UN SOTTOVUOTO #SAFeatY: con FoodSaver!

[bctt tweet=”Sottovuoto, sottovuoto, #sottovuoto …ma #SAFeatY che cos’è questo sottovuoto di cui tutti parlano?” via=”no”]

 

In TV, le blogger, le riviste, gli chef, siti, libri…tutto il mondo conosce il Signor Sottovuoto, ma tu proprio non sai nemmeno che cognome abbia!!

 

Ok, un passo alla volta.

 

Qualche mese fa in laboratorio sentivo spesso il rumore della macchina che produce il sottovuoto, funzionare nel lab a fianco; ovviamente parlo di una macchina talmente grande e potente, che avevo paura mi potesse sbranare. Tuttora penso abbia una vita propria e che sia pronta ad azzannare qualcuno!

 

Proprio in quell’istante mi sono detto: SAFeatY ma perché non parli del sottovuoto in cucina? Argomento che poi ho messo nel “cassetto delle genialate”, pronto per essere trattato non appena fossi tornato dalle vacanze estive.
A distanza di qualche settimana, neanche a farlo apposta, sono stato contattato da → FoodSaver ← che mi ha proposto di testare una delle sue macchine per il sottovuoto.

 

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Quale occasione migliore di questa: avevo l’argomento e la #FoodSaver FFS005X, una delle migliori macchine per il sottovuoto casalingo!

 

 

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Ed eccomi qua a scrivere quanto sia #SAFeatY il sottovuoto per gli alimenti!

 

Il confezionamento sottovuoto consiste nella rimozione dell’aria dal contenitore dell’alimento che può essere un sacchetto, un contenitore solido o appositi barattoli. In particolare FoodSaver di → accessori ne ha tantissimi ← e alcuni sono compresi nell’acquisto della macchina.

 


Il contenitore in questione deve essere totalmente impermeabile all’aria/ossigeno/vapore acqueo e non tutti i sacchetti che generalmente compriamo al supermercato lo sono. FoodSaver nella sua linea propone i → sacchetti ← a misura standard e rotoli per personalizzarne la lunghezza, concepiti con 7 strati composti alternativamente e ripetutamente da Polietilene (PE) e Nylon (PA) (ovviamente privi di BPA – Bisfenolo A), conferendone l’effetto barriera e la giusta resistenza per il confezionamento, perfetti per la successiva sigillatura ermetica “a caldo”.

 

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ATTENZIONE  →   non sono adatti per la cottura degli alimenti, non è quella la loro funzione!!!

 

Il sottovuoto è una tecnica che utilizziamo per conservare un alimento il più a lungo nel tempo, poiché l’assenza contestuale di ossigeno e umidità inibisce la maggior parte di microrganismi e batteri (muffe, Pseudomonas spp., Enterobatteriaceae) che necessitano, invece, di ambienti ricchi di ossigeno e umidità. Questi microrganismi, spesso alterano visivamente il prodotto e ne modificano addirittura l’odore, così come il colore e la consistenza.

 

Oltre a rallentare la crescita microbica, permettere di rallentare notevolmente le alterazioni chimiche ed enzimatiche del prodotto. Si rallentano le ossidazioni dei grassi e il contemporaneo irrancidimento, si ritarda la perdita di colore, il calo del peso e la perdita di consistenza.

 

Insomma, non rischiate di ritrovarvi una ciabatta al posto della costata o braciola, dopo 2 giorni in frigo o dopo averla tirata fuori dal freezer!!!

 

Il sottovuoto, infatti, consente di conservare il sapore, il profumo, il colore e le proprietà nutrizionali dell’alimento, crudo o cotto che sia.

 

SAFeatY fammi qualche esempio….

 

La carne fresca, mantiene le caratteristiche inalterate per i 5 giorni successivi al confezionamento se mantenuta a temperatura di refrigerazione.
Il pesce fresco normalmente in soli 2 giorni lo ritroveremmo imbalsamato nel frigorifero, ma con la tecnica del sottovuoto, può essere conservato fino a 4 giorni; i formaggi freschi possono essere conservati fino a 2 settimane, quelli semi-stagionati fino a 2-3 mesi e quelli stagionati oltre i 6.

 

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Tutto ciò andrebbe anche a diminuire gli sprechi, soprattutto se andiamo a confezionare i cibi, suddividendoli già in piccole porzioni, aprendole all’occorrenza!

 

Il sottovuoto può prolungare la vita degli alimenti, da 5 a 15 volte…numeri assodati ormai nell’ambito della ricerca alimentare; FoodSaver ne consiglia “5”, proprio perché prolungandone troppo la conservazione si andrebbe ad alterare considerevolmente la freschezza e la qualità finale del prodotto. Addirittura nella sua semplice ed illustrata scheda tecnica spiega quanto sarebbero le stime e le modalità della conservazione dei vari alimenti rispetto la conservazione tradizionale.

 

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Ovviamente le stime indicate sono riferite agli alimenti che non hanno subito eccessive preparazioni o trasformazioni (da parte nostra, salvo per i cibi cotti) che ne hanno compromessa la durabilità a causa delle possibili contaminazioni crociate che occasionalmente avvengono quando prepariamo i pasti a casa.
Le stime si riferiscono anche alla qualità degli alimenti che vengono acquistati al supermercato, se sono agli inizi della loro vita commerciale o vicino alla data di scadenza o al loro deperimento.

 

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Togliendo l’ossigeno che gravita attorno agli alimenti, andiamo ad inibire certamente i microrganismi alteranti, ma andiamo anche a stimolare la crescita di alcuni batteri poco simpatici per la nostra salute. Listeria spp. e Clostridium spp. sono solo alcuni dei microrganismi patogeni che godono della facoltà di “non respirare” l’ossigeno, l’ambiente anaerobio è l’habitat ideale per loro o comunque viene tollerato. Questi batteri patogeni, a differenza degli alteranti che vengono inibiti e che fungevano da competitori, non si rendono manifesti con alterazioni del cibo, e quindi all’occhio nudo il nostro alimento può comunque sembrare invitante!

