri cattivi, che però in genere non alterano le caratteristiche chimico-fisico  e organolettiche, ovvero il colore , il sapore, l’aspetto dell’alimento e le caratteristiche nutrizionali). Tra i batteri patogeni noti si possono elencare: Salmonella spp., Bacillus cereus, stafilococchi coagulasi positivi, Yersinia enterocolitica e Listeria monocytogenes che tra i patogeni riesce a sopravvivere e a moltiplicare anche a basse temperature, come quelle di refrigerazione dei nostri elettrodomestici.

 

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Queste popolazioni microbiche sono state confermate anche da uno studio effettuato su 293 frigoriferi dall’Area di Ispezione e Igiene degli Alimenti dell’Università di Padova e da uno studio portoghese (Azevedo et al., 2005). Gli autori, hanno dimostrato che la maggior parte dei microrganismi si annidano nelle parti più basse e/o in pendenza dei nostri apparecchi, per essere più chiari, nell’ultimo ripiano in basso sopra lo spazio riservato ai contenitori degli ortaggi, nel quale si raccolgono le gocce di condensa dei ripiani superiori. Infatti, tali gocciolii trascinano nelle parti sottostanti flore microbiche che avevano colonizzato precedentemente i ripiani superiori.

 

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La refrigerazione degli alimenti è importantissima, in quanto rallenta, inibisce o impedisce la moltiplicazione e la sopravvivenza di molti microrganismi, così come la cottura a temperature superiori ai 60 °C (al cuore del prodotto), in questo modo si inattivano la maggior parte delle flore microbiche le quali, altrimenti troverebbero terreno fertile per moltiplicarvi più e più volte, ad esempio raddoppiando ogni 8 o 20 minuti la loro quantità.

 Proprio queste due azioni: la refrigerazione e la cottura a temperature elevate conferiscono perciò buona parte della salubrità dei nostri cibi.

 

[bctt tweet=”Come ci arrivano questi batteri, dentro il frigorifero, #SAFeatY ??? ” via=”no”]

Li portiamo noi, con i nostri alimenti!

 

Passiamo alla pratica!

 

Il frigorifero di un amante del cibo non può che essere sanificato alla perfezione!

La sanificazione però deve essere preceduta da alcuni consigli fondamentali…anche per un #foodl♥ver!

 

Eccone 10…sono velocissimi!!

 

#1

VERIFICA LA TEMPERATURA ALL’INTERNO DEL TUO FRIGORIFERO

La temperatura interna deve essere in media di 4-5 °C per conservare nel modo migliore i tuoi cibi, bloccando la crescita della maggior parte dei microrganismi presenti.

Come verificare la temperatura ? Poni un normale termometro all’interno del frigorifero sui diversi scomparti o ripiani, in questo modo potrai verificarne l’efficienza e regolarne la potenza, abbassando o alzando la temperatura.

 

#2

OGNI ZONA DEL FRIGORIFERO MANTIENE TEMPERATURE DIVERSE

Il punto più freddo??? La mensola più bassa (circa 2-3 °C), subito sopra il cassetto della frutta e verdura .

La parte meno fredda? Lo sportello…

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#3

NON CONSERVARE GLI ALIMENTI OLTRE LA LORO DATA DI SCADENZA

L’ovvietà più grande del mondo, ma non molti sanno che oltre a perdere le caratteristiche tipiche iniziali (profumo, gusto, consistenza), l’alimento può anche rappresentare un pericolo per chi lo mangia, ma anche per gli altri alimenti che sono adiacenti in fianco, all’interno del frigo (confezione aperta).

 

#4

OGNI ALIMENTO HA LA SUA TEMPERATURA DI CONSERVAZIONE

Carne cruda e pesce (eviscerato e lavato deve essere consumato entro 24 ore) devono sostare nella parte più fredda (quindi il ripiano più basso).  Nella parte centrale (4-5 °C) è adatta alle uova (all’interno della loro confezione che le protegge e ne assorbe dall’umidità del frigorifero), latticini, dolci a base di creme e panna oppure alimenti da conservare in frigo, dopo l’apertura.

Le parti più calde del frigorifero (porta, cassetti per la verdura, mensola più alta) possono tenere le verdure e la frutta (che si possono danneggiare con le basse temperature), o alimenti che necessitano solo di una leggera refrigerazione (bibite, burro, condimenti, wurstel…ecc).

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#5

NEL FRIGORIFERO NON CI SI METTE TUTTO

Alcuni alimenti potrebbero essere danneggiati dalle basse temperature come ad esempio la frutta esotica, gli agrumi (li fa diventare amari), i pomodori, i fagiolini, i cetrioli e le zucchine, per non parlare del pane o della frutta e verdura che deve ancora maturare (molte volte le banane) o di alimenti in scatola.

 

#6

NON RIPORRE MAI IN FRIGORIFERO ALIMENTI TROPPO CALDI

Non troppo caldi, ma non aspettare che si raffreddino troppo a lungo dopo averli preparati. Entro le 2 ore dalla cottura o dalla preparazione (oltre, se ne sconsiglia il consumo per il rischio di una tossinfezione alimentare), metti in frigorifero l’alimento, in quanto l’abbassamento della temperatura, limita esponenzialmente la crescita microbica.

