UN SOTTOVUOTO #SAFeatY: con FoodSaver!

[bctt tweet=”Sottovuoto, sottovuoto, #sottovuoto …ma #SAFeatY che cos’è questo sottovuoto di cui tutti parlano?” via=”no”]

 

In TV, le blogger, le riviste, gli chef, siti, libri…tutto il mondo conosce il Signor Sottovuoto, ma tu proprio non sai nemmeno che cognome abbia!!

 

Ok, un passo alla volta.

 

Qualche mese fa in laboratorio sentivo spesso il rumore della macchina che produce il sottovuoto, funzionare nel lab a fianco; ovviamente parlo di una macchina talmente grande e potente, che avevo paura mi potesse sbranare. Tuttora penso abbia una vita propria e che sia pronta ad azzannare qualcuno!

 

Proprio in quell’istante mi sono detto: SAFeatY ma perché non parli del sottovuoto in cucina? Argomento che poi ho messo nel “cassetto delle genialate”, pronto per essere trattato non appena fossi tornato dalle vacanze estive.
A distanza di qualche settimana, neanche a farlo apposta, sono stato contattato da → FoodSaver ← che mi ha proposto di testare una delle sue macchine per il sottovuoto.

 

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Quale occasione migliore di questa: avevo l’argomento e la #FoodSaver FFS005X, una delle migliori macchine per il sottovuoto casalingo!

 

 

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Ed eccomi qua a scrivere quanto sia #SAFeatY il sottovuoto per gli alimenti!

 

Il confezionamento sottovuoto consiste nella rimozione dell’aria dal contenitore dell’alimento che può essere un sacchetto, un contenitore solido o appositi barattoli. In particolare FoodSaver di → accessori ne ha tantissimi ← e alcuni sono compresi nell’acquisto della macchina.

 


Il contenitore in questione deve essere totalmente impermeabile all’aria/ossigeno/vapore acqueo e non tutti i sacchetti che generalmente compriamo al supermercato lo sono. FoodSaver nella sua linea propone i → sacchetti ← a misura standard e rotoli per personalizzarne la lunghezza, concepiti con 7 strati composti alternativamente e ripetutamente da Polietilene (PE) e Nylon (PA) (ovviamente privi di BPA – Bisfenolo A), conferendone l’effetto barriera e la giusta resistenza per il confezionamento, perfetti per la successiva sigillatura ermetica “a caldo”.

 

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ATTENZIONE  →   non sono adatti per la cottura degli alimenti, non è quella la loro funzione!!!

 

Il sottovuoto è una tecnica che utilizziamo per conservare un alimento il più a lungo nel tempo, poiché l’assenza contestuale di ossigeno e umidità inibisce la maggior parte di microrganismi e batteri (muffe, Pseudomonas spp., Enterobatteriaceae) che necessitano, invece, di ambienti ricchi di ossigeno e umidità. Questi microrganismi, spesso alterano visivamente il prodotto e ne modificano addirittura l’odore, così come il colore e la consistenza.

 

Oltre a rallentare la crescita microbica, permettere di rallentare notevolmente le alterazioni chimiche ed enzimatiche del prodotto. Si rallentano le ossidazioni dei grassi e il contemporaneo irrancidimento, si ritarda la perdita di colore, il calo del peso e la perdita di consistenza.

 

Insomma, non rischiate di ritrovarvi una ciabatta al posto della costata o braciola, dopo 2 giorni in frigo o dopo averla tirata fuori dal freezer!!!

 

Il sottovuoto, infatti, consente di conservare il sapore, il profumo, il colore e le proprietà nutrizionali dell’alimento, crudo o cotto che sia.

 

SAFeatY fammi qualche esempio….

 

La carne fresca, mantiene le caratteristiche inalterate per i 5 giorni successivi al confezionamento se mantenuta a temperatura di refrigerazione.
Il pesce fresco normalmente in soli 2 giorni lo ritroveremmo imbalsamato nel frigorifero, ma con la tecnica del sottovuoto, può essere conservato fino a 4 giorni; i formaggi freschi possono essere conservati fino a 2 settimane, quelli semi-stagionati fino a 2-3 mesi e quelli stagionati oltre i 6.

 

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Tutto ciò andrebbe anche a diminuire gli sprechi, soprattutto se andiamo a confezionare i cibi, suddividendoli già in piccole porzioni, aprendole all’occorrenza!

 

Il sottovuoto può prolungare la vita degli alimenti, da 5 a 15 volte…numeri assodati ormai nell’ambito della ricerca alimentare; FoodSaver ne consiglia “5”, proprio perché prolungandone troppo la conservazione si andrebbe ad alterare considerevolmente la freschezza e la qualità finale del prodotto. Addirittura nella sua semplice ed illustrata scheda tecnica spiega quanto sarebbero le stime e le modalità della conservazione dei vari alimenti rispetto la conservazione tradizionale.

 

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Ovviamente le stime indicate sono riferite agli alimenti che non hanno subito eccessive preparazioni o trasformazioni (da parte nostra, salvo per i cibi cotti) che ne hanno compromessa la durabilità a causa delle possibili contaminazioni crociate che occasionalmente avvengono quando prepariamo i pasti a casa.
Le stime si riferiscono anche alla qualità degli alimenti che vengono acquistati al supermercato, se sono agli inizi della loro vita commerciale o vicino alla data di scadenza o al loro deperimento.

 

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Togliendo l’ossigeno che gravita attorno agli alimenti, andiamo ad inibire certamente i microrganismi alteranti, ma andiamo anche a stimolare la crescita di alcuni batteri poco simpatici per la nostra salute. Listeria spp. e Clostridium spp. sono solo alcuni dei microrganismi patogeni che godono della facoltà di “non respirare” l’ossigeno, l’ambiente anaerobio è l’habitat ideale per loro o comunque viene tollerato. Questi batteri patogeni, a differenza degli alteranti che vengono inibiti e che fungevano da competitori, non si rendono manifesti con alterazioni del cibo, e quindi all’occhio nudo il nostro alimento può comunque sembrare invitante!

 

Per evitare, quindi, una pericolosa tossinfezione ma soprattutto per mantenere il nostro alimento più sano e salutare possibile, dobbiamo tener conto di…

…7 veloci accorgimenti fondamentali:

 

Il sottovuoto non sostituisce…

1.

…la cottura degli alimenti, fondamentale per l’eliminazione della quasi totalità dei microrganismi e dei processi degradativi, se l’alimento necessita d’essere cucinato per mangiarlo. Altresì, la cottura è un sistema che rende maggiormente fruibile il cibo ingerito al nostro organismo;

 

2.

…la refrigerazione e/o il congelamento, fondamentali per rallentare i processi enzimatici e inibire la vitalità e il proliferare dei microrganismi patogeni e alteranti (solo se il vostro frigorifero e congelatore rispettano le giuste temperature, 2°- 4 °C max e -18° C).

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RICORDA…

3.

…di confezionare gli alimenti, crudi o cotti che siano, il prima possibile in sottovuoto (entro 2 ore dalla loro manipolazione) per evitare l’inevitabile proliferazione microbica di possibili microrganismi ancora presenti sulla loro superficie.

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4.

…che puoi confezionare una o più porzioni che non hai consumato per poterle gustare in sicurezza dopo qualche giorno, ricordando di conservarle in frigorifero o addirittura in congelatore.

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5.

…di scongelare in frigorifero l’alimento precedentemente congelato e confezionato sottovuoto, così da inibire i microrganismi al suo interno ed escludere successive brutte sorprese. Puoi utilizzare il defrost del forno microonde, ma non superare i 180 watt per 2 minuti…Ah!!! Taglia, ovviamente, un angolo del sacchetto e ponilo in un piatto evitando, così, lo spargimento dei liquidi di scongelamento.

Guarda il mio post sullo → scongelamento sicuro dei cibi ←, ti sarà utile!

 

6.

…i sacchetti non sono fatti per cucinare il prodotto al suo interno ma per conservarlo al meglio, ovviamente sopportano discretamente le alte temperature, ma non superare i 70°C.

 

7.

…evita le contaminazioni crociate: non riutilizzare i sacchetti con cui hai conservato gli alimenti crudi per conservare quelli cotti.

 

Ci sono alimenti secchi non deperibili, con un basso grado di umidità e acqua libera al loro interno come: pasta, i prodotti da forno, piccoli stuzzichini (frutta secca, biscotti, cracker o altro sbriciolabile…ecc), che non necessitano della refrigerazione.

 

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Per questo tipo di alimenti #FoodSaver ci aiuta tantissimo a mantenerne le fragranze, la friabilità e il giusto grado di consistenza, evitando l’ossidazione e l’irrancidimento, grazie al → barattolo ← che è in dotazione con la macchina…non vorrei essere di parte, ma è fenomenale!