 

Per evitare, quindi, una pericolosa tossinfezione ma soprattutto per mantenere il nostro alimento più sano e salutare possibile, dobbiamo tener conto di…

…7 veloci accorgimenti fondamentali:

 

Il sottovuoto non sostituisce…

1.

…la cottura degli alimenti, fondamentale per l’eliminazione della quasi totalità dei microrganismi e dei processi degradativi, se l’alimento necessita d’essere cucinato per mangiarlo. Altresì, la cottura è un sistema che rende maggiormente fruibile il cibo ingerito al nostro organismo;

 

2.

…la refrigerazione e/o il congelamento, fondamentali per rallentare i processi enzimatici e inibire la vitalità e il proliferare dei microrganismi patogeni e alteranti (solo se il vostro frigorifero e congelatore rispettano le giuste temperature, 2°- 4 °C max e -18° C).

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RICORDA…

3.

…di confezionare gli alimenti, crudi o cotti che siano, il prima possibile in sottovuoto (entro 2 ore dalla loro manipolazione) per evitare l’inevitabile proliferazione microbica di possibili microrganismi ancora presenti sulla loro superficie.

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4.

…che puoi confezionare una o più porzioni che non hai consumato per poterle gustare in sicurezza dopo qualche giorno, ricordando di conservarle in frigorifero o addirittura in congelatore.

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5.

…di scongelare in frigorifero l’alimento precedentemente congelato e confezionato sottovuoto, così da inibire i microrganismi al suo interno ed escludere successive brutte sorprese. Puoi utilizzare il defrost del forno microonde, ma non superare i 180 watt per 2 minuti…Ah!!! Taglia, ovviamente, un angolo del sacchetto e ponilo in un piatto evitando, così, lo spargimento dei liquidi di scongelamento.

Guarda il mio post sullo → scongelamento sicuro dei cibi ←, ti sarà utile!

 

6.

…i sacchetti non sono fatti per cucinare il prodotto al suo interno ma per conservarlo al meglio, ovviamente sopportano discretamente le alte temperature, ma non superare i 70°C.

 

7.

…evita le contaminazioni crociate: non riutilizzare i sacchetti con cui hai conservato gli alimenti crudi per conservare quelli cotti.

 

Ci sono alimenti secchi non deperibili, con un basso grado di umidità e acqua libera al loro interno come: pasta, i prodotti da forno, piccoli stuzzichini (frutta secca, biscotti, cracker o altro sbriciolabile…ecc), che non necessitano della refrigerazione.

 

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Per questo tipo di alimenti #FoodSaver ci aiuta tantissimo a mantenerne le fragranze, la friabilità e il giusto grado di consistenza, evitando l’ossidazione e l’irrancidimento, grazie al → barattolo ← che è in dotazione con la macchina…non vorrei essere di parte, ma è fenomenale!

 

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Grazie alla sua chiusura ermetica, creata dal sottovuoto, si mantengono inalterate le caratteristiche degli alimenti, mantenendo lontano lo sviluppo di muffe e batteri alteranti, che andranno a formarsi con il tempo a causa dell’accumulo di umidità e permeazione dell’ossigeno, proteggendo gli alimenti stessi da probabili insetti infestanti. Meglio di così?!

 

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Il → Nuovo modello FFS005X ← è bello, compatto, leggero…così funzionale che la mia ragazza ne vorrebbe uno per se; d’altronde abitando da sola vicina all’università, gli è comodo suddividersi la spesa in piccole porzioni da poter consumare durante la settimana, scongelando una porzione alla volta senza sprecare il cibo, risparmiando sulla “paghetta”.

 

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Il coperchio è solido e sicuro, piacevole al tatto, anche perché solo toccando la superficie perfettamente satinata, sembra di toccare il retro di uno degli ultimi modelli di smartphone.
La satinatura inoltre diminuisce la visibilità di alonature o le classiche ditate.

 

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L’accuratezza della linea ne conferisce la solidità, lo chassis di plastica nera, ne regala la giusta maneggevolezza, togliendo la paura di poter rovinare la macchina, anzi conferendone una praticità particolarmente elevata.

 

Penso d’aver aperto e chiuso lo sportello una ventina di volte in soli 3 minuti da quando l’ho visto: Troppo divertente!!!

 

Le linee e gli inserti verdi? Ci stanno e ne regalano il giusto brio.

 

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La chiusura del coperchio, chiamata anche “fermo” o “chiave”, è fin troppo semplice da usare ed è posta sul fianco.

Questa può ruotare in 3 diverse posizioni a seconda dell’utilizzo della macchina:
• “chiusura” (ferma il sacchetto e accende la macchina automaticamente);
• “conservazione” (la macchina è spenta e si può riporre ovunque);
• “apertura” (dello sportello).

 

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Per eseguire la chiusura, bisogna girare la “chiave” con un po’ di fermezza, poiché questa va a sigillare ermeticamente il sacchetto e la loggia che andrà ad aspirare l’aria.

 

Per valutare la “difficoltà” d’utilizzo, dopo averci giocato (giocato perché è semplice ed intuitiva), l’ho data a mia mamma, la “tradizionalista” in cucina per eccellenza.
All’inizio era preoccupata e scettica, non sapeva dove posizionarla sul piano della cucina, ma quando ha capito che una volta utilizzata poteva riporla in posizione verticale sul lato posteriore, aveva già trovato la zona giusta dove poterla collocare, facendo anche la sua bella figura!!!…Lasciate fare a Maria Rita!!!

 

La facilità d’utilizzo sta anche nei tasti intuitivi concentrati in 1 unico pannello di controllo. I 6 tasti affiancati dai led sono perfetti per tutte le funzioni che ci saltano in mente, anche solo per chiudere ermeticamente i sacchetti senza prelevare l’aria al suo interno, oppure per utilizzare gli accessori. Insomma, non ne aggiungerei altri. Per fortuna FoodSaver ha messo un pulsante per ogni funzione.

 

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“PULSE”, per esempio, è la funzione perfetta per i formaggi a pasta molle. Permette di estrarre quanta aria si vuole, senza correre il rischio di fare una “sottiletta” o riempire il motore della macchina di formaggio. È proprio pensata per i cibi delicati!