 

#7

FAI ATTENZIONE ALLE CONTAMINAZIONI CROCIATE

Separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti per essere consumati: questo ti permetterà di evitare che i microrganismi, forse presenti nei primi, siano trasferiti ad alimenti che non subiranno più una cottura prima del consumo. Trasferimento che avviene per contatto o per movimenti d’aria (per le muffe in genere).

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#8

UTILIZZA CONTENITORI PULITI E CHIUSI

Per evitare la #7 e quindi una possibile tossinfezione alimentare. Conserva gli alimenti che hai preparato o quelli che hai messo in tavola in contenitori puliti e chiusi (soprattutto per gli alimenti crudi come carne, pollo, pesce…ecc), oppure confezionati con pellicola da alimenti o carta stagnola , magari suddividendoli ovviamente per tipo di alimento e suddividendolo in piccole quantità, favorendo così un veloce raffreddamento (per l’appunto sono ottimi i contenitori bassi) rimediando al punto #6. Ciò evita anche la possibile perdita di gocce/pezzi o il contatto fra gli alimenti vicini e sottostanti (evitare i piattini).

 

#9

IL FRIGORIFERO NON è UN MAGAZZINO

Sovraccaricare di alimenti il frigorifero, non è una buona cosa, l’aria fredda al suo interno deve poter circolare liberamente attorno ai cibi, in caso contrario purtroppo la distribuzione della temperatura non sarà uniforme.

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#10

SANIFICA IL TUO FRIGORIFERO…molto più spesso di quanto dovresti !

L’ho tenuto per ultimo perché è il più importante di tutti…

Il frigorifero è il nostro EL DORADO, contiene il vizio più amato degli italiani: “GOLA”.

Proprio per questo deve essere mantenuto pulito e sanificato in profondità. La sanificazione è costituita da due fasi che devono essere svolte in successione: la #detersione e la #disinfezione. La prima consiste nell’eliminazione dei residui grossolani e la seconda invece comporta la “distruzione” della maggior parte dei batteri sia patogeni e non.

 

Per sanificare completamente le superfici interne del tuo frigorifero (ripiani, pareti e cassetti), ho scritto una semplice

→  GUIDA RAPIDA PER LA SANIFICAZIONE  ←

 

 

 

Ecco caro #fuudler …ora sei un po’ più #SAFeatY !!! Se vuoi esserlo al 100%, condividi questo post sui tuoi social e su Fuudly.com e aggiungi l’hashtag: #SAFeatY

 

Leggi anche gli altri post qui sotto, lasciami un commento e condividi, perché tutti possano essere sempre più SAFeatY!!!

 

 

Fonti:

Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Cuneo ⋅ www.veterinaricuneo.it

Ministero della Salute ⋅ www.salute.gov.it

Istituto Superiore della Sanità ⋅ RAPPORTI ISTISAN 06/27

United States Department of Agriculture – Food Safety and Inspection Service ⋅ www.fsis.usda.gov

American Public Health Association ⋅ www.apha.org

 

SAFeatY: la nuova rubrica di Fuudly

La rubrica più SAFeatY di sempre!!!

[bctt tweet=”#SAFeatY sarà la nuova rubrica di #Fuudly dedicata alla #sicurezzalimentare !!!” via=”no”]

 

Giovedì 14 Aprile ci sarà il primo appuntamento (guarda il calendario), e Fuudly si colorerà per la prima volta di azzurro, entrando nelle case degli amanti del buon cibo grazie al social più amato dai #foodl♥ver, aiutandoli a migliorare le proprie abitudini per rendere salubri gli alimenti che tutti utilizziamo nelle nostre più gustose preparazioni culinarie.

greg-grigioSeguite #SAFeatY qui e sui social, collegatevi al sito Fuudly.com e scaricate l’applicazione.

 

Sii un po’ più #SAFeatY !!! condividi…

LE METROPOLI: nelle nostre MACCHINE del CAFFè!!!

Caffè, Caffè delle mie brame, dimmi chi ci abita nel tuo reame !?

 

Proprio così, chi ci “abita” nelle nostre macchinette del caffè ???

Le prove e gli studi che si sono fatti in questi ultimi anni, sono moltissimi e dei più svariati, anche soltanto per indentificare quali microrganismi hanno la residenza all’interno delle nostre macchinette del caffè.

 

[bctt tweet=”In questo post, scoprirai come sanificare al meglio la tua macchina del caffè !  ” via=”no”]

… sicuramente alla fine ti sentirai un po’ più #SAFeatY !!!

 

Tra questi studi non si può non citare quello uscito su Nature.com condotto dall’ Università Spagnola di Valencia e ricondiviso su tantissime testate giornalistiche nazionali. Esso parla della biodiversità microbica che colonizza i contenitori delle capsule e del raccoglitore dell’acqua di risciacquo (che in alcune macchine combacia al piccolo spazio sotto la griglia di gocciolamento).

 

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Il nostro “espresso”, è diventato una necessità quotidiana per molti durante le lunghe giornate lavorative o di studio, e da tempo si è scoperto che possiede un alcaloide naturale, presente anche nel tè e in altre bevande analcoliche che genera effetti potenzialmente positivi sulla salute umana, ma soprattutto si sono scoperte alcune sue proprietà antibatteriche. Proprio da questa capacità antimicrobica è nata la curiosità dello studio che vuole, scoprire quali popolazioni, “metropoli” di microrganismi sono effettivamente resistenti a questa sostanza.