 

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Grazie alla sua chiusura ermetica, creata dal sottovuoto, si mantengono inalterate le caratteristiche degli alimenti, mantenendo lontano lo sviluppo di muffe e batteri alteranti, che andranno a formarsi con il tempo a causa dell’accumulo di umidità e permeazione dell’ossigeno, proteggendo gli alimenti stessi da probabili insetti infestanti. Meglio di così?!

 

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Il → Nuovo modello FFS005X ← è bello, compatto, leggero…così funzionale che la mia ragazza ne vorrebbe uno per se; d’altronde abitando da sola vicina all’università, gli è comodo suddividersi la spesa in piccole porzioni da poter consumare durante la settimana, scongelando una porzione alla volta senza sprecare il cibo, risparmiando sulla “paghetta”.

 

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Il coperchio è solido e sicuro, piacevole al tatto, anche perché solo toccando la superficie perfettamente satinata, sembra di toccare il retro di uno degli ultimi modelli di smartphone.
La satinatura inoltre diminuisce la visibilità di alonature o le classiche ditate.

 

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L’accuratezza della linea ne conferisce la solidità, lo chassis di plastica nera, ne regala la giusta maneggevolezza, togliendo la paura di poter rovinare la macchina, anzi conferendone una praticità particolarmente elevata.

 

Penso d’aver aperto e chiuso lo sportello una ventina di volte in soli 3 minuti da quando l’ho visto: Troppo divertente!!!

 

Le linee e gli inserti verdi? Ci stanno e ne regalano il giusto brio.

 

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La chiusura del coperchio, chiamata anche “fermo” o “chiave”, è fin troppo semplice da usare ed è posta sul fianco.

Questa può ruotare in 3 diverse posizioni a seconda dell’utilizzo della macchina:
• “chiusura” (ferma il sacchetto e accende la macchina automaticamente);
• “conservazione” (la macchina è spenta e si può riporre ovunque);
• “apertura” (dello sportello).

 

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Per eseguire la chiusura, bisogna girare la “chiave” con un po’ di fermezza, poiché questa va a sigillare ermeticamente il sacchetto e la loggia che andrà ad aspirare l’aria.

 

Per valutare la “difficoltà” d’utilizzo, dopo averci giocato (giocato perché è semplice ed intuitiva), l’ho data a mia mamma, la “tradizionalista” in cucina per eccellenza.
All’inizio era preoccupata e scettica, non sapeva dove posizionarla sul piano della cucina, ma quando ha capito che una volta utilizzata poteva riporla in posizione verticale sul lato posteriore, aveva già trovato la zona giusta dove poterla collocare, facendo anche la sua bella figura!!!…Lasciate fare a Maria Rita!!!

 

La facilità d’utilizzo sta anche nei tasti intuitivi concentrati in 1 unico pannello di controllo. I 6 tasti affiancati dai led sono perfetti per tutte le funzioni che ci saltano in mente, anche solo per chiudere ermeticamente i sacchetti senza prelevare l’aria al suo interno, oppure per utilizzare gli accessori. Insomma, non ne aggiungerei altri. Per fortuna FoodSaver ha messo un pulsante per ogni funzione.

 

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“PULSE”, per esempio, è la funzione perfetta per i formaggi a pasta molle. Permette di estrarre quanta aria si vuole, senza correre il rischio di fare una “sottiletta” o riempire il motore della macchina di formaggio. È proprio pensata per i cibi delicati!

 

Durante il funzionamento la macchina risulta comunque gradevole ed è uno spasso guardarla aspirare tutta l’aria dall’interno dei sacchetti. Io stesso ho fatto tantissime prove in questi mesi e i sacchetti oltre a mantenere il sottovuoto, aderiscono completamente alla forma degli alimenti, non lesionandosi se questi sono particolarmente irregolari o addirittura spigolosi. Ho sperimentato i sacchetti con varie tipologie di alimenti, ad esempio con un formaggio a pasta dura o utilizzando le noci ricche d’increspature e cavità che contengono aria…beh, missione compiuta!

 

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Una cosa molto curiosa, che normalmente accade, è “l’imbrunimento” della carne cruda, una volta posta sottovuoto. È un fenomeno normalissimo e reversibile, dovuto ad un cambiamento di stato della mioglobina non più a contatto con l’aria e quindi una buona percentuale di ossigeno, che va a modificare il pigmento rosso vivo in rosso brunastro o addirittura bruno scuro, specialmente se alcune fette sono sovrapposte all’interno della confezione…quindi niente panico, è fisiologico e non dovete buttare via nulla. Basterà lasciare la carne per pochi minuti a contatto con l’aria, affinché l’apparente alterazione tenderà a risolversi riassumendo un colore più vivace e allettante.

 

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Ultime 3 cose da sapere…FONDAMENTALI E CHE FANNO LA DIFFERENZA!!!

Alla fine nomino anche il PARTICOLARE più #SAFeatY!!!

 

#1

I → sacchetti  ← FoodSaver hanno 2 lati differenti, un superiore in cui ci si può scrivere tranquillamente cosa abbiamo congelato, con un pennarello indelebile…

Si SAFeatY, fin qui tutto normale!

Lo strato inferiore è magico! Anzi, è super-intelligente, la sua composizione interna che si può notare ad occhio nudo, è composta da speciali zigrinature e strati interni che ne conferiscono una tecnologia speciale, che evita la classica bruciatura da congelamento.

 

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Questo difetto, che spesso riscontriamo in alcuni dei nostri prodotti confezionati in sacchetti tradizionali deposti in congelatore, non sono altro che semplici scottature da freddo per contatto diretto tra la matrice alimentare e la superficie congelante. FoodSaver con questi particolari sacchetti, evita questi spiacevoli inconvenienti grazie alla peculiare corrugazione di questi sacchetti, conferendo all’alimento una maggiore edibilità anche da un punto di vista visivo.

In questo sito troverete tutti gli → accessori ← necessari per sbizzarrirvi, ma soprattutto per venire incontro alle vostre necessità quotidiane e alle necessità degli alimenti, mantenendoli salubri sino a quando non deciderete di consumarli.

 

#2

Un accessorio che non sono riuscito a esaminare, ma che accende non poco la curiosità di #SAFeatY, è il → “QUICK MARINATOR” ←, un apposito contenitore utilizzabile anche per contenere normalmente la classica “gavetta” per il pranzo (nel → catalogo ← c’è ne sono di diverse forme utili ai più disparati scopi); dove la funzione è quella di accelerare la marinatura utilizzando la tecnica del sottovuoto con la carne, il pesce e la verdura, riducendo drasticamente la classica marinatura lunga ore e ore proprio perché si andrà a far permeare all’interno dell’alimento la marinata, utilizzando il vuoto spinto.

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Vorrei suggerirti 2 regole fondamentali: le più importanti!!!

  • Dove marinare: marinate sempre mantenendo il cibo nel frigorifero, non sul piano della cucina. Ciò evita l’incremento di possibili cariche microbiche presenti nell’alimento, garantendone una maggior salubrità e un minor deperimento.
  • Riusare la marinatura: non riutilizzare mai la marinata usata su carne cotta (pollo, vitello, suino, pesce), se non previa bollitura distruggendo così i batteri che possiamo definire “cattivi”. Se si prevede di utilizzare un po’ della marinata come condimento è opportuno prepararla al momento.

Insomma non potevo astenermi dal consigliarvi come usare al meglio una genialata come questa di #FoodSaver , anzi se vuoi qualche una GUIDA completa per marinare alla perfezione → CLICCA QUI! ←

 

[bctt tweet=”E per ultima cosa…IL PARTICOLARE Più #SAFeatY della #FoodSaver !!!” via=”no”]

 

#3

LA VASCHETTA RACCOGLI GOCCE, REMOVIBILE!
Già in altri → post ← ho sottolineato più volte quanto sia importante la sanificazione degli utensili e delle superfici in cucina, per evitare contaminazioni crociate e di conseguenza delle probabili contrazioni di malattie di origine alimentare, a volte pericolose per le persone meno in salute.
Non c’è oggetto più semplice che possa essere sanificato se non quello di ridotte dimensioni, estraibile, di semplice manifattura, ma soprattutto resistente! Il raccoglitore è parte necessaria per la completa avvenuta del sottovuoto con FoodSaver. Infatti, questo raccoglitore è il luogo dove viene riposta l’estremità aperta del nostro sacchetto e da dove verrà prelevata l’aria.

 

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Al momento del sottovuoto, durante la sottrazione dell’aria, spesso ci si trova difronte ad alimenti che rilasciano la propria porzione liquida (carne e prodotti succulenti…ecc). Il raccoglitore opportunamente studiato a questo scopo, raccogliere perfettamente tutto ciò che viene estratto, se pur in piccole parti, durante le operazioni di estrazione dell’aria. In aggiunta questo accessorio è facilmente pulibile e sanificabile, addirittura in lavastoviglie.
Il tutto senza dover pulire l’intera macchina, rendendola sicura dal punto di vista igienico-sanitario.