 

Durante il funzionamento la macchina risulta comunque gradevole ed è uno spasso guardarla aspirare tutta l’aria dall’interno dei sacchetti. Io stesso ho fatto tantissime prove in questi mesi e i sacchetti oltre a mantenere il sottovuoto, aderiscono completamente alla forma degli alimenti, non lesionandosi se questi sono particolarmente irregolari o addirittura spigolosi. Ho sperimentato i sacchetti con varie tipologie di alimenti, ad esempio con un formaggio a pasta dura o utilizzando le noci ricche d’increspature e cavità che contengono aria…beh, missione compiuta!

 

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Una cosa molto curiosa, che normalmente accade, è “l’imbrunimento” della carne cruda, una volta posta sottovuoto. È un fenomeno normalissimo e reversibile, dovuto ad un cambiamento di stato della mioglobina non più a contatto con l’aria e quindi una buona percentuale di ossigeno, che va a modificare il pigmento rosso vivo in rosso brunastro o addirittura bruno scuro, specialmente se alcune fette sono sovrapposte all’interno della confezione…quindi niente panico, è fisiologico e non dovete buttare via nulla. Basterà lasciare la carne per pochi minuti a contatto con l’aria, affinché l’apparente alterazione tenderà a risolversi riassumendo un colore più vivace e allettante.

 

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Ultime 3 cose da sapere…FONDAMENTALI E CHE FANNO LA DIFFERENZA!!!

Alla fine nomino anche il PARTICOLARE più #SAFeatY!!!

 

#1

I → sacchetti  ← FoodSaver hanno 2 lati differenti, un superiore in cui ci si può scrivere tranquillamente cosa abbiamo congelato, con un pennarello indelebile…

Si SAFeatY, fin qui tutto normale!

Lo strato inferiore è magico! Anzi, è super-intelligente, la sua composizione interna che si può notare ad occhio nudo, è composta da speciali zigrinature e strati interni che ne conferiscono una tecnologia speciale, che evita la classica bruciatura da congelamento.

 

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Questo difetto, che spesso riscontriamo in alcuni dei nostri prodotti confezionati in sacchetti tradizionali deposti in congelatore, non sono altro che semplici scottature da freddo per contatto diretto tra la matrice alimentare e la superficie congelante. FoodSaver con questi particolari sacchetti, evita questi spiacevoli inconvenienti grazie alla peculiare corrugazione di questi sacchetti, conferendo all’alimento una maggiore edibilità anche da un punto di vista visivo.

In questo sito troverete tutti gli → accessori ← necessari per sbizzarrirvi, ma soprattutto per venire incontro alle vostre necessità quotidiane e alle necessità degli alimenti, mantenendoli salubri sino a quando non deciderete di consumarli.

 

#2

Un accessorio che non sono riuscito a esaminare, ma che accende non poco la curiosità di #SAFeatY, è il → “QUICK MARINATOR” ←, un apposito contenitore utilizzabile anche per contenere normalmente la classica “gavetta” per il pranzo (nel → catalogo ← c’è ne sono di diverse forme utili ai più disparati scopi); dove la funzione è quella di accelerare la marinatura utilizzando la tecnica del sottovuoto con la carne, il pesce e la verdura, riducendo drasticamente la classica marinatura lunga ore e ore proprio perché si andrà a far permeare all’interno dell’alimento la marinata, utilizzando il vuoto spinto.

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Vorrei suggerirti 2 regole fondamentali: le più importanti!!!

  • Dove marinare: marinate sempre mantenendo il cibo nel frigorifero, non sul piano della cucina. Ciò evita l’incremento di possibili cariche microbiche presenti nell’alimento, garantendone una maggior salubrità e un minor deperimento.
  • Riusare la marinatura: non riutilizzare mai la marinata usata su carne cotta (pollo, vitello, suino, pesce), se non previa bollitura distruggendo così i batteri che possiamo definire “cattivi”. Se si prevede di utilizzare un po’ della marinata come condimento è opportuno prepararla al momento.

Insomma non potevo astenermi dal consigliarvi come usare al meglio una genialata come questa di #FoodSaver , anzi se vuoi qualche una GUIDA completa per marinare alla perfezione → CLICCA QUI! ←

 

[bctt tweet=”E per ultima cosa…IL PARTICOLARE Più #SAFeatY della #FoodSaver !!!” via=”no”]

 

#3

LA VASCHETTA RACCOGLI GOCCE, REMOVIBILE!
Già in altri → post ← ho sottolineato più volte quanto sia importante la sanificazione degli utensili e delle superfici in cucina, per evitare contaminazioni crociate e di conseguenza delle probabili contrazioni di malattie di origine alimentare, a volte pericolose per le persone meno in salute.
Non c’è oggetto più semplice che possa essere sanificato se non quello di ridotte dimensioni, estraibile, di semplice manifattura, ma soprattutto resistente! Il raccoglitore è parte necessaria per la completa avvenuta del sottovuoto con FoodSaver. Infatti, questo raccoglitore è il luogo dove viene riposta l’estremità aperta del nostro sacchetto e da dove verrà prelevata l’aria.

 

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Al momento del sottovuoto, durante la sottrazione dell’aria, spesso ci si trova difronte ad alimenti che rilasciano la propria porzione liquida (carne e prodotti succulenti…ecc). Il raccoglitore opportunamente studiato a questo scopo, raccogliere perfettamente tutto ciò che viene estratto, se pur in piccole parti, durante le operazioni di estrazione dell’aria. In aggiunta questo accessorio è facilmente pulibile e sanificabile, addirittura in lavastoviglie.
Il tutto senza dover pulire l’intera macchina, rendendola sicura dal punto di vista igienico-sanitario.

 

[bctt tweet=”#FoodSaver con la sua FFS005X è #SAFeatY al 100%!” via=”no”]

Ora devo solo stare attento a mia mamma e alla mia ragazza che non si rubino a vicenda la mia FFS005X!!!

Ma il vero risultato finale è che mia mamma ha organizzato il frigorifero e il freezer limitando gli sprechi e ottimizzando le porzioni che in seguitò andrà a scongelare, soprattutto riuscendo ad avere alimenti di una qualità molto superiore a quella che avevamo prima…adesso si può!!!