 

Sono state prese in considerazione 10 macchinette del caffè, (9 di queste, Nespresso), su queste sono state scovate popolazioni microbiche incredibili: da 35 a 67 generi identificati tra cui alcuni patogeni…; insomma, una capitale mondiale in un minuscolo spazio vitale…

 

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Tra le differenti popolazioni microbiche sono state rinvenute: Enterococcus spp. Pseudomonas spp., Acinetobacter spp., e molte altre, confermate anche da altri test divulgati lo scorso anno dalla Rete Televisiva Statunitense CBS, attraverso dei tamponi fatti su questi elettrodomestici hanno riscontrato che non è affatto rara la presenza delle alcune “normali” muffe ma soprattutto stupisce la presenza di alcuni ceppi microbici potenzialmente patogeni per l’uomo come i E. coli, Staphylococcus spp., Streptococcus spp., Bacillus cereus, presenti sia nell’acqua che nelle parti interne. 

 

[bctt tweet=” Ma perché crescono così tanti batteri nelle nostre macchinette, #SAFeatY ???” via=”no”]

 

La risposta è abbastanza intuitiva ed è dovuta al fatto che i batteri riescono a sopravvivere e a moltiplicarsi grazie alle condizioni favorevoli dell’ambiente e del clima che la “macchinetta” offre loro. Trovano un substrato, la temperatura e l’umidità adeguate (oltre ad altre caratteristiche che ne favoriscono la crescita) che li fanno sopravvivere e moltiplicare, infatti dopo ogni uso, la macchinetta del caffè che abbiamo in casa o in ufficio non viene sempre pulita e il cestello porta capsule viene svuotato “mooolto” raramente.  Sommiamo il fatto che la temperatura degli ambienti in cui lavoriamo, viviamo o studiamo, sono attorno ai 25° C, l’habitat diventa ideale per la formazione di alcune muffe nel raccogli goccia ma anche di altri batteri che abbiamo citato prima, in altri spazi (vaschetta raccogli capsule o cialde).

 

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Tutti questi ambienti devono essere detersi e sanificati molto più spesso di quanto pensiamo proprio perché l’ambiente è molto favorevole per la crescita di batteri patogeni (quelli che più ci interessa prevenire). 

 

Un mio carissimo amico, Daniele, da settimane chiede a #SAFeatY come si fa questa manutenzione!!! 

Notti insonni passate con questo dilemma… e #SAFeatY non vede l’ora di soddisfare la sua curiosità!!!

 

Lo studio propone l’utilizzo di composti batteriostatici (ossia composti che ne impediscono o rallentano la crescita ai batteri) per la pulizia delle parti con cui vengono a contatto i resti del caffè (gocce, liquido di pulizia), capsule …ecc.

 

VA EVITATO,

 inoltre, il contatto fra il caffè all’interno del nostro bicchiere, con le altre parti della macchina, per evitare la contaminazione involontaria.

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Roman Golash (Microbiologo del Loyola College di Melbourne) alla CBS, consiglia di fare diverse erogazioni di acqua calda quando la macchinetta per il caffè, non viene adoperata spesso o da svariati giorni così da rimuovere l’acqua stagnante presente nell’ugello in cui potrebbero stabilirsi alcuni dei batteri che abbiamo citato. 

 

Per prevenirne la crescita e la formazione di muffa si consiglia di:

 

1. Lavarsi le mani prima dell’uso;

2. Pulire le superfici con aceto e risciacquare con acqua, soprattutto quelle dove vi si accumulano i resti del caffè   e le capsule/cialde;

3. Utilizzo di acqua filtrata come quella in bottiglia, invece di quella di rubinetto e cambiarla spesso;

4. Pulire la macchina regolarmente;

5. Lasciare ad asciugare i pezzi dopo la pulizia, meglio se asciugarli con carta usa e getta.

 

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Daniele, spero che #SAFeatY  sia stato esaustivo e abbia risposto al tuo quesito, sicuramente lo stesso di tanti altri lettori…

 

Se ti e vi può aiutare, leggete la

→ GUIDA RAPIDA ← 

per detergere e sanificare le superfici/utensili, e applicala alle parti removibili della tua macchina del caffè.

 

…anche se non ti chiami Daniele, condividi!
…dobbiamo essere tutti un po’ più #SAFeatY !!!

 

I tuoi utensili da cucina ti implorano: SANIFICACI!!!

Eccomi ancora qui con #SAFeatY …perdonate la lunga attesa ma sono nel pieno della sessione d’esami!!!

 

L’altro giorno, mia mamma stava preparando un ottimo pranzo!
Hai presente quando senti da lontano il profumo del tuo piatto preferito?

Quella sensazione è, a dir poco, eccezionale!!!
Un profumo unico che non sentirai nei ristoranti o in qualche altra casa e cucina, solo nella tua, solo nel piatto cucinato da qualcuno che sa come lo desideri!!!

 

Capita anche a te?

Beh, dopo ti dico cosa stava preparando, ma prima ti voglio raccontare COME lo stava preparando!!!

 

Sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli, vedevo alcuni strofinacci, un tagliere, dei coltelli, un piattino su cui appoggiare cucchiaio e forchetta necessari per mescolare le squisitezze in cottura, della verdura nel lavello, rotolo di scottex…insomma, una cucina sotto-sopra!!!
Ma quello che stava cucinando sapevo che sarebbe stato davvero troppo, troppo, troppo, troppo, stra-buono !!!