 

[bctt tweet=”#FoodSaver con la sua FFS005X è #SAFeatY al 100%!” via=”no”]

Ora devo solo stare attento a mia mamma e alla mia ragazza che non si rubino a vicenda la mia FFS005X!!!

Ma il vero risultato finale è che mia mamma ha organizzato il frigorifero e il freezer limitando gli sprechi e ottimizzando le porzioni che in seguitò andrà a scongelare, soprattutto riuscendo ad avere alimenti di una qualità molto superiore a quella che avevamo prima…adesso si può!!!

 

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…La mia ragazza invece? Abitando da sola per motivi di studio, ha diminuito la spesa settimanale, organizzandosi un menù fenomenale con le ricette e i consigli che trova sull’app di → #Fuudly  ← reparandosi le giuste porzioni preventivamente che poi conserva sottovuoto in frigorifero durante la sua permanenza fuori sede.

 

Volete qualche informazione in più? Andate tranquillamente sul sito della → FoodSaver ← o collegatevi alla pagina di → Facebook!!! ←

 

Non scordatevi di essere #SAFeatY e se ti va, condividi il post oppure scaricati l’app  di → #Fuudly!!! ←

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Raccomandazione: ricorda sempre di lavarti le mani prima e dopo aver manipolato i cibi!!! (ECCO LA GUIDA!)

 

Ora condividi questo post così tutti diventano un po’ più #SAFeatY come te!!!safeaty

Grazie mille!!!

Una marinatura come #SAFeatY comanda!!!

greg-grigioFinalmente, dopo una lunga pausa estiva, ritorna la rubrica di #SAFeatY per gli amanti del buon cibo e per chi di stomaci ne ha 4, uno per ogni portata!!!

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Caro #Fuudler, #SAFeatY è tornato per rendere “commestibile” la sicurezza alimentare e per portarla nelle cucine di tutti.  Fai un po’ di spazio sul piano cottura!!!

 

Come ho già anticipato nel titolo oggi parliamo di come mi devo comportare quando voglio consumare o cucinare una pietanza che ha riposato per ore nel frigorifero.

 

Attenzione → Si, ho detto proprio frigorifero!!!

 

La pazienza è un “ingrediente” necessario per ottenere, con successo, una corretta marinatura del nostro cibo. Infatti, lo dobbiamo lasciar riposare per un lungo periodo all’interno del nostro frigorifero e di tanto in tanto andremo salutarlo, aprendo e chiudendo il frigorifero più volte durante la giornata, frementi e trepidanti di poter assaporare la “nostra creatura”: un pezzo di manzo, filetto, o un bellissimo pesce, oppure della verdura, tutto ciò che vorremo mettere sulla griglia, in forno o in padella e che ci regalerà, sicuramente, un’esplosione di sapore degno dei fuochi di capodanno!!!

 

Quante volte abbiamo desiderato assaggiare lo stesso taglio di carne ma con sapori differenti?

 

O più semplicemente voler preparare al meglio un bel trancio di pesce, donandogli una punta di sapore, regalandogli un tono più particolare o renderlo ancor più saporito?

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Per tutto questo la marinatura fa al caso nostro!!!

 

[bctt tweet=”Ma quanto può essere #SAFeatY la #marinatura se non seguiamo alcune precise ma semplici regole???” via=”no”]

 

Come in tutte le situazioni nulla viene fatto per caso ma andiamo con calma.

La marinatura è una delle numerose tecniche culinarie per la preparazione delle carni, del pesce o delle verdure, utilizzate prima della cottura o come un’alternativa a questa. Infatti gli alimenti che prepariamo vengono ricoperti dalla marinata (soluzione di aceto e sale con pH acido): un liquido che andrà a pervadere ed imbibire il nostro alimento per arricchirlo di sapore e per modificarne la consistenza, generalmente aumentandone la tenerezza. Le marinate sono solitamente acide arricchite con oli, sale, spezie e/o erbe aromatiche.

 

L’effetto principale della marinatura, oltre ad insaporire e aumentare il bouquet aromatico degli alimenti, è proprio quello di cambiarne la consistenza. L’acidità, che deriva dal succo di limone o dall’aceto di vino bianco in genere, è indispensabile per l’abbassamento del pH a valori uguali o inferiori a 4,5 mentre la salinità si attesta attorno al 10/14 % allo scopo di inibire la crescita di Enterobatteriaceae e altri potenziali patogeni nonché limitare il proliferare di flore microbiche innocue o alteranti.

 

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L’acidità però ha un compito ancora più importante, ossia di ammorbidire e “sciogliere” i legami fra le fibre del muscolo, intenerendo così i tessuti, rendendo maggiormente apprezzabile la consistenza al palato. L’effetto erosivo ottenuto nella carne permette, agli aromi della marinatura, al sale e all’aceto stesso di permeare negli strati più profondi conferendo così salubrità e caratteristiche di sapori e aromi desiderati.

 

[bctt tweet=”Perché la marinatura sia sicura e salubre, #SAFeatY ti lascia dei velocissimi accorgimenti!!!” via=”no”]

 

Nulla di complicato, promesso!!!

 

#1

Quali contenitori utilizzare:

Per una facile sanificazione (successiva alla marinatura), utilizza contenitori con una profondità utile per immergere completamente il “trancio”. Utilizza dei contenitori di vetro o ceramica, pressoché inerti agli attacchi acidi. Per quanto riguarda i contenitori di plastica, questi devono essere adatti alla marinatura e con una composizione tale da resistere a pH bassi, senza rilasciare alcuna sostanza all’alimento. Anche i contenitori di acciaio non sono i più adatti a causa dell’elevata probabilità di ossidazione che porta ad una lieve corrosione se il contenitore non è perfettamente integro.  

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#2

Dove marinare:

Come #SAFeatY ha accennato all’inizio, il cibo deve sempre marinare in frigorifero alla temperatura non superiore dei 4°C e non sul ripiano della cucina. Come già sappiamo, le temperature di refrigerazione sono fondamentali per preservare la salubrità degli alimenti, proprio perché si va ad inibire la proliferazione dei microrganismi presenti sulla superficie dell’alimento stesso, rallentando e bloccando il deperimento da loro causato.  Ovviamente, il contenitore con la marinatura e il nostro alimento, va coperto o chiuso in frigorifero per scongiurare la possibilità di eventuali gocciolamenti e contaminazioni crociate con altri alimenti presenti.

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#3

Riusare la marinata:

Non riutilizzare mai la marinata usata su carne cotta (pollo, vitello, suino, pesce), se non previa bollitura distruggendo così i batteri che possiamo definire “cattivi”. Se si prevede di utilizzare un po’ della marinata come condimento è opportuno prepararla al momento.  È ovvio che il liquido ottenuto dalla marinatura è un liquido che contiene comunque alcuni microrganismi sopravvissuti a quest’ambiente, ovvero contaminanti per eventuali altri alimenti con cui potrebbero venire a contatto. Evitare, quindi, di riutilizzare gli strumenti e gli utensili come cucchiaio, forchetta, o classici pennelli per inumidire la superficie degli alimenti cotti come, ad esempio, un arrosto imbibito della propria marinata a fine cottura.

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#4

La conservazione dei cibi marinati:

Si sa che la marinatura è una tecnica di “condimento/condizionamento” che necessita di un lungo periodo di tempo, soprattutto, per alimenti come: carne, pesce e altri. 

Beh!! Se all’improvviso ti si presenta un impegno e il petto di pollo non lo si riesce proprio a mettere sui fornelli in quel momento, sappi che è possibile far riposare il pollo anche per 2 giorni, prima che subisca delle evidenti alterazioni. Per quanto riguarda il manzo, il maiale, l’agnello e gli arrosti come braciole, bistecche, questi possono essere marinati fino a 4/5 giorni (tutto dipende anche dalla temperatura interna del frigorifero).

 

Ecco gli ultimi 2…

 

#5

Cuocere in sicurezza:

Assicurarsi di utilizzare un termometro per alimenti e cuocere la carne fino ad avere una temperatura interna minima di sicurezza di 70°C circa. Ricorda che ogni volta che si apre la porta del forno, la temperatura del forno si abbassa, di conseguenza sarà necessario qualche minuto in più per completare la cottura. Durante la cottura, utilizza sempre utensili puliti per evitare la continua contaminazione crociata, tra il crudo e il cotto.

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#6

Sanificazione:

Gli utensili che hai utilizzato, ma soprattutto il contenitore dove è avvenuta la marinatura, deve essere completamente deterso e disinfettato, per una corretta sanificazione e prevenire future contaminazioni dei cibi (qui puoi trovare la → GUIDA di #SAFeatY ← che fa al caso tuo).

 

Ora che la marinatura ti circola nelle vene, mi raccomando: tutto ciò che avanzi dal tuo pranzo in compagnia o dalla tua cena, riponilo in frigorifero o in freezer entro 2 ore dalla preparazione.

 

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Uh! Quasi mi dimenticavo…prima di marinare il taglio di carne…lavati le mani (dai un occhio alla → GUIDA di #SAFeatY ←), mi raccomando!!!