 

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…La mia ragazza invece? Abitando da sola per motivi di studio, ha diminuito la spesa settimanale, organizzandosi un menù fenomenale con le ricette e i consigli che trova sull’app di → #Fuudly  ← reparandosi le giuste porzioni preventivamente che poi conserva sottovuoto in frigorifero durante la sua permanenza fuori sede.

 

Volete qualche informazione in più? Andate tranquillamente sul sito della → FoodSaver ← o collegatevi alla pagina di → Facebook!!! ←

 

Non scordatevi di essere #SAFeatY e se ti va, condividi il post oppure scaricati l’app  di → #Fuudly!!! ←

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Raccomandazione: ricorda sempre di lavarti le mani prima e dopo aver manipolato i cibi!!! (ECCO LA GUIDA!)

 

Ora condividi questo post così tutti diventano un po’ più #SAFeatY come te!!!safeaty

Grazie mille!!!

Come scongelare i cibi in modo sicuro: 4 METODI!

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Hey, #foodl♥ver sono tornato!!!

 

La terapia “SAFeatY-intensiva” sta dando i suoi risultati!!!

Come ben sai mia mamma e i miei amici, sono sott’osservazione,  la cura li sta cambiando radicalmente…

 

[bctt tweet=” …la voglia di essere SEMPRE Più #SAFeatY li sta trasformando!!! ” via=”no”]

 

Oggi ti parlo proprio dell’ultima pillola che gli ho “propinato”.

 

Sarò veloce, e per questo ti chiedo di condividerla appena avrai finito di leggere questo post, per soli amanti del cibo!!!

 

Ti è mai capitato di aprire il freezer, prendere un alimento congelato, metterlo su un piatto o all’interno di un contenitore, vicino al lavello o sopra il piano cottura per lasciarlo scongelare,  partire per andare al lavoro o a lezione? Anzi, per andare a fare la spesa, oppure del sano shopping? (Questo è ciò che fa mia mamma)

 

Ti è mai capitato di aver messo a scongelare un alimento a temperatura ambiente??? (Questo è quello che fa la mia ragazza, mettendolo fuori dalla finestra… solita esagerata!!!)

Aspetta…ne ho un’altra!!!

Ti è mai capitato di prendere un pezzo di pollo o carne e metterlo sotto l’acqua calda per farlo scongelare in fretta??? (Scoprendo in un secondo momento che ti stai per mangiare una spugna inzuppata, invece del pollo??…Ah! Dimenticavo che questo lo fa il mio amico Alessandro!!!)

 

[bctt tweet=”Don’t worry!!! Be #SAFeatY!!!” via=”no”]

 

Oggi scoprirai 4 metodi per scongelare gli alimenti!!!

 

Purtroppo nessuno dei metodi che ho scritto sopra sono sicuri per evitarti una brutta e possibile malattia di origine alimentare a causa delle più comuni e piccole accortezze che ci dimentichiamo di avere, un po’ per la vita frenetica e un po’ per pigrizia.

 

Campylobacter jejuni, Clostridium botulinum, Clostridium perfringens, E. coli, Salmonella, Staphylococcus aureus, Shigella, Listeria monocytogenes, ecc… Sono alcuni dei batteri patogeni che si annidano negli alimenti che ogni giorno mangiamo, crudi o cotti. Proprio questi, come anche i più innocui batteri che alterano i nostri cibi, sono presenti in quantità variabili e dipendono dalla natura, composizione, trasformazione degli alimenti ma, soprattutto,  dalla loro conservazione.

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Come già ti raccontavo nei post precedenti, i batteri per moltiplicarsi  hanno bisogno di tempo e  condizioni opportune, in special modo  necessitano di temperature che oscillano tra i  5° C ai 60°C. Ciò comporta gravi pericoli facilmente intuibili, ad esempio il moltiplicarsi esponenzialmente che per alcune specie avviene anche ogni 20 min in condizioni ottimali.

 

Al contrario di ciò che si può pensare, il congelamento e il surgelamento non “uccide” o elimina tutti i microrganismi (batteri alteranti e patogeni, muffe, lieviti), anzi questo metodo di conservazione, li rende solo quiescenti (cioè li conserva assieme all’alimento) e li inattiva, bloccandone o limitandone quasi al minimo la loro moltiplicazione, che si andrà a riattivare con il scongelamento.

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Ovviamente, alcuni di essi non resistono a queste temperature in quanto lo stesso soma cellulare cede alla bassa temperatura. Le basse temperature, generalmente adoperate nei nostri congelatori -18/-20°C rallentano o addirittura frenano la moltiplicazione batterica ma non bloccano il “lavoro” degli enzimi prodotti e utilizzati dagli stessi che continuano, inesorabilmente, il loro lento lavoro di “deperimento”!

 

! • ATTENZIONE A COME LI SCONGELIAMO • !

 

un passo alla volta…

  • Il congelamento è un metodo casalingo di conservazione per mezzo del freezer, che porta l’alimento a -18°C con tempi lunghi che si dilatano tanto più grosso e spesso è il nostro alimento, formando dei macrocristalli di ghiaccio che molte volte vanno a danneggiare la struttura cellulare del nostro alimento, come ad esempio succede per i prodotti carnei, dove i macrocristalli, rompono i tessuti muscolari, con la conseguente perdita della parte plasmatica del tessuto muscolare, diminuendo cosi la succosità delle carni con lo scongelamento.safeaty

 

  • Il surgelamento è un metodo industriale che consiste nel portare l’alimento ad una temperatura inferiore a quella del congelamento, tra i -18°C e i -40°C, in brevissimo tempo e con la formazione di microcristalli di ghiaccio, riducendo al minimo le lesioni nel nostro alimento.

 

Nella fase di scongelamento, bisogna proprio porre attenzione a come vengono scongelati i nostri alimenti, a seconda se questi sono stati congelati o surgelati.

 

[bctt tweet=”COME SI SCONGELA UN ALIMENTO CONGELATO, #SAFeatY?” via=”no”]

 

#1

SCONGELARE IN FRIGORIFERO

È il metodo più sicuro fra tutti, ma anche il metodo più lungo, ci vogliono  circa 24 ore, o comunque  un tempo “paradossalmente” lungo ma commisurato alla pezzatura dell’alimento.