Troppo, troppo, troppo, troppo, stra-buono, ma anche abbastanza #SAFeatY???

 

—> #SAFeatY , portami subito alla GUIDA!!! <—

 

Assieme attraverso il post “Se non ti lavi le dita: rischi per metà” e “MANI: 5 cose che non sai!“, abbiamo scoperto l’importanza di lavarci le mani, prima di manipolare gli alimenti e durante la loro preparazione, per prevenire le probabili tossinfezioni alimentari. Quest’ultime, generalmente, causate da alcuni microrganismi patogeni per l’uomo e da altri che lo diventano se ingeriti in quantità particolarmente abbondanti con gli alimenti.

 

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Molto spesso, infatti, questi episodi accadono quando inavvertitamente si “incrociano” alimenti crudi e cotti, situazione in cui avviene un trasferimento dei microrganismi presenti nei cibi crudi in quelli cotti. Proprio in quest’ultimi, i microrganismi, trovano un ambiente a loro favorevole per moltiplicare e, quindi, aumentare il loro numero, di conseguenza aumenta anche la loro capacità (per numero) di essere “cattivi/aggressivi” sfociando in episodi di tossinfezione alimentare.

greg-grigioIn questo caso le superfici sono il luogo in cui avviene il trasferimento, ma anche l’uomo, con le proprie mani, è protagonista e veicolatore di microrganismi in quanto toccando un alimento e poi un altro può trasferire parte della popolazione microbica presente sulla superficie di quell’alimento nell’altro o, addirittura, sulla superficie di lavoro in cui si stanno preparando o porzionando cibi cotti nella quale precedentemente sono state lavorati cibi crudi.
Oltre alle nostre mani, quando facciamo i cuochi provetti o ci cimentiamo nel preparare qualcosa di “commestibile”, molto spesso ci aiutiamo con mestoli, coltelli, taglieri, scola pasta, lecca pentole, strofinacci, spugnette, piatti e piattini, forchette e cucchiai…e chi più ne ha, più ne metta.

 

Hai capito dove voglio arrivare???

 

Ebbene si! Tutti parlano di come pulire gli utensili, le stoviglie e le superfici utilizzate per preparare i cibi, ma pochissimi dicono che questi devono essere sanificati.

 

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What’s? Ma cosa intendi per sanificati?

 

La sanificazione è costituita da due fasi che devono essere svolte in successione: la #detersione e la #disinfezione. Quest’ultima, per essere efficace, necessita sempre di un’accurata detersione e solo nei casi in cui lo sporco non è eccessivo le due fasi possono coincidere.

 

#1

La DETERSIONE consiste nell’eliminazione dei residui grossolani: del sugo, liquido (o sudiciume) sversamento di cottura e altro rilasciato dagli alimenti che si stanno preparando, tagliando, “squartando” oppure sbucciando che finiscono sulle superfici più prossime o addirittura a contatto con i cibi durante la loro preparazione. (grasso, sangue, aromi…).

 

#2

La DISINFEZIONE, invece, comporta la “distruzione” della maggior parte dei batteri sia patogeni e non.

 

[bctt tweet=”Ma perché devo sanificare #Safeaty ?” via=”no”]

 

Sulla base di quanto sostenuto da Scott nel 2001, la maggior parte delle tossinfezioni, in ambito alimentare, avviene proprio perché si tende a sottovalutare l’operazione di sanificazione delle superfici e degli strumenti necessari per le preparazioni culinarie che, inevitabilmente, entrano a contatto con germi che, a loro volta, possono essere addirittura patogeni veicolati dalla superficie dei cibi, dalle nostre mani e dalle confezioni che raccolgono gli alimenti acquistati. Proprio in queste superfici, dove appoggiamo tutto, avvengono per promiscuità le contaminazioni crociate: cucchiaio–piattino–coltello–carne–tagliere (ecc….)

 

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Ad aggravare la condizione è il tempo. Ovvero consumare il cibo a distanza di tempo dopo averlo preparato, aiuta e crea le condizioni favorevoli ad eventuali microrganismi casualmente depositati, a seguito di contatto crociato sulla superficie, di potersi moltiplicare esponenzialmente. Se questa moltiplicazione interessa microrganismi patogeni quali Salmonella spp, E. Coli, Staphilococcus aureus , a situazione si trasforma in probabile e potenziale tossinfezione quasi certa.

 

Lo sbaglio nel quale si può incorrere, è l’utilizzo di tantissimi oggetti che una volta utilizzati per preparare un alimento crudo (carne, pollame, prodotti della pesca crudi,…ecc), vengono lavati frettolosamente (a volte neppure lavati) e asciugati sugli strofinacci, magari lasciando su questi anche residui di alimento.

 

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Questi, infatti, possono essere terreno fertile per la moltiplicazione di batteri, che verranno trasportati e diffusi, non appena con lo stesso strofinaccio, si andrà ad asciugare altre superfici, taglieri, mani, coltelli…ecc…già contaminati perché non sanificati, quindi raddoppiandone la pericolosità. Alla fine se non ci si adopera per detergere e sanificare bene le superfici di contatto dei nostri strumenti, il viaggio dei microrganismi veicolati da tutti questi contatti superficiali, si conclude bellamente in una insalatona (alimento crudo).