 

 

 


Un accessorio che ti consiglio e che accende non poco la curiosità di #SAFeatY, è il → “QUICK MARINATOR” ← della #FoodSaver, che ha la funzione di accelerare la marinatura utilizzando la tecnica del sottovuoto con la carne, il pesce e la verdura, riducendo drasticamente i tempi della classica marinatura lunga ore e ore, proprio perché si andrà a far permeare all’interno dell’alimento la marinata, utilizzando il vuoto spinto. Questo accessorio può essere utilizzato con tutte le macchine #FoodSaver,  in particolare ho provato la → FFS005X ←, una delle migliori macchine per il sottovuoto casalingo! (→ Leggi QUI ← quanto è #SAFeatY !!!)

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Ah un’ultima cosa!!! Se vuoi sapere come fare una marinata, scaricati  → l’app ← di #Fuudly … è bella, semplice ed irriverente!!!

 

Se invece ti piace questo post, condividilo, così tutti possono diventare un po’ più #SAFeatY !!!

Grazie!!!

 

 

 

Fonti:

foodsafety.gov

United States Department of Agriculture – www.usda.gov

 

Un’Estate #SAFeatY : Senza Salmonella!!!

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Fortunatamente carissimi #fuudler, il post scorso ha inaugurato l’estate più cocente degli ultimi tempi!!!

 

[bctt tweet=” #SAFeatY sta diventando una risorsa per tutti gli amanti della cucina e dell’estate infinita!!!” via=”no”]

 

Ieri, dopo aver camminato per ore fra i sentieri e le cime montuose, fra gli alberi e gli orizzonti, con il caldissimo bacio del sole, in cerca di una passeggiata da vivere con i ragazzi del camposcuola, mi è cresciuta la voglia di una deliziosa cenetta.

 

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Candele, centritavola di lavanda, tovagliette color canapa, un stupendo giardino così accogliente e grazioso, da essere rilassante e inebriante…per non parlare delle tavole in legno antico??? Mettiamoci anche loro…

 

Ecco, immaginiamoci una cenetta in giardino con gli amici più ristretti, fra i sorrisi, le battute e i ricordi che fanno morire dalle risate.

 

Un quadro da far invidia a qualsiasi foto di Instagram!!!

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Ma fra questa atmosfera rilassante e così tanto piacevole, si nasconde sempre “LEI”!!! A volte vuole proprio essere la protagonista a tutti i costi, rovinando una serata, una grigliata, un pranzetto in compagnia.

 

[bctt tweet=”Purtroppo ne avrai già sentito parlare, #SAFeatY è qui per spiegarti qualcosa in più sulla #Salmonella della tua cena!!!” via=”no”]

 

Capiamo assieme come poter diminuire le probabilità di contrarre una tossinfezione alimentare da Salmonella  (la famigerata Salmonellosi).

 

Dove la possiamo ritrovare e come ne veniamo in contatto? Mangiando un’assortita varietà di alimenti.

 

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Salmonella può essere presente nel pollo, nelle verdure, uova, frutta, germogli, manzo, maiale e negli alimenti, anche trasformati, come torte e/o surgelati e piatti di pollo farciti. La sua presenza nei cibi contaminati di solito non ne altera l’aspetto e l’odore risulta normale.

 

[bctt tweet=”Ma #SAFeatY perché dobbiamo aver paura della Salmonella e/o Salmonellosi???” via=”no”]

 

Salmonellosi può essere una malattia grave ed è più pericolosa se coloro che la contraggono sono persone anziane o bambini. Nella maggior parte dei casi, la malattia dura 4-7 giorni e le persone recuperano senza trattamento antibiotico. I sintomi della malattia si manifestano con diarrea, febbre e crampi addominali, non è affatto una passeggiata (come quella che ho fatto io). I sintomi compaiono tipicamente 6 a 48 ore dopo aver mangiato un cibo contaminato. La diarrea può essere talmente grave da richiedere l’ospedalizzazione.

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La maggior parte delle persone che contrae questo microrganismo raramente si rivolge ad un ospedale e questo comporta ad avere un scadente casistica che possa interessare la popolazione per scovare i reali focolai. Comunicare i focolai sospetti di malattie di origine alimentare, infatti, aiuterebbe il servizio sanitario locale a identificare i focolai e, quindi, impedire loro di ripetersi.

 

La Salmonella è un’amante delle calde temperature, le stesse amate da #SAFeatY !!!

 

La Salmonellosi  si manifesta  maggiormente nei periodi estivi, col caldo. Quest’ultimo, infatti, accompagnato a cibi non refrigerati, creano le condizioni ideali per Salmonella per crescere e moltiplicare. Quando si mangia all’aperto in estate, come ad esempio nel cortile di casa o su un pic-nic, è necessario accertarsi di refrigerare o congelare cibi deperibili, pronti e gli avanzi entro 2 ore (o 1 ora se la temperatura è più calda o 30° C).

 

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RICORDA:

Non si dovrebbe mangiare uova crude o poco cotte. La cottura, infatti, abbassa di molto se non del tutto l’eventuale presenza e pericolo!!!

 

[bctt tweet=”#SAfeatY ma come posso ridurre il rischio d’infezione da Salmonella, in una serata a tavola fra amici???” via=”no”]

 

SEMPLICE!!!
  • Seguendo alcune linee guida relative al pulito che riguardano anche la separazione degli alimenti cotti da quelli crudi.
  • Prestando particolare attenzione nel seguire le linee guida quando si prepara il cibo per i bambini, le donne incinte, le persone con sistema immunitario indebolito come, ad esempio, i più anziani.

 

 

PRIMA DI TUTTO:
  • Lavare gli utensili, taglieri, piatti e controsoffitti con acqua calda e sapone dopo aver preparato ogni alimento e prima di andare a preparare la voce successiva (SANIFICA: LA GUIDA). Sanificare le superfici a contatto con alimenti con una soluzione appena fatta di ipoclorito di sodio al 4%.
  • Non lavare il pollame crudo, carne, uova e prima della cottura. I batteri possono diffondersi ad altri alimenti, utensili e superfici (immagina i canovacci e le spugne che hai vicino).

 

Ora facciamo un passo alla volta!!!

Consigli per tutti i #SAFeatY “dipendente”!!!

 

Mantieni tutto SEPARATO!

  • Mantenere la carne cruda, il pollame e il pesce, separati dai cibi pronti per il consumo, come le insalate e i salumi.
  • Usare taglieri e piastre separati per la carne, pollame, pesce e uova.
  • Non mettere mai il cibo cotto su un piatto che in precedenza portava: la carne cruda, il pollame, il pesce e le uova.

 

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Cucina ad OK!

  • Utilizza un termometro per alimenti, per garantire che gli alimenti vengano cotti ad una temperatura interna di sicurezza:
    • 62° C per manzo, vitello, agnello e pesce;
    • 62° C per la carne di maiale e prosciutto ;
    • 71° C per la carne macinata, carne di maiale macinata e macinato di vitello, agnello;
    • 73° C per i piatti a base di uova;
    • 73° C per il pollame (pollo, tacchino, anatra), tra cui pollo e tacchino;
  • Microonde alimentare? A 73° C o ad una temperatura superiore.
  • Conservare e mantenere caldo il cibo a 60° C o al di sopra, dopo la cottura, durante il pasto.

 

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Tutto al FREDDO

  • Mantenere il vostro frigorifero a 4° C o ad una temperatura inferiore.
  • Mettete in frigorifero o congelare i cibi deperibili, pronti, e gli avanzi entro 2 ore (o 1 ora se la temperatura è di 30° C o più calda).

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L’estate, per fortuna non accenna a finire, quindi non posso che augurarti una cena o un pranzo, come quello che mi sono immaginato, anzi scrivimi, mandami delle foto di quelli che organizzi!

Con #SAFeatY hai scoperto come renderlo piacevole senza la presenza di un pericolo particolare e/o il sopraggiungere di una tossinfezione alimentare da Salmonella, a causa di sviste evitabili!!!

 

Ci vediamo a settembre!!! Ti voglio bene #foodl♥ver

 

Ora aiutami a condividere questo post, spero mi aiuterai a colorare tutti quanti di azzurro #SAFeatY !!!

 

Fonti:

www.foodsafety.gov

Center for Disease Control and Prevention – www.cdc.gov

USDA Food Safety and Inspection Service – www.fsis.usda.gov

ESTATE E SICUREZZA ALIMENTARE: SII #SAFeatY !!!

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Vamos a la playa, oh oh oh oh oh

Vamos a la playa, oh oh oh oh oh

Vamos a la playa, oh oh oh oh oh…

 

 

Un grandissimo evergreen dei Righeira non poteva mancare all’inizio di questo post al 100% gusto: “VOGLIA D’ESTATE”!!!

La bella stagione sembra quasi esser scomparsa, ma tranquilli, attendeva soltanto questo post… da adesso si rivelerà l’Estate più bella e caliente di sempre!!!