Il più sicuro perché mantiene il nostro alimento ad una temperatura idonea per limitarne al minimo la moltiplicazione batterica, preservandolo da proliferazioni che potrebbero alterarlo o peggio moltiplicarsi microrganismi patogeni per l’uomo.

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→ ATTENZIONE:

  • Riponilo all’interno di un contenitore, così che l’acqua o i liquidi che rilascia non vadano a contaminare altri alimenti all’interno del frigorifero.
  • Solo il cibo scongelato in frigorifero può essere ricongelato senza cottura, proprio perché la sua carica microbica viene limitata dalla bassa temperatura del frigorifero (per evitare il rischio, ti consiglio di cuocerlo prima del ricongelamento), ovviamente tutto va a discapito della qualità organolettica e nutritiva dell’alimento stesso (una ciabatta è più nutriente e più gradevole al palato se pensiamo ad una bistecca).
  • Ti consiglio, comunque, di consumarlo entro le 24 ore dall’avvenuto scongelamento.

 

#2

SCONGELARE NEL FORNO A MICROONDE

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È il metodo più veloce, ovviamente impostando lo specifico programma permette uno scongelamento uniforme anche se non sempre è proprio così efficace essendo, il microonde, uno strumento che mobilita le molecole acquose creando attrito e, quindi, calore. Proprio per questo motivo, le parti più esposte e meno ricche di “volume” tendono a decongelarsi più velocemente essendo sottoposte ad una accelerazione maggiore rispetto altre parti dello stesso alimento con un volume maggiore. Ciò provoca una lieve e periferica cottura non voluta che “rovina” l’aspetto dell’alimento nel caso di una bistecca, per esempio.

→ ATTENZIONE:

  • Gli alimenti scongelati nel forno a microonde devono essere cotti immediatamente poiché l’iniziale e rapido scongelamento porta l’alimento alla temperatura ottimale per la crescita dei microrganismi patogeni (quelli più pericolosi) nonché di quelli alteranti.

 

#3

SCONGELAMENTO SOTTO ACQUA FREDDA

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Un metodo alternativo ma primitivo al microonde e più veloce del frigorifero, è quello di scongelare l’alimento in corrente d’acqua fredda ma richiede maggiore attenzione e tempo.

→ ATTENZIONE:

  • L’alimento deve essere contenuto in un sacchetto o contenitore chiuso ermetico per evitare che si possa contaminare nell’ambiente circostante e, soprattutto se pensiamo alla solita bistecca, per preservarla dall’effetto “spugna” a cui andrebbe contro. Il contenitore o sacchetto chiuso con l’alimento, va immerso in un contenitore più grande e con acqua di rubinetto fredda, cambiandola ogni 30 minuti, così da favorire uno scongelamento continuo (di poche ore), mantenendolo però le basse temperature.
  • Gli alimenti scongelati nell’acqua fredda devono essere cotti immediatamente o in tempi brevi. Ciò detto per il microonde può essere considerato anche per questo metodo di scongelamento se si desidera “ricongelare” l’alimento.

 

Beh ma #SAFeatY, come si scongela un alimento surgelato???

 

Per ultimo, ma il più rapido di tutti!!!

 

#4

CUCINARE SENZA SCONGELARE!!!

Ve lo avevo assicurato che era il più rapido di tutti!!!

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Gli alimenti surgelati possono essere cotti direttamente in padella, ad alte temperature, in acqua, in olio o in forno, senza compromettere le loro caratteristiche reologiche e soprattutto senza alterarne la loro consistenza primitiva a differenza, invece, di quelli congelati.

→ ATTENZIONE:

  • Se per caso il vostro alimento surgelato ha trascorso troppo tempo fuori dal frigorifero, non ricongelarlo, ma mettilo in frigorifero per consumarlo nei giorni successivi!!
  • In questo caso ricordate che il tempo di cottura dovrà essere ridotto in quanto l’alimento, ora, si trova in uno stato di “decongelamento”!!! Tenetelo a mente !!!

 

 

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FINITO…te l’avevo detto che era una “pillola”!!!

…Ora corri a tirar fuori dal freezer qualcosa per cucinarlo a pranzo…o a cena!!

 

Ah aspetta, prima di farlo, condividi questo post!!! Saremo tutti un po’ più #SAFeatY alla fine!!!

Grazie!!!

 

 

Fonti:

www.foodsafety.gov

US Food and Drug Administration www.fda.gov

US Department of Agriculture – Food Safety and Inspection Service www. fsis.usda.gov

IZS-Torino www.izsalimento.izsto.it/palimenti/

 

 

Sei un vero #foodlover? Il tuo frigorifero deve essere così!!!

La primavera è arrivata e non esiste #fuudler che prima di aver visto sbocciare il primo tulipano, non abbia fatto ciò che vi sto per dire!

 

Se non hai ancora avuto il tempo, #SAFeatY è qui per te e per ricordarti come farlo, fatto bene.

 

La primavera, porta con sé il sole, le belle giornate, il profumo, l’aria fresca, ma anche le fatidiche pulizie…il terrore della maggior parte degli uomini, una fatica per la maggior parte delle donne, una prova di forza e di nervi per tutti, ma che regala sempre e comunque una piacevole e felice soddisfazione d’avercela fatta.

 

Molto spesso però le pulizie che dovrebbero essere fondamentali sono le ultime a farsi strada fra i mille pensieri di tutti i giorni, anche se è arrivata la primavera.

Il frigorifero è da considerarsi l’elettrodomestico più importante per un’abitazione infatti non appena acquistiamo del cibo lo riponiamo, quanto prima al suo interno.  

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Essendo un elettrodomestico che custodisce preziosamente le nostre fonti alimentari e quindi particolarmente delicato deve, altrettanto, ricevere le nostre maggiori attenzioni che, banalmente, si riducono ad alcune periodiche pulizie.

 

In questa nuova rubrica, scoprirai come sanificare il tuo frigorifero, come organizzare al suo interno gli alimenti a seconda delle loro origini e delle nostre esigenze.