 

Situazioni simili a queste, più semplici o più complesse, sono l’ordine del giorno in tantissime cucine…ma #SAFeatY è qui per farci diventare tutti un po’ più consapevoli e attenti!!!

 

Molte volte viene considerata igienizzata una superficie porosa o con graffi, quella eseguita con lo strofinaccio umido/spugna (perfetti “serbatoi” per la moltiplicazione batterica), in realtà, in questo modo, si ottiene un effetto “diffusivo” dello sporco che viene “spalmato” in altre con la nostra spugna!!

 

Ok!!! Arriviamo al sodo!!!

 

[bctt tweet=”Come possiamo sanificare tutti i nostri utensili da cucina, #SAFeatY ???” via=”no”]

 

ECCO LA GUIDA!!!cropped-eat-1-e1449772519565.png

 

# DETERSIONE

di utensili e superfici
  1. Rimuovere/asportare con forza lo sporco grossolano (pezzi di alimenti), liquidi di cottura sversati o l’olio dell’alimento e il ciò che è dell’alimento e che è visibile;
  2. Risciacquare con acqua calda (45°C) per aiutare lo scioglimento dei grassi favorendone il distacco, attenzione però che la temperatura dell’acqua non deve superare i 60°C per non “cuocere” le proteine/zuccheri/grassi rendendoli tenacemente adesi alle superfici. (Per le parti smontabili e gli utensili sono sufficienti circa 15 minuti in immersione);
  3. Applicare un detergente: tensioattivo per poter rimuovere la parte di residui alimentari (proteine e grassi) che non si sciolgono in acqua. Per i taglieri e le superfici aiutarsi con spazzole di acciaio inox;
  4. Infine un abbondante risciacquo in acqua corrente o in immersione per 5 minuti.

 

 

Le lavastoviglie hanno più o meno lo stesso principio d’azione.

 

Va ricordato che la pulizia con i detergenti e acqua calda non sempre porta alla riduzione di batteri patogeni sulle superfici, fortemente entrate a contatto con carne cruda, a meno che non venga aggiunto un disinfettante (es. ipoclorito/varechina) (Kesvic et al.,1997)…

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#DISINFEZIONE

ovvero passaggio successivo dopo la detersione per ottenere una corretta “Sanificazione”
  1. Immergere e lasciare a contatto per almeno 10 minuti, taglieri, spugne, stracci, spazzole (…ecc ) utilizzando soluzioni di acqua (es. 750 ml) e candeggina (5 ml) oppure soluzioni con cloro al 10%;
  2. Risciacquare abbondantemente;
  3. Asciugare con carta usa e getta. Particolare attenzione va prestata per le superfici che sono state a contatto con la carne cruda (Kesvic et al, 1997).

 

 

Come promesso, ora conosci qualche particolare in più su come rendere le tue preziose ricette veramente salubri!!! Qualche piccola accortezza per essere sempre più #SAFeatY.

 

Ah non te l’ho detto, alla fine mia mamma stava preparando una fantastica spaghettata alla carbonara e di secondo delle scaloppine con funghi e prezzemolo!!! …e pian piano anche lei sta diventando il mio orgoglio #SAFeatY!!!

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration
Istituto Superiore della Sanità, Alimentazione sicura in ambito domestico, Rapporti ISTISAN 06/27
World Health Organization

MANI: 5 cose che non sai!

Ciao!!! Spero di non essermi fatto attendere troppo…
 
 
In questo post ti racconterò 5 curiosità sulle tue mani, che dobbiamo per forza sapere insieme!!! 
 
Sei pronto a farti contagiare con il secondo post di #SAFeatY???
 
Sono (quasi) sicuro che non saprai la prima cosa che ti sto per dire!!!
 

#1

Cos’hai fatto lo scorso 7 Aprile? Te lo ricordi?

Immagino di no! Ti ricorderesti se fosse stato un giorno di festa, un compleanno o comunque un momento indimenticabile, in caso contrario, il 7 Aprile scorso é passato un po’ in sordina, ma è stata indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la giornata mondiale della salute.

È stato tutto incentrato sulla sicurezza alimentare (#foodsafety), l’attenzione è stata puntata proprio sulle malattie alimentari causate dalla scarsa igiene delle mani.
safeaty world health day  
Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) ricorda che il lavaggio delle mani è il più importante metodo di prevenzione contro la diffusione delle infezioni.
 
« Handwashing is like a “do-it-yourself” vaccine »
cita il CDC…non a caso studi del Regno Unito (Cogan et al., 2002) dichiarano che il 30% di tossinfezioni alimentari a livello domestico, derivano dalle contaminazioni degli alimenti tramite le mani o da superfici poco pulite mentre un’altra fetta della torta, il 10%, derivano dalla manipolazione di alimenti da parte di persone malate.
 
Tutto ciò fa pensare che forse l’ultima volta che abbiamo lavate, non l’abbiamo fatto proprio bene!!!
 
—> A tal proposito ti consiglio di leggere la guida in questo articolo, e scaricarti il pdf contenuto:
 
 
Ti ho già fatto leggere la prima delle 5 curiosità sulle tue mani!!!
 
Vai con la seconda, sono veloce!
 