Adesso immagino abbiate ancora in testa la canzone, fino a sera non ve la toglierete dalla mente, ve lo assicuro!!!

 

Vamos a la playa, oh oh oh oh oh…

 

Ai Righeira fischieranno le orecchie, ma sicuramente appena preparerete qualcosa di squisito da portarvi in spiaggia, questo post ve lo ricorderete eccome!!!

 

Scherzi a parte, l’estate sta finalmente arrivando e con lei porterà le vacanze, il relax, le giornate al mare, in montagna, in piscina, i viaggi in barca, l’aria fresca e il sole cocente.

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Ma non importa dove andremo o cosa faremo, ci sarà sempre un comune denominatore  per tutti i #fuudler e i #foodl♥ver, che ci accompagnerà ovunque noi saremo…rullo di tamburi… il CIBO!!!

 

In qualsiasi posto andremo, la maggior parte delle volte ci porteremo con noi il pranzo, potranno essere  panini “poveri di spirito” oppure un’ immancabile  insalata di riso o, addirittura, del vitello tonnato e chi più ne ha, più ne metta.

 

Come si può vivere senza la nostra passione più grande? Siamo Italiani e ci piace mangiar bene!!!

 

In questo post ti suggerirò  4 accortezze che ti consiglio di seguire e delle quali non potrai più fare a meno!!! Il risultato?

 

[bctt tweet=”Un Pic-nic estivo, sicuro, salubre e #SAFeatY !!! 4 sane punture sulla sicurezza alimentare!!! ” via=”no”]

greg-grigioIl bello dell’estate è il caldo, ma questo può diventare un problema se il cibo che stiamo cucinando per la giornata da trascorrere fuori casa non viene preparato adeguatamente seguendo alcune piccole regole fondamentali. Il calore estivo, infatti, aiuta lo svilupparsi  di microrganismi patogeni e alteranti (cattivi per intenderci) nei nostri cibi, aumentandone la crescita, il numero, permettendo loro di moltiplicarsi esponenzialmente ogni 8/20 minuti. La maggior parte di loro, infatti, si sviluppa a temperature comprese tra 5° e 60° C.

 

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Quanto ti ho suggerito nei precedenti post, deve essere ri-considerato alla luce della stagione estiva che, fortunatamente, si sta flebilmente affacciando in questi giorni. Ti consiglio, quindi, di “salvarti” e di salvare i cibi dal caldo per salvaguardarlo da eventuali possibili alterazioni e per impedire che in essi si sviluppino flore potenzialmente patogene per l’uomo se ingerite. Alcune accortezze, durante questa stagione, sono davvero utili come, ad esempio, consumare i cibi appena cotti o, quantomeno, riporli in frigorifero nel più breve tempo possibile (entro le 2 ore dalla preparazione o cottura, entro 1 ora se la temperatura circostante supera i 30° C).

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Tutto ciò perché i batteri patogeni vivono e si moltiplicano molto più velocemente con le temperature estive: il cibo è un ottimo habitat per loro, soprattutto se a portarceli siamo noi con le nostre sviste o durante la loro preparazione.

 

#SAFeatY è qui!! Ti spiegherà come prevenire la contaminazione dei cibi e com’è semplice utilizzare qualche accortezza in più per evitare una tossinfezione alimentare.

 

#1

Prima di preparare:

 

  • Lavati le mani con acqua calda e sapone prima di toccare il cibo e dopo aver toccato altri alimenti, safeaty manospecialmente se crudi (carne, pesce…). Proprio le nostre mani possono veicolare sugli alimenti microrganismi quali batteri, lieviti e muffe, funghi, virus e protozoi, alcuni di questi possono essere dannosi o pericolosi. Lavarle quindi è importante per due aspetti, e questi li trovi insieme alla GUIDA nel mio post precedente  ⇒  SE NON TI LAVI LE DITA: RISCHI PER METÀ  ⇐

 

  • Evita, quindi, di manipolare cellulari (non snapchattare, mi raccomando!!!) e altri dispositivi elettronici durante la preparazione dei cibi. Tienili al di fuori della superficie di preparazione che è a contatto con il cibo stesso.

 

  • Assicurati che gli utensili e le superfici siano state puliti e sanificati quando prepari le pietanze. safeaty15Ricordati, inoltre, di usare taglieri, piatti e coltelli separati per gli alimenti che vanno consumati crudi da quelli che andranno cotti successivamente; su questa pagina trovi la ⇒ GUIDA PER LA SANIFICAZIONE ⇐ e il perché sia di fondamentale importanza!

 

  • Lavare la frutta e verdura con acqua corrente più volte, con una spazzola “morbida” se ha una superficie irregolare avendo cura, successivamente, di asciugarla con strofinacci puliti (non usati in precedenza per asciugare le superfici) o carta, meglio ancora.

 

 

#2

Mentre prepari:

  • Utilizza solo alimenti che vanno consumati crudi o che sono già stati cucinati, evita quindi gli alimenti parzialmente cotti, meglio se non sono altamente deperibili.

 

  • Va bene preparare il cibo la sera prima o il giorno precedente, importante però mantenerlo in frigorifero fino al momento della partenza. Se parliamo di pasta da servire fredda, suddividila (dopo averla cotta) in piccole porzioni, all’interno di adeguati contenitori chiusi: quest’accorgimento permetterà alla pietanza di potersi raffreddare molto più rapidamente in tutto il suo volume.

 

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  • Prepara le pietanze in contenitori puliti e sanificati dotati di chiusura ermetica utili a contenere frutta, verdura, formaggio, salume affettato, pasta fredda, dolce. Questa suddivisione ci permette di aumentare la  salubrità,  evitando contaminazioni crociate tra gli alimenti, essendo di origini differenti ma, soprattutto, evita che su di essi possano permeare liquidi di “scongelamento” trascinando su cibi flore esterne, non prettamente dell’alimento e con esse eventuali patogeni presenti sulle superfici esterne.

 

  • Considera preventivamente le porzioni di cibo che andranno consumate per evitare sprechi ma soprattutto rischi, qualora decidessi di riportare a casa ciò che non è stato consumato, in quanto il cibo che hai portato con te ha trascorso lo stesso tuo tempo fuori casa e i contenitori, generalmente adottati per mantenerli “freschi”, non assicurano una temperatura costante di 4°C, da qui il pericolo è evidente!!!

 

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[bctt tweet=”Se seguirai davvero questi consigli sulla #sicurezzalimentare, giuro che al sole ti abbronzerai d’azzurro #SAFeatY !!!” via=”no”]

 

#3

Si parte!!! —-> è la fase più importante perché gli alimenti lasciano il frigorifero di casa…

  • Ricorda la regola: I CIBI FREDDI VANNO MANTENUTI FREDDI!!! Non tiepidi…non vanno posti in baule o sul cruscotto, non vanno lasciati in macchina sotto isafeatyl sole e nemmeno in spiaggia in contenitori all’aperto o fra gli asciugamani dentro lo zaino.

 

  • Gli alimenti deperibili e gli alimenti che generalmente manteniamo nel frigorifero di casa devono essere mantenuti ad una temperatura di refrigerazione (4°C) per tutto il viaggio o, comunque, sino al momento del loro consumo, pranzo o spuntino che sia. Se la temperatura sale, il rischio è che i microrganismi patogeni e alteranti presenti possano proliferare e produrre tossine. Molti di essi sono in grado di produrre e preformare nell’alimento delle tossine nocive, pericolose per l’uomo se ingerite direttamente con l’alimento (es. Insalata di riso ⇒ Bacillus cereus ⇒ tossina ⇒ cereulide), altre forme batteriche in grado di generare un tossinfezione alimentare, particolarmente pericolosa, sono quello forme dette “dormienti” alle basse temperature (anche se non vale proprio per tutti, vedi Listeria spp.). Proprio per questo si utilizzano le borse o zaini termici o frigoriferi portatili: mezzi più che adeguati per mantenere gli alimenti ad una temperatura inferiore a 5/6°C con l’ausilio di “siberini” o “ghiaccetti” (da distribuire in modo omogeneo), confezioni di gel ghiacciate o bottiglie d’acqua ghiacciate preventivamente, utilizzabili una volta scongelate.

 

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  • Riempire il frigorifero portatile con cibi freddi ed evitare di inserirvi alimenti che non hanno bisogno di refrigerazione (la frutta non ha bisogno d’essere refrigerata).

 

  • Dopo aver costituito una base di ghiaccio con i nostri siberini, posizionare, a partire dal fondo, i contenitori ermetici contenenti i cibi porzionati che da ultimi andranno consumati (il dolce), in modo tale da poter diminuire drasticamente il tempo per cui il dispositivo rimarrà aperto per servire il pranzo.

 

E come ultimo consiglio…

#4

SABBIAmareSOLEombrellone!!!! SI MANGIA!!!!