 

Se seguirai accuratamente questa rubrica, anche tu, diventerai #SAFeatY dipendente!!!

greg-grigioQuanto sono puliti i frigoriferi nelle nostre case?

Non così tanto quanto possiamo immaginare, anzi, il frigorifero è un vero e proprio resort dei batteri.

 

Al suo interno, infatti, albergano numerose colonie batteriche e diverse specie di muffe, veicolate nei nostri frigoriferi attraverso i cibi e le diverse derrate alimentari che vi riponiamo. Tra questi microrganismi ne possiamo elencare alcuni che sono per lo più i batteri innocui come Pseudomonas spp., considerati veri e propri batteri alteranti dei cibi, talvolta però troviamo anche batteri patogeni (batteri cattivi, che però in genere non alterano le caratteristiche chimico-fisico  e organolettiche, ovvero il colore , il sapore, l’aspetto dell’alimento e le caratteristiche nutrizionali). Tra i batteri patogeni noti si possono elencare: Salmonella spp., Bacillus cereus, stafilococchi coagulasi positivi, Yersinia enterocolitica e Listeria monocytogenes che tra i patogeni riesce a sopravvivere e a moltiplicare anche a basse temperature, come quelle di refrigerazione dei nostri elettrodomestici.

 

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Queste popolazioni microbiche sono state confermate anche da uno studio effettuato su 293 frigoriferi dall’Area di Ispezione e Igiene degli Alimenti dell’Università di Padova e da uno studio portoghese (Azevedo et al., 2005). Gli autori, hanno dimostrato che la maggior parte dei microrganismi si annidano nelle parti più basse e/o in pendenza dei nostri apparecchi, per essere più chiari, nell’ultimo ripiano in basso sopra lo spazio riservato ai contenitori degli ortaggi, nel quale si raccolgono le gocce di condensa dei ripiani superiori. Infatti, tali gocciolii trascinano nelle parti sottostanti flore microbiche che avevano colonizzato precedentemente i ripiani superiori.

 

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La refrigerazione degli alimenti è importantissima, in quanto rallenta, inibisce o impedisce la moltiplicazione e la sopravvivenza di molti microrganismi, così come la cottura a temperature superiori ai 60 °C (al cuore del prodotto), in questo modo si inattivano la maggior parte delle flore microbiche le quali, altrimenti troverebbero terreno fertile per moltiplicarvi più e più volte, ad esempio raddoppiando ogni 8 o 20 minuti la loro quantità.

 Proprio queste due azioni: la refrigerazione e la cottura a temperature elevate conferiscono perciò buona parte della salubrità dei nostri cibi.

 

[bctt tweet=”Come ci arrivano questi batteri, dentro il frigorifero, #SAFeatY ??? ” via=”no”]

Li portiamo noi, con i nostri alimenti!

 

Passiamo alla pratica!

 

Il frigorifero di un amante del cibo non può che essere sanificato alla perfezione!

La sanificazione però deve essere preceduta da alcuni consigli fondamentali…anche per un #foodl♥ver!

 

Eccone 10…sono velocissimi!!

 

#1

VERIFICA LA TEMPERATURA ALL’INTERNO DEL TUO FRIGORIFERO

La temperatura interna deve essere in media di 4-5 °C per conservare nel modo migliore i tuoi cibi, bloccando la crescita della maggior parte dei microrganismi presenti.

Come verificare la temperatura ? Poni un normale termometro all’interno del frigorifero sui diversi scomparti o ripiani, in questo modo potrai verificarne l’efficienza e regolarne la potenza, abbassando o alzando la temperatura.

 

#2

OGNI ZONA DEL FRIGORIFERO MANTIENE TEMPERATURE DIVERSE

Il punto più freddo??? La mensola più bassa (circa 2-3 °C), subito sopra il cassetto della frutta e verdura .

La parte meno fredda? Lo sportello…

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#3

NON CONSERVARE GLI ALIMENTI OLTRE LA LORO DATA DI SCADENZA

L’ovvietà più grande del mondo, ma non molti sanno che oltre a perdere le caratteristiche tipiche iniziali (profumo, gusto, consistenza), l’alimento può anche rappresentare un pericolo per chi lo mangia, ma anche per gli altri alimenti che sono adiacenti in fianco, all’interno del frigo (confezione aperta).

 

#4

OGNI ALIMENTO HA LA SUA TEMPERATURA DI CONSERVAZIONE

Carne cruda e pesce (eviscerato e lavato deve essere consumato entro 24 ore) devono sostare nella parte più fredda (quindi il ripiano più basso).  Nella parte centrale (4-5 °C) è adatta alle uova (all’interno della loro confezione che le protegge e ne assorbe dall’umidità del frigorifero), latticini, dolci a base di creme e panna oppure alimenti da conservare in frigo, dopo l’apertura.

Le parti più calde del frigorifero (porta, cassetti per la verdura, mensola più alta) possono tenere le verdure e la frutta (che si possono danneggiare con le basse temperature), o alimenti che necessitano solo di una leggera refrigerazione (bibite, burro, condimenti, wurstel…ecc).

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#5

NEL FRIGORIFERO NON CI SI METTE TUTTO

Alcuni alimenti potrebbero essere danneggiati dalle basse temperature come ad esempio la frutta esotica, gli agrumi (li fa diventare amari), i pomodori, i fagiolini, i cetrioli e le zucchine, per non parlare del pane o della frutta e verdura che deve ancora maturare (molte volte le banane) o di alimenti in scatola.

 

#6

NON RIPORRE MAI IN FRIGORIFERO ALIMENTI TROPPO CALDI

Non troppo caldi, ma non aspettare che si raffreddino troppo a lungo dopo averli preparati. Entro le 2 ore dalla cottura o dalla preparazione (oltre, se ne sconsiglia il consumo per il rischio di una tossinfezione alimentare), metti in frigorifero l’alimento, in quanto l’abbassamento della temperatura, limita esponenzialmente la crescita microbica.