#2

Ti chiederai:
[bctt tweet=”ma come ci arrivano questi germi sulle nostre mani #SAFeatY ??? ” via=”no”]
Beh!! Semplice!!! Tantissimi studi sono arrivati alla conclusione che gli oggetti più sporchi sono prima di tutto i cellulari, i telecomandi, le tastiere dei computer, anche gli strofinacci di casa, i soldi, i servizi igienici (non per forza solo quelli pubblici)…tutti questi albergano migliaia di migliaia di batteri.
 
 
Immaginiamo una maniglia, quest’ultima viene toccata centinaia di volte durante una giornata soprattutto se è una via di accesso a qualche ufficio o di un bagno pubblico. La maniglia si trasforma in un ottimo serbatoio di germi depositati dall’utente che, a sua volta e in cambio, ne riceve altri, precedentemente depositati dal precedente utente.
 need-a-hand safeaty
I germi vengono veicolati dalle nostre mani con semplici gesti: una stretta di mano dopo essere andati in bagno e non aver provveduto al loro lavaggio, la manipolazione di denaro, non aver provveduto al lavaggio delle mani dopo aver manipolato dei cibi crudi come carne o verdure che sono terreno fertile per le popolazioni microbiche che vi albergano e così molti altri esempi potrebbero seguire.
 
 
Come vedete le contaminazioni tramite le nostre mani, durante il quotidiano non  sono molto difficili e con poco ci si può ammalare, o nei casi peggiori, intossicare o comunque creare delle situazioni di pericolo soprattutto per le persone già debilitate per svariati motivi: salute, età….
 
 ⇒ 1 singolo grammo di feci (peso di una graffetta), può contenere mille miliardi di germi, tra cui Salmonella, batteri fecali, E. coli O157, Norovirus…ecc. ⇐
 
 
Sei pronto a leggere la terza???
 

#3

Lavarsi le mani: I CONTRO
 
Alcuni saponi con il tempo, possono alterare il pH della pelle, ridurre quindi gli acidi grassi e di conseguenza modificare la flora microbica residente delle tue mani.
 safeaty sapone
Il lavaggio frequente con detergenti, può portare alla secchezza, irritazione, screpolature e ad altri problemi.
 
Non dimentichiamoci che una certa esposizione ai microrganismi è necessaria per mantenere attivo il nostro sistema immunitario nei riguardi delle infezioni, ed evitare il fenomeno della resistenza da parte dei microrganismi, nei confronti dei saponi antimicrobici.
 

#4

Cosa troviamo ora sulle nostre mani?

 Si chiama flora microbica…ora ti spiego a cosa mi riferisco!

 Parliamo di flora microbica quando indichiamo tutte le specie microbiche in un determinato luogo o superficie. Sulle nostre mani troviamo due tipi di flore microbiche, quella residente e quella transitoria.

≡ La flora residente si trova negli strati profondi/rughe e pori della cute ed è costituita prevalentemente da cocchi Gram positivi; la specie dominante è Staphyilococcus epidermidis ma non solo, c’è anche lo Staphylococcus hominis e altri stafilococchi coagulasi negativi, ma anche micrococchi corinebatteri e propionibatteri.

Tutti questi sono tipici per avere una bassa patogenicità e di solito sono i primi a manifestare  una certa resistenza con un lavaggio frequente utilizzando sapone antimicrobico.

≡ La flora transitoria, invece è localizzata negli strati superficiali della cute. La si “raccoglie” toccando persone, oggetti e superfici ed è costituita dall’80/90% da batteri Gram-negativi, spesso Enterobacteriaceae (Escherichia coli e specie simili), ma anche Pseudomonas ed altri microrganismi potenzialmente pericolosi come Staphylococcus aureus, Acinetobacter e lieviti.

Sono proprio questi ultimi ad essere prelevati dall’ambiente e trasferiti sulle superfici che andranno a contatto con gli alimenti e, quindi, a causare potenzialmente malattie di origine alimentare.

 
Ultima punto, sto quasi per finire, grazie per aver letto fino a qui!!
Ti sarei grato se mi aiuti a condividere questo post per raggiungere più persone possibili con SAFeatY.
 

#5

Purtroppo questo ultimo punto non piacerà a noi uomini, ma sicuramente sarà un «te l’avevo detto!!!» oppure «…lo sapevo!!!» da parte delle mie lettrici.
 safeaty mani
Uno studio del 2003 dell’American Society for Microbiology ha osservato che 83% delle donne si lava le mani dopo essere stata in bagno, contro il 74% degli uomini.
Sempre a favore del gentil sesso, uno studio britannico condotto nei bagni delle stazioni di servizio lungo le autostrade è stato riscontrato che il 65% delle donne (contro il solo  35% degli uomini), si lavano le mani!!!
 
È proprio vero, dietro ad ogni uomo c’è bisogno di una grande donna!!!
 
[bctt tweet=”Ragazzi prima di cucinare o preparare uno spuntino per noi e per gli altri, è meglio lavarsi per bene le mani!!! #SAFeatY” via=”no”]
 
 
Grazie per aver letto questo mio secondo articolo, e spero ti sia piaciuto.
 
Con gentilezza condividilo e commenta il tuo gradimento o ponimi qualche domanda!!!
 