  • Il frigorifero portatile e la borsa termica non vanno posti sotto il sole, bensì il più possibile al riparo dal sole e dal calore, meglio se (anche solo in parte) inseriti all’interno di una buca scavata nella sabbia. Sembra ovvio…ma quante volte lo mettiamo sotto l’ombrellone e dopo un’ora è sotto il sole cocente??

 

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  • Lavarsi le mani, anche con salviette monouso se non si hanno a disposizione acqua e sapone;

 

  • Durante il pranzo, dopo aver distribuito le porzioni, abbiate l’accortezza di RICHIUDERE il contenitore termico nel più breve tempo possibile per non dissipare il freddo accumulatosi al suo interno.

 

  • Ricorda di non lasciare fuori il cibo avanzato per più di un’ora al calore estivo, al fine di non rischiare di vivere una giornata o, peggio ancora, qualche giorno spiacevole a causa di piccoli microrganismi che hanno fatto della tua insalata di riso la loro casa!!!

 

 

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Sono piccole accortezze che non le osserviamo mai tutte insieme!!!

Ricordati  “Vamos a la playa, oh oh oh oh oh” e ti ricorderai di queste 4 punture di #SAFeatY

Mi raccomando, ora condividi questi piccoli consigli, tante volte quanto è grande la tua voglia d’ESTATE!!!

Grazie!!!

 

 

 

 

 

Fonti:

US Department of Agriculture – Food Safety and Inspection Service www.fsis.usda.gov

www.foodsafety.gov

LE METROPOLI: nelle nostre MACCHINE del CAFFè!!!

Caffè, Caffè delle mie brame, dimmi chi ci abita nel tuo reame !?

 

Proprio così, chi ci “abita” nelle nostre macchinette del caffè ???

Le prove e gli studi che si sono fatti in questi ultimi anni, sono moltissimi e dei più svariati, anche soltanto per indentificare quali microrganismi hanno la residenza all’interno delle nostre macchinette del caffè.

 

[bctt tweet=”In questo post, scoprirai come sanificare al meglio la tua macchina del caffè !  ” via=”no”]

… sicuramente alla fine ti sentirai un po’ più #SAFeatY !!!

 

Tra questi studi non si può non citare quello uscito su Nature.com condotto dall’ Università Spagnola di Valencia e ricondiviso su tantissime testate giornalistiche nazionali. Esso parla della biodiversità microbica che colonizza i contenitori delle capsule e del raccoglitore dell’acqua di risciacquo (che in alcune macchine combacia al piccolo spazio sotto la griglia di gocciolamento).

 

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Il nostro “espresso”, è diventato una necessità quotidiana per molti durante le lunghe giornate lavorative o di studio, e da tempo si è scoperto che possiede un alcaloide naturale, presente anche nel tè e in altre bevande analcoliche che genera effetti potenzialmente positivi sulla salute umana, ma soprattutto si sono scoperte alcune sue proprietà antibatteriche. Proprio da questa capacità antimicrobica è nata la curiosità dello studio che vuole, scoprire quali popolazioni, “metropoli” di microrganismi sono effettivamente resistenti a questa sostanza.

 

Sono state prese in considerazione 10 macchinette del caffè, (9 di queste, Nespresso), su queste sono state scovate popolazioni microbiche incredibili: da 35 a 67 generi identificati tra cui alcuni patogeni…; insomma, una capitale mondiale in un minuscolo spazio vitale…

 

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Tra le differenti popolazioni microbiche sono state rinvenute: Enterococcus spp. Pseudomonas spp., Acinetobacter spp., e molte altre, confermate anche da altri test divulgati lo scorso anno dalla Rete Televisiva Statunitense CBS, attraverso dei tamponi fatti su questi elettrodomestici hanno riscontrato che non è affatto rara la presenza delle alcune “normali” muffe ma soprattutto stupisce la presenza di alcuni ceppi microbici potenzialmente patogeni per l’uomo come i E. coli, Staphylococcus spp., Streptococcus spp., Bacillus cereus, presenti sia nell’acqua che nelle parti interne. 

 

[bctt tweet=” Ma perché crescono così tanti batteri nelle nostre macchinette, #SAFeatY ???” via=”no”]

 

La risposta è abbastanza intuitiva ed è dovuta al fatto che i batteri riescono a sopravvivere e a moltiplicarsi grazie alle condizioni favorevoli dell’ambiente e del clima che la “macchinetta” offre loro. Trovano un substrato, la temperatura e l’umidità adeguate (oltre ad altre caratteristiche che ne favoriscono la crescita) che li fanno sopravvivere e moltiplicare, infatti dopo ogni uso, la macchinetta del caffè che abbiamo in casa o in ufficio non viene sempre pulita e il cestello porta capsule viene svuotato “mooolto” raramente.  Sommiamo il fatto che la temperatura degli ambienti in cui lavoriamo, viviamo o studiamo, sono attorno ai 25° C, l’habitat diventa ideale per la formazione di alcune muffe nel raccogli goccia ma anche di altri batteri che abbiamo citato prima, in altri spazi (vaschetta raccogli capsule o cialde).

 

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Tutti questi ambienti devono essere detersi e sanificati molto più spesso di quanto pensiamo proprio perché l’ambiente è molto favorevole per la crescita di batteri patogeni (quelli che più ci interessa prevenire). 

 

Un mio carissimo amico, Daniele, da settimane chiede a #SAFeatY come si fa questa manutenzione!!! 

Notti insonni passate con questo dilemma… e #SAFeatY non vede l’ora di soddisfare la sua curiosità!!!

 

Lo studio propone l’utilizzo di composti batteriostatici (ossia composti che ne impediscono o rallentano la crescita ai batteri) per la pulizia delle parti con cui vengono a contatto i resti del caffè (gocce, liquido di pulizia), capsule …ecc.

 

VA EVITATO,

 inoltre, il contatto fra il caffè all’interno del nostro bicchiere, con le altre parti della macchina, per evitare la contaminazione involontaria.

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Roman Golash (Microbiologo del Loyola College di Melbourne) alla CBS, consiglia di fare diverse erogazioni di acqua calda quando la macchinetta per il caffè, non viene adoperata spesso o da svariati giorni così da rimuovere l’acqua stagnante presente nell’ugello in cui potrebbero stabilirsi alcuni dei batteri che abbiamo citato. 

 

Per prevenirne la crescita e la formazione di muffa si consiglia di:

 

1. Lavarsi le mani prima dell’uso;

2. Pulire le superfici con aceto e risciacquare con acqua, soprattutto quelle dove vi si accumulano i resti del caffè   e le capsule/cialde;

3. Utilizzo di acqua filtrata come quella in bottiglia, invece di quella di rubinetto e cambiarla spesso;

4. Pulire la macchina regolarmente;

5. Lasciare ad asciugare i pezzi dopo la pulizia, meglio se asciugarli con carta usa e getta.

 

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Daniele, spero che #SAFeatY  sia stato esaustivo e abbia risposto al tuo quesito, sicuramente lo stesso di tanti altri lettori…

 

Se ti e vi può aiutare, leggete la

→ GUIDA RAPIDA ← 

per detergere e sanificare le superfici/utensili, e applicala alle parti removibili della tua macchina del caffè.

 

…anche se non ti chiami Daniele, condividi!
…dobbiamo essere tutti un po’ più #SAFeatY !!!

 

I tuoi utensili da cucina ti implorano: SANIFICACI!!!

Eccomi ancora qui con #SAFeatY …perdonate la lunga attesa ma sono nel pieno della sessione d’esami!!!

 

L’altro giorno, mia mamma stava preparando un ottimo pranzo!
Hai presente quando senti da lontano il profumo del tuo piatto preferito?

Quella sensazione è, a dir poco, eccezionale!!!
Un profumo unico che non sentirai nei ristoranti o in qualche altra casa e cucina, solo nella tua, solo nel piatto cucinato da qualcuno che sa come lo desideri!!!

 

Capita anche a te?

Beh, dopo ti dico cosa stava preparando, ma prima ti voglio raccontare COME lo stava preparando!!!

 

Sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli, vedevo alcuni strofinacci, un tagliere, dei coltelli, un piattino su cui appoggiare cucchiaio e forchetta necessari per mescolare le squisitezze in cottura, della verdura nel lavello, rotolo di scottex…insomma, una cucina sotto-sopra!!!
Ma quello che stava cucinando sapevo che sarebbe stato davvero troppo, troppo, troppo, troppo, stra-buono !!!

Troppo, troppo, troppo, troppo, stra-buono, ma anche abbastanza #SAFeatY???

 

—> #SAFeatY , portami subito alla GUIDA!!! <—

 

Assieme attraverso il post “Se non ti lavi le dita: rischi per metà” e “MANI: 5 cose che non sai!“, abbiamo scoperto l’importanza di lavarci le mani, prima di manipolare gli alimenti e durante la loro preparazione, per prevenire le probabili tossinfezioni alimentari. Quest’ultime, generalmente, causate da alcuni microrganismi patogeni per l’uomo e da altri che lo diventano se ingeriti in quantità particolarmente abbondanti con gli alimenti.