 

#7

FAI ATTENZIONE ALLE CONTAMINAZIONI CROCIATE

Separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti per essere consumati: questo ti permetterà di evitare che i microrganismi, forse presenti nei primi, siano trasferiti ad alimenti che non subiranno più una cottura prima del consumo. Trasferimento che avviene per contatto o per movimenti d’aria (per le muffe in genere).

safeaty

#8

UTILIZZA CONTENITORI PULITI E CHIUSI

Per evitare la #7 e quindi una possibile tossinfezione alimentare. Conserva gli alimenti che hai preparato o quelli che hai messo in tavola in contenitori puliti e chiusi (soprattutto per gli alimenti crudi come carne, pollo, pesce…ecc), oppure confezionati con pellicola da alimenti o carta stagnola , magari suddividendoli ovviamente per tipo di alimento e suddividendolo in piccole quantità, favorendo così un veloce raffreddamento (per l’appunto sono ottimi i contenitori bassi) rimediando al punto #6. Ciò evita anche la possibile perdita di gocce/pezzi o il contatto fra gli alimenti vicini e sottostanti (evitare i piattini).

 

#9

IL FRIGORIFERO NON è UN MAGAZZINO

Sovraccaricare di alimenti il frigorifero, non è una buona cosa, l’aria fredda al suo interno deve poter circolare liberamente attorno ai cibi, in caso contrario purtroppo la distribuzione della temperatura non sarà uniforme.

safeaty

#10

SANIFICA IL TUO FRIGORIFERO…molto più spesso di quanto dovresti !

L’ho tenuto per ultimo perché è il più importante di tutti…

Il frigorifero è il nostro EL DORADO, contiene il vizio più amato degli italiani: “GOLA”.

Proprio per questo deve essere mantenuto pulito e sanificato in profondità. La sanificazione è costituita da due fasi che devono essere svolte in successione: la #detersione e la #disinfezione. La prima consiste nell’eliminazione dei residui grossolani e la seconda invece comporta la “distruzione” della maggior parte dei batteri sia patogeni e non.

 

Per sanificare completamente le superfici interne del tuo frigorifero (ripiani, pareti e cassetti), ho scritto una semplice

→  GUIDA RAPIDA PER LA SANIFICAZIONE  ←

 

 

 

Ecco caro #fuudler …ora sei un po’ più #SAFeatY !!! Se vuoi esserlo al 100%, condividi questo post sui tuoi social e su Fuudly.com e aggiungi l’hashtag: #SAFeatY

 

Leggi anche gli altri post qui sotto, lasciami un commento e condividi, perché tutti possano essere sempre più SAFeatY!!!

 

 

Fonti:

Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Cuneo ⋅ www.veterinaricuneo.it

Ministero della Salute ⋅ www.salute.gov.it

Istituto Superiore della Sanità ⋅ RAPPORTI ISTISAN 06/27

United States Department of Agriculture – Food Safety and Inspection Service ⋅ www.fsis.usda.gov

American Public Health Association ⋅ www.apha.org

 

I tuoi utensili da cucina ti implorano: SANIFICACI!!!

Eccomi ancora qui con #SAFeatY …perdonate la lunga attesa ma sono nel pieno della sessione d’esami!!!

 

L’altro giorno, mia mamma stava preparando un ottimo pranzo!
Hai presente quando senti da lontano il profumo del tuo piatto preferito?

Quella sensazione è, a dir poco, eccezionale!!!
Un profumo unico che non sentirai nei ristoranti o in qualche altra casa e cucina, solo nella tua, solo nel piatto cucinato da qualcuno che sa come lo desideri!!!

 

Capita anche a te?

Beh, dopo ti dico cosa stava preparando, ma prima ti voglio raccontare COME lo stava preparando!!!

 

Sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli, vedevo alcuni strofinacci, un tagliere, dei coltelli, un piattino su cui appoggiare cucchiaio e forchetta necessari per mescolare le squisitezze in cottura, della verdura nel lavello, rotolo di scottex…insomma, una cucina sotto-sopra!!!
Ma quello che stava cucinando sapevo che sarebbe stato davvero troppo, troppo, troppo, troppo, stra-buono !!!

Troppo, troppo, troppo, troppo, stra-buono, ma anche abbastanza #SAFeatY???

 

—> #SAFeatY , portami subito alla GUIDA!!! <—

 

Assieme attraverso il post “Se non ti lavi le dita: rischi per metà” e “MANI: 5 cose che non sai!“, abbiamo scoperto l’importanza di lavarci le mani, prima di manipolare gli alimenti e durante la loro preparazione, per prevenire le probabili tossinfezioni alimentari. Quest’ultime, generalmente, causate da alcuni microrganismi patogeni per l’uomo e da altri che lo diventano se ingeriti in quantità particolarmente abbondanti con gli alimenti.

 

piatti

Molto spesso, infatti, questi episodi accadono quando inavvertitamente si “incrociano” alimenti crudi e cotti, situazione in cui avviene un trasferimento dei microrganismi presenti nei cibi crudi in quelli cotti. Proprio in quest’ultimi, i microrganismi, trovano un ambiente a loro favorevole per moltiplicare e, quindi, aumentare il loro numero, di conseguenza aumenta anche la loro capacità (per numero) di essere “cattivi/aggressivi” sfociando in episodi di tossinfezione alimentare.

greg-grigioIn questo caso le superfici sono il luogo in cui avviene il trasferimento, ma anche l’uomo, con le proprie mani, è protagonista e veicolatore di microrganismi in quanto toccando un alimento e poi un altro può trasferire parte della popolazione microbica presente sulla superficie di quell’alimento nell’altro o, addirittura, sulla superficie di lavoro in cui si stanno preparando o porzionando cibi cotti nella quale precedentemente sono state lavorati cibi crudi.
Oltre alle nostre mani, quando facciamo i cuochi provetti o ci cimentiamo nel preparare qualcosa di “commestibile”, molto spesso ci aiutiamo con mestoli, coltelli, taglieri, scola pasta, lecca pentole, strofinacci, spugnette, piatti e piattini, forchette e cucchiai…e chi più ne ha, più ne metta.

 

Hai capito dove voglio arrivare???

 

Ebbene si! Tutti parlano di come pulire gli utensili, le stoviglie e le superfici utilizzate per preparare i cibi, ma pochissimi dicono che questi devono essere sanificati.