Finché pensi a qualche domanda, ti propongo di leggere la mia guida definitiva per una buona igiene delle mie e delle tue mani!!! Così non rischiamo di “mangiarci” ciò che abbiamo raccolto in queste ore sulle dita!!!
 
Grazie!!!
 
 
Fonti:
Istituto Superiore della Sanità, Alimentazione sicura in ambito domestico, Rapporti ISTISAN 06/27
Centers for Disease Control and Prevention (CDC)
Protocollo per l’igiene delle mani, Az. Osp. San Filippo Neri
Debgroup
 

Se non ti lavi le dita: rischi per metà

 

Tutti ricorderanno la famosissima pubblicità di quel noto prodotto, che cita

“Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà”

Ma aldilà di ciò che dice quella pubblicità, chi non si lecca le dita, dopo una “sana” scorpacciata di sfiziosi stuzzichini, e/o patatine..ecc??? Oppure, chi non si lecca le dita dopo aver preparato qualcosa di buono?!?!

Al solo pensiero, comincio ad aver fame!!!cropped-eat-1-e1449772519565.png

Ma, ritornando a noi, quale potrebbe essere una delle cose più importanti che puoi fare per prevenire una malattia a seguito dell’ingestione di alcuni alimenti?

Il suggerimento che ti posso dare per la preparazione di un pasto è quella di lavarti preventivamente le mani in modo molto accurato, come poi ti illustrerò.
Sono proprio le tue mani, il veicolo con il quale puoi contaminare gli alimenti che vai a prepare.
Cosa possono veicolare le nostre mani sugli alimenti: microrganismi quali batteri, lieviti, muffe, funghi, virus e protozoi; alcuni di questi non sono sempre dannosi o pericolosi per l’uomo, infatti alcuni di questi albergano solitamente sulla superfice della nostra cute ma alcune volte risultano, alteranti per gli alimenti. Al contrario, invece, alcuni di essi sono agenti di malattie, più o meno gravi, trasmissibili all’uomo.

L’importanza dell’eliminazione della flora esistente sulla superfice delle nostre mani, con il lavaggio, è importante per due aspetti:

#1

Diminuisco il numero di microrganismi che andrò a depositare sull’alimento a seguito delle operazioni di manipolazione finalizzata alla preparazione di ciò che mangeremo.cucina safeaty

È altrettanto opportuno, lavarsi le mani, quando si preparano diverse tipologie di alimenti. Infatti, le nostre mani, possono reciprocamente contaminare gli alimenti veicolando i microrganismi presenti sull’uno, in un altro.
Quest’aspetto è particolarmente importante quando si preparano e manipolano contemporaneamente alimenti crudi (vegetali, prosciutto…) e cotti (pollo ai ferri, arrosti, brodi…).

Perché??

I microrganismi prevalentemente presenti negli alimenti sono per lo più sensibili alle temperature che generalmente utilizziamo per la cottura dei nostri cibi, quindi questi dopo la cottura sono “sterili”, di conseguenza suscettibili a contaminazioni secondarie esterne, da noi veicolate se non attenti ad esserci lavati opportunamente le mani.

#2

Lavarsi le mani, prima di cucinare e mentre si preparano gli alimenti per poi essere consumati (crudi e/o cotti) è una delle cose più conosciute e più ovvie del mondo, ma è una delle più comuni dimenticanze nella preparazione dei cibi.

Molti studi hanno dimostrato che il lavaggio delle mani è uno dei modi più efficaci per prevenire la diffusione di molti tipi di infezioni e malattie a trasmissione alimentare, derivate dalla contaminazione degli alimenti proprio con la manipolazione (circa il 30% da uno studio del Regno Unito, Cogan et al., 2002). Malattie che decorrono come infezioni a volte silenti, oppure cliniche (con andamento simil-influenzale) o gastroenteriche (a causa di microrganismi patogeni che agiscono negativamente sulle mucose del tratto intestinale).safeaty mano

Batteri “cattivi” come E. coli, Salmonella e Staphylococcus aureus e virus (come il Norovirus) sono normalmente presenti nelle vostre mani, queste infatti toccano decine e decine di cose, ma soprattutto nella preparazione degli alimenti, andiamo a toccare e a manipolare alimenti di diverse origini (animale e vegetale) e con diverso tipo di preparazione (crudi, cotti, precotti, conservati sott’olio…ecc).

Io stesso sto scrivendo questo post sul pc, prima ho toccato una penna (chi sa chi l’ha toccata prima di me) che appoggiava sopra uno strofinaccio e il blocco notes di carta riciclata che sarà rimasto in un magazzino dentro a chi sa quale scatolone…e cosi via!!!

Lavarsi le mani nel modo giusto è fondamentale.
Ci vogliono circa 40-60 secondi e richiede solo 3 ingredienti: acqua, sapone e qualcosa per asciugare le mani (carta, un asciugamano pulito o aria).

 

[bctt tweet=”Ora ti spiego come dovresti lavarti bene le mani! con #SAFeatY” via=”no”]

Eccoti alcuni suggerimenti: sarò rapido, ma anche interessante.

…se lo si fa nel modo giusto! Per questo gli americani consigliano di cantare 2 volte la canzone “happy birthday”, io però ti consiglio solo di canticchiare una bella canzone, che ti dia carica e che non sia troppo lunga.