 

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Molto spesso, infatti, questi episodi accadono quando inavvertitamente si “incrociano” alimenti crudi e cotti, situazione in cui avviene un trasferimento dei microrganismi presenti nei cibi crudi in quelli cotti. Proprio in quest’ultimi, i microrganismi, trovano un ambiente a loro favorevole per moltiplicare e, quindi, aumentare il loro numero, di conseguenza aumenta anche la loro capacità (per numero) di essere “cattivi/aggressivi” sfociando in episodi di tossinfezione alimentare.

greg-grigioIn questo caso le superfici sono il luogo in cui avviene il trasferimento, ma anche l’uomo, con le proprie mani, è protagonista e veicolatore di microrganismi in quanto toccando un alimento e poi un altro può trasferire parte della popolazione microbica presente sulla superficie di quell’alimento nell’altro o, addirittura, sulla superficie di lavoro in cui si stanno preparando o porzionando cibi cotti nella quale precedentemente sono state lavorati cibi crudi.
Oltre alle nostre mani, quando facciamo i cuochi provetti o ci cimentiamo nel preparare qualcosa di “commestibile”, molto spesso ci aiutiamo con mestoli, coltelli, taglieri, scola pasta, lecca pentole, strofinacci, spugnette, piatti e piattini, forchette e cucchiai…e chi più ne ha, più ne metta.

 

Hai capito dove voglio arrivare???

 

Ebbene si! Tutti parlano di come pulire gli utensili, le stoviglie e le superfici utilizzate per preparare i cibi, ma pochissimi dicono che questi devono essere sanificati.

 

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What’s? Ma cosa intendi per sanificati?

 

La sanificazione è costituita da due fasi che devono essere svolte in successione: la #detersione e la #disinfezione. Quest’ultima, per essere efficace, necessita sempre di un’accurata detersione e solo nei casi in cui lo sporco non è eccessivo le due fasi possono coincidere.

 

#1

La DETERSIONE consiste nell’eliminazione dei residui grossolani: del sugo, liquido (o sudiciume) sversamento di cottura e altro rilasciato dagli alimenti che si stanno preparando, tagliando, “squartando” oppure sbucciando che finiscono sulle superfici più prossime o addirittura a contatto con i cibi durante la loro preparazione. (grasso, sangue, aromi…).

 

#2

La DISINFEZIONE, invece, comporta la “distruzione” della maggior parte dei batteri sia patogeni e non.

 

[bctt tweet=”Ma perché devo sanificare #Safeaty ?” via=”no”]

 

Sulla base di quanto sostenuto da Scott nel 2001, la maggior parte delle tossinfezioni, in ambito alimentare, avviene proprio perché si tende a sottovalutare l’operazione di sanificazione delle superfici e degli strumenti necessari per le preparazioni culinarie che, inevitabilmente, entrano a contatto con germi che, a loro volta, possono essere addirittura patogeni veicolati dalla superficie dei cibi, dalle nostre mani e dalle confezioni che raccolgono gli alimenti acquistati. Proprio in queste superfici, dove appoggiamo tutto, avvengono per promiscuità le contaminazioni crociate: cucchiaio–piattino–coltello–carne–tagliere (ecc….)

 

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Ad aggravare la condizione è il tempo. Ovvero consumare il cibo a distanza di tempo dopo averlo preparato, aiuta e crea le condizioni favorevoli ad eventuali microrganismi casualmente depositati, a seguito di contatto crociato sulla superficie, di potersi moltiplicare esponenzialmente. Se questa moltiplicazione interessa microrganismi patogeni quali Salmonella spp, E. Coli, Staphilococcus aureus , a situazione si trasforma in probabile e potenziale tossinfezione quasi certa.

 

Lo sbaglio nel quale si può incorrere, è l’utilizzo di tantissimi oggetti che una volta utilizzati per preparare un alimento crudo (carne, pollame, prodotti della pesca crudi,…ecc), vengono lavati frettolosamente (a volte neppure lavati) e asciugati sugli strofinacci, magari lasciando su questi anche residui di alimento.

 

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Questi, infatti, possono essere terreno fertile per la moltiplicazione di batteri, che verranno trasportati e diffusi, non appena con lo stesso strofinaccio, si andrà ad asciugare altre superfici, taglieri, mani, coltelli…ecc…già contaminati perché non sanificati, quindi raddoppiandone la pericolosità. Alla fine se non ci si adopera per detergere e sanificare bene le superfici di contatto dei nostri strumenti, il viaggio dei microrganismi veicolati da tutti questi contatti superficiali, si conclude bellamente in una insalatona (alimento crudo).

 

Situazioni simili a queste, più semplici o più complesse, sono l’ordine del giorno in tantissime cucine…ma #SAFeatY è qui per farci diventare tutti un po’ più consapevoli e attenti!!!

 

Molte volte viene considerata igienizzata una superficie porosa o con graffi, quella eseguita con lo strofinaccio umido/spugna (perfetti “serbatoi” per la moltiplicazione batterica), in realtà, in questo modo, si ottiene un effetto “diffusivo” dello sporco che viene “spalmato” in altre con la nostra spugna!!

 

Ok!!! Arriviamo al sodo!!!

 

[bctt tweet=”Come possiamo sanificare tutti i nostri utensili da cucina, #SAFeatY ???” via=”no”]

 

ECCO LA GUIDA!!!cropped-eat-1-e1449772519565.png

 

# DETERSIONE

di utensili e superfici
  1. Rimuovere/asportare con forza lo sporco grossolano (pezzi di alimenti), liquidi di cottura sversati o l’olio dell’alimento e il ciò che è dell’alimento e che è visibile;
  2. Risciacquare con acqua calda (45°C) per aiutare lo scioglimento dei grassi favorendone il distacco, attenzione però che la temperatura dell’acqua non deve superare i 60°C per non “cuocere” le proteine/zuccheri/grassi rendendoli tenacemente adesi alle superfici. (Per le parti smontabili e gli utensili sono sufficienti circa 15 minuti in immersione);
  3. Applicare un detergente: tensioattivo per poter rimuovere la parte di residui alimentari (proteine e grassi) che non si sciolgono in acqua. Per i taglieri e le superfici aiutarsi con spazzole di acciaio inox;
  4. Infine un abbondante risciacquo in acqua corrente o in immersione per 5 minuti.

 

 

Le lavastoviglie hanno più o meno lo stesso principio d’azione.

 

Va ricordato che la pulizia con i detergenti e acqua calda non sempre porta alla riduzione di batteri patogeni sulle superfici, fortemente entrate a contatto con carne cruda, a meno che non venga aggiunto un disinfettante (es. ipoclorito/varechina) (Kesvic et al.,1997)…

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#DISINFEZIONE

ovvero passaggio successivo dopo la detersione per ottenere una corretta “Sanificazione”
  1. Immergere e lasciare a contatto per almeno 10 minuti, taglieri, spugne, stracci, spazzole (…ecc ) utilizzando soluzioni di acqua (es. 750 ml) e candeggina (5 ml) oppure soluzioni con cloro al 10%;
  2. Risciacquare abbondantemente;
  3. Asciugare con carta usa e getta. Particolare attenzione va prestata per le superfici che sono state a contatto con la carne cruda (Kesvic et al, 1997).

 

 

Come promesso, ora conosci qualche particolare in più su come rendere le tue preziose ricette veramente salubri!!! Qualche piccola accortezza per essere sempre più #SAFeatY.

 

Ah non te l’ho detto, alla fine mia mamma stava preparando una fantastica spaghettata alla carbonara e di secondo delle scaloppine con funghi e prezzemolo!!! …e pian piano anche lei sta diventando il mio orgoglio #SAFeatY!!!

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration
Istituto Superiore della Sanità, Alimentazione sicura in ambito domestico, Rapporti ISTISAN 06/27
World Health Organization

Se non ti lavi le dita: rischi per metà

 

Tutti ricorderanno la famosissima pubblicità di quel noto prodotto, che cita

“Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà”

Ma aldilà di ciò che dice quella pubblicità, chi non si lecca le dita, dopo una “sana” scorpacciata di sfiziosi stuzzichini, e/o patatine..ecc??? Oppure, chi non si lecca le dita dopo aver preparato qualcosa di buono?!?!

Al solo pensiero, comincio ad aver fame!!!cropped-eat-1-e1449772519565.png

Ma, ritornando a noi, quale potrebbe essere una delle cose più importanti che puoi fare per prevenire una malattia a seguito dell’ingestione di alcuni alimenti?

Il suggerimento che ti posso dare per la preparazione di un pasto è quella di lavarti preventivamente le mani in modo molto accurato, come poi ti illustrerò.
Sono proprio le tue mani, il veicolo con il quale puoi contaminare gli alimenti che vai a prepare.
Cosa possono veicolare le nostre mani sugli alimenti: microrganismi quali batteri, lieviti, muffe, funghi, virus e protozoi; alcuni di questi non sono sempre dannosi o pericolosi per l’uomo, infatti alcuni di questi albergano solitamente sulla superfice della nostra cute ma alcune volte risultano, alteranti per gli alimenti. Al contrario, invece, alcuni di essi sono agenti di malattie, più o meno gravi, trasmissibili all’uomo.