 

Ecco come fare:

1. Bagna le mani con acqua corrente pulita (meglio se calda o tiepida)

Perché l’acqua calda? Perché a temperature più alte i tensioattivi presenti nel sapone sono più efficienti, favorendo l’eliminazione delle sostanze grasse della cute, i microrganismi adesi a queste e tutte le particelle inermi raccolte con il contatto continuo con le superfici!!!

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2. Applica una quantità di sapone sufficiente per coprire tutta la superficie delle mani

3. Friziona/sfrega le mani palmo contro palmo

Ora mi raccomando non sbagliare fra destra e sinistra!!!!!

4. Il palmo destro sopra il dorso sinistro intrecciando le dita tra loro…..e viceversa

Mentre strofini….canticchia

5. Palmo contro palmo intrecciando le dita fra loro

6. Dorso delle dita contro il palmo opposto, tenendo le dita strette tra loro…e viceversa

7. Strofina roteando il palmo destro, stretto attorno al pollice sinistro…e viceversa

Non preoccuparti, manca poco…

8. Con le dita strette fra loro, con un movimento circolare, strofinale sul palmo dell’altra mano….e viceversa

 

I microbi sono presenti su tutte le superfici delle mani, ma le unghie e sotto di esse sono molto spesso presenti con una concentrazione maggiore!!!

Eccoci alla fine…

Risciacqua le mani con acqua, asciuga accuratamente con una salvietta monouso,
!attenzione!
usa la stessa per chiudere il rubinetto, oppure se utilizzi l’asciugamano, chiudi il rubinetto con il braccio.

Ora hai le mani sicure e pulite per toccare i cibi, prepararli e mangiarli!!!!

 

Ah mi sono scordato di dirti quando farlo:

– prima, durante e dopo la preparazione di ciò che stai mangiando
– ovviamente dopo aver utilizzato la toilette, fumato e toccato i soldi
– dopo aver toccato la spazzatura, soffiato il naso, starnutito o tossito

MI RACCOMANDO LAVALE SEMPRE DOPO AVER TOCCATO UN CIBO CRUDO CHE DEVE ESSERE CUCINATO, PER TOCCARNE UNO CHE VIENE MANGIATO SENZA CUCINARLO!!!  È DAVVERO FONDAMENTALE!
È altrettanto importante adoperare la medesima accortezza alle superfici con cui gli alimenti vengono a contatto durante le fasi della loro preparazione, ma di quello ne parleremo più avanti.

 

[bctt tweet=”Acqua e sapone sono i migliori alleati per la pulizia delle nostre mani, promuovendo la salubrità degli alimenti #safeaty ” via=”no”]

 

Spero ti sia piaciuto questo articolo, dimostramelo condividendolo così che possano leggerlo in tantissimi altri, se no lasciami un commento o scrivimi in privato, ogni tua critica mi servirà per migliorare, sono all’inizio!!!

Lascia che #SAFeatY contagi un po’ tutti…

Qui troverai il file scaricabile con la guida, portala con te!

 

Fonti:
Michael J. Beach, foodsafety.gov
Ministero della Salute
World Healt Organization
Centro Nazionale per la Prevenzione e Controllo Malattie
HôpItaux Universitaires de Genève

come difendere e difendersi dagli alimenti: #eventinSALOTTO

2015_12_30 semidef-01

Di certo quando si scrive un blog, non si pensa mai a qualcosa di reale e letteralmente palpabile… ora si cambia!!!

 

Con #SAFEATY in #eventinSALOTTO c’è stato il primo piccolo, amichevole ed irriverente incontro interessante, che ha dato inizio all’idea del blog, SAFeatY.

Dico piccolo perchè i workshop lunghi sono stancanti,

dico amichevole perchè è stato in un salotto (con una cucina),

dico irriverente perchè si è concluso con un simpatico buffet.

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Quindi non vedo perchè si dovesse mancare!!!

dico interessante perchè…Di cosa si è parlato???

“Imparare a difendere e difendersi dagli alimenti“, è un titolo che racchiude quei comportamenti igienico-sanitari da assumere in cucina, capire cosa fare e cosa non fare, conoscere quelle piccole accortezze basilari che servono per cucinare e preparare i cibi rendendoli, salubri dal punto di vista della sicurezza alimentare.

 

inside the refrigerator

Per l’occasione, ho voluto chiamare un mio grande amico, dall’ottimo carisma, per non annoiarci e per conoscere a pieno, insieme a noi, ciò che tutti dovrebbero conoscere, quando siamo nella nostra cucina, e quando prepariamo da mangiare.

 

Il tutto si è svolto il 15 Gennaio, nel SALOTTO di Bolzoni Arredamenti che c’ha ospitato in compagnia del Rotaract Club di Rovigo, che ha avuto la “genialata” di pensare e realizzare questo #eventinSALOTTO

 

Spero di essere riuscito a lasciarvi qualche accortezza in più per preparare cibi sicuri e salubri.

L’aria fresca di SAFeatY ‪sta contagiando un po’ tutti e il merito è stato principalmente del Dott. Riccardo Miotti Scapin, oltre al prezioso intervento della Dott. Maria Gabriella Zanirato.
Un pomeriggio bellissimo, in un’ottima cornice e tantissime persone interessate…grazie a voi e grazie agli amici.

 

Aiutami a condividere questa idea, aiutami a contagiare un po’ tutti con #SAFeatY