L’importanza dell’eliminazione della flora esistente sulla superfice delle nostre mani, con il lavaggio, è importante per due aspetti:

#1

Diminuisco il numero di microrganismi che andrò a depositare sull’alimento a seguito delle operazioni di manipolazione finalizzata alla preparazione di ciò che mangeremo.cucina safeaty

È altrettanto opportuno, lavarsi le mani, quando si preparano diverse tipologie di alimenti. Infatti, le nostre mani, possono reciprocamente contaminare gli alimenti veicolando i microrganismi presenti sull’uno, in un altro.
Quest’aspetto è particolarmente importante quando si preparano e manipolano contemporaneamente alimenti crudi (vegetali, prosciutto…) e cotti (pollo ai ferri, arrosti, brodi…).

Perché??

I microrganismi prevalentemente presenti negli alimenti sono per lo più sensibili alle temperature che generalmente utilizziamo per la cottura dei nostri cibi, quindi questi dopo la cottura sono “sterili”, di conseguenza suscettibili a contaminazioni secondarie esterne, da noi veicolate se non attenti ad esserci lavati opportunamente le mani.

#2

Lavarsi le mani, prima di cucinare e mentre si preparano gli alimenti per poi essere consumati (crudi e/o cotti) è una delle cose più conosciute e più ovvie del mondo, ma è una delle più comuni dimenticanze nella preparazione dei cibi.

Molti studi hanno dimostrato che il lavaggio delle mani è uno dei modi più efficaci per prevenire la diffusione di molti tipi di infezioni e malattie a trasmissione alimentare, derivate dalla contaminazione degli alimenti proprio con la manipolazione (circa il 30% da uno studio del Regno Unito, Cogan et al., 2002). Malattie che decorrono come infezioni a volte silenti, oppure cliniche (con andamento simil-influenzale) o gastroenteriche (a causa di microrganismi patogeni che agiscono negativamente sulle mucose del tratto intestinale).safeaty mano

Batteri “cattivi” come E. coli, Salmonella e Staphylococcus aureus e virus (come il Norovirus) sono normalmente presenti nelle vostre mani, queste infatti toccano decine e decine di cose, ma soprattutto nella preparazione degli alimenti, andiamo a toccare e a manipolare alimenti di diverse origini (animale e vegetale) e con diverso tipo di preparazione (crudi, cotti, precotti, conservati sott’olio…ecc).

Io stesso sto scrivendo questo post sul pc, prima ho toccato una penna (chi sa chi l’ha toccata prima di me) che appoggiava sopra uno strofinaccio e il blocco notes di carta riciclata che sarà rimasto in un magazzino dentro a chi sa quale scatolone…e cosi via!!!

Lavarsi le mani nel modo giusto è fondamentale.
Ci vogliono circa 40-60 secondi e richiede solo 3 ingredienti: acqua, sapone e qualcosa per asciugare le mani (carta, un asciugamano pulito o aria).

 

[bctt tweet=”Ora ti spiego come dovresti lavarti bene le mani! con #SAFeatY” via=”no”]

Eccoti alcuni suggerimenti: sarò rapido, ma anche interessante.

…se lo si fa nel modo giusto! Per questo gli americani consigliano di cantare 2 volte la canzone “happy birthday”, io però ti consiglio solo di canticchiare una bella canzone, che ti dia carica e che non sia troppo lunga.

 

Ecco come fare:

1. Bagna le mani con acqua corrente pulita (meglio se calda o tiepida)

Perché l’acqua calda? Perché a temperature più alte i tensioattivi presenti nel sapone sono più efficienti, favorendo l’eliminazione delle sostanze grasse della cute, i microrganismi adesi a queste e tutte le particelle inermi raccolte con il contatto continuo con le superfici!!!

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2. Applica una quantità di sapone sufficiente per coprire tutta la superficie delle mani

3. Friziona/sfrega le mani palmo contro palmo

Ora mi raccomando non sbagliare fra destra e sinistra!!!!!

4. Il palmo destro sopra il dorso sinistro intrecciando le dita tra loro…..e viceversa

Mentre strofini….canticchia

5. Palmo contro palmo intrecciando le dita fra loro

6. Dorso delle dita contro il palmo opposto, tenendo le dita strette tra loro…e viceversa

7. Strofina roteando il palmo destro, stretto attorno al pollice sinistro…e viceversa

Non preoccuparti, manca poco…

8. Con le dita strette fra loro, con un movimento circolare, strofinale sul palmo dell’altra mano….e viceversa

 

I microbi sono presenti su tutte le superfici delle mani, ma le unghie e sotto di esse sono molto spesso presenti con una concentrazione maggiore!!!

Eccoci alla fine…

Risciacqua le mani con acqua, asciuga accuratamente con una salvietta monouso,
!attenzione!
usa la stessa per chiudere il rubinetto, oppure se utilizzi l’asciugamano, chiudi il rubinetto con il braccio.

Ora hai le mani sicure e pulite per toccare i cibi, prepararli e mangiarli!!!!

 

Ah mi sono scordato di dirti quando farlo:

– prima, durante e dopo la preparazione di ciò che stai mangiando
– ovviamente dopo aver utilizzato la toilette, fumato e toccato i soldi
– dopo aver toccato la spazzatura, soffiato il naso, starnutito o tossito

MI RACCOMANDO LAVALE SEMPRE DOPO AVER TOCCATO UN CIBO CRUDO CHE DEVE ESSERE CUCINATO, PER TOCCARNE UNO CHE VIENE MANGIATO SENZA CUCINARLO!!!  È DAVVERO FONDAMENTALE!
È altrettanto importante adoperare la medesima accortezza alle superfici con cui gli alimenti vengono a contatto durante le fasi della loro preparazione, ma di quello ne parleremo più avanti.

 

[bctt tweet=”Acqua e sapone sono i migliori alleati per la pulizia delle nostre mani, promuovendo la salubrità degli alimenti #safeaty ” via=”no”]

 

Spero ti sia piaciuto questo articolo, dimostramelo condividendolo così che possano leggerlo in tantissimi altri, se no lasciami un commento o scrivimi in privato, ogni tua critica mi servirà per migliorare, sono all’inizio!!!

Lascia che #SAFeatY contagi un po’ tutti…

Qui troverai il file scaricabile con la guida, portala con te!

 

Fonti:
Michael J. Beach, foodsafety.gov
Ministero della Salute
World Healt Organization
Centro Nazionale per la Prevenzione e Controllo Malattie
HôpItaux Universitaires de Genève

come difendere e difendersi dagli alimenti: #eventinSALOTTO

2015_12_30 semidef-01

Di certo quando si scrive un blog, non si pensa mai a qualcosa di reale e letteralmente palpabile… ora si cambia!!!

 

Con #SAFEATY in #eventinSALOTTO c’è stato il primo piccolo, amichevole ed irriverente incontro interessante, che ha dato inizio all’idea del blog, SAFeatY.

Dico piccolo perchè i workshop lunghi sono stancanti,

dico amichevole perchè è stato in un salotto (con una cucina),

dico irriverente perchè si è concluso con un simpatico buffet.

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Quindi non vedo perchè si dovesse mancare!!!

dico interessante perchè…Di cosa si è parlato???

“Imparare a difendere e difendersi dagli alimenti“, è un titolo che racchiude quei comportamenti igienico-sanitari da assumere in cucina, capire cosa fare e cosa non fare, conoscere quelle piccole accortezze basilari che servono per cucinare e preparare i cibi rendendoli, salubri dal punto di vista della sicurezza alimentare.

 

inside the refrigerator

Per l’occasione, ho voluto chiamare un mio grande amico, dall’ottimo carisma, per non annoiarci e per conoscere a pieno, insieme a noi, ciò che tutti dovrebbero conoscere, quando siamo nella nostra cucina, e quando prepariamo da mangiare.

 

Il tutto si è svolto il 15 Gennaio, nel SALOTTO di Bolzoni Arredamenti che c’ha ospitato in compagnia del Rotaract Club di Rovigo, che ha avuto la “genialata” di pensare e realizzare questo #eventinSALOTTO

 

Spero di essere riuscito a lasciarvi qualche accortezza in più per preparare cibi sicuri e salubri.

L’aria fresca di SAFeatY ‪sta contagiando un po’ tutti e il merito è stato principalmente del Dott. Riccardo Miotti Scapin, oltre al prezioso intervento della Dott. Maria Gabriella Zanirato.
Un pomeriggio bellissimo, in un’ottima cornice e tantissime persone interessate…grazie a voi e grazie agli amici.

 

Aiutami a condividere questa idea, aiutami a contagiare un po’ tutti con #SAFeatY