 

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What’s? Ma cosa intendi per sanificati?

 

La sanificazione è costituita da due fasi che devono essere svolte in successione: la #detersione e la #disinfezione. Quest’ultima, per essere efficace, necessita sempre di un’accurata detersione e solo nei casi in cui lo sporco non è eccessivo le due fasi possono coincidere.

 

#1

La DETERSIONE consiste nell’eliminazione dei residui grossolani: del sugo, liquido (o sudiciume) sversamento di cottura e altro rilasciato dagli alimenti che si stanno preparando, tagliando, “squartando” oppure sbucciando che finiscono sulle superfici più prossime o addirittura a contatto con i cibi durante la loro preparazione. (grasso, sangue, aromi…).

 

#2

La DISINFEZIONE, invece, comporta la “distruzione” della maggior parte dei batteri sia patogeni e non.

 

[bctt tweet=”Ma perché devo sanificare #Safeaty ?” via=”no”]

 

Sulla base di quanto sostenuto da Scott nel 2001, la maggior parte delle tossinfezioni, in ambito alimentare, avviene proprio perché si tende a sottovalutare l’operazione di sanificazione delle superfici e degli strumenti necessari per le preparazioni culinarie che, inevitabilmente, entrano a contatto con germi che, a loro volta, possono essere addirittura patogeni veicolati dalla superficie dei cibi, dalle nostre mani e dalle confezioni che raccolgono gli alimenti acquistati. Proprio in queste superfici, dove appoggiamo tutto, avvengono per promiscuità le contaminazioni crociate: cucchiaio–piattino–coltello–carne–tagliere (ecc….)

 

Preparing food

Ad aggravare la condizione è il tempo. Ovvero consumare il cibo a distanza di tempo dopo averlo preparato, aiuta e crea le condizioni favorevoli ad eventuali microrganismi casualmente depositati, a seguito di contatto crociato sulla superficie, di potersi moltiplicare esponenzialmente. Se questa moltiplicazione interessa microrganismi patogeni quali Salmonella spp, E. Coli, Staphilococcus aureus , a situazione si trasforma in probabile e potenziale tossinfezione quasi certa.

 

Lo sbaglio nel quale si può incorrere, è l’utilizzo di tantissimi oggetti che una volta utilizzati per preparare un alimento crudo (carne, pollame, prodotti della pesca crudi,…ecc), vengono lavati frettolosamente (a volte neppure lavati) e asciugati sugli strofinacci, magari lasciando su questi anche residui di alimento.

 

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Questi, infatti, possono essere terreno fertile per la moltiplicazione di batteri, che verranno trasportati e diffusi, non appena con lo stesso strofinaccio, si andrà ad asciugare altre superfici, taglieri, mani, coltelli…ecc…già contaminati perché non sanificati, quindi raddoppiandone la pericolosità. Alla fine se non ci si adopera per detergere e sanificare bene le superfici di contatto dei nostri strumenti, il viaggio dei microrganismi veicolati da tutti questi contatti superficiali, si conclude bellamente in una insalatona (alimento crudo).

 

Situazioni simili a queste, più semplici o più complesse, sono l’ordine del giorno in tantissime cucine…ma #SAFeatY è qui per farci diventare tutti un po’ più consapevoli e attenti!!!

 

Molte volte viene considerata igienizzata una superficie porosa o con graffi, quella eseguita con lo strofinaccio umido/spugna (perfetti “serbatoi” per la moltiplicazione batterica), in realtà, in questo modo, si ottiene un effetto “diffusivo” dello sporco che viene “spalmato” in altre con la nostra spugna!!

 

Ok!!! Arriviamo al sodo!!!

 

[bctt tweet=”Come possiamo sanificare tutti i nostri utensili da cucina, #SAFeatY ???” via=”no”]

 

ECCO LA GUIDA!!!cropped-eat-1-e1449772519565.png

 

# DETERSIONE

di utensili e superfici
  1. Rimuovere/asportare con forza lo sporco grossolano (pezzi di alimenti), liquidi di cottura sversati o l’olio dell’alimento e il ciò che è dell’alimento e che è visibile;
  2. Risciacquare con acqua calda (45°C) per aiutare lo scioglimento dei grassi favorendone il distacco, attenzione però che la temperatura dell’acqua non deve superare i 60°C per non “cuocere” le proteine/zuccheri/grassi rendendoli tenacemente adesi alle superfici. (Per le parti smontabili e gli utensili sono sufficienti circa 15 minuti in immersione);
  3. Applicare un detergente: tensioattivo per poter rimuovere la parte di residui alimentari (proteine e grassi) che non si sciolgono in acqua. Per i taglieri e le superfici aiutarsi con spazzole di acciaio inox;
  4. Infine un abbondante risciacquo in acqua corrente o in immersione per 5 minuti.

 

 

Le lavastoviglie hanno più o meno lo stesso principio d’azione.

 

Va ricordato che la pulizia con i detergenti e acqua calda non sempre porta alla riduzione di batteri patogeni sulle superfici, fortemente entrate a contatto con carne cruda, a meno che non venga aggiunto un disinfettante (es. ipoclorito/varechina) (Kesvic et al.,1997)…

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#DISINFEZIONE

ovvero passaggio successivo dopo la detersione per ottenere una corretta “Sanificazione”
  1. Immergere e lasciare a contatto per almeno 10 minuti, taglieri, spugne, stracci, spazzole (…ecc ) utilizzando soluzioni di acqua (es. 750 ml) e candeggina (5 ml) oppure soluzioni con cloro al 10%;
  2. Risciacquare abbondantemente;
  3. Asciugare con carta usa e getta. Particolare attenzione va prestata per le superfici che sono state a contatto con la carne cruda (Kesvic et al, 1997).

 

 

Come promesso, ora conosci qualche particolare in più su come rendere le tue preziose ricette veramente salubri!!! Qualche piccola accortezza per essere sempre più #SAFeatY.

 

Ah non te l’ho detto, alla fine mia mamma stava preparando una fantastica spaghettata alla carbonara e di secondo delle scaloppine con funghi e prezzemolo!!! …e pian piano anche lei sta diventando il mio orgoglio #SAFeatY!!!

 

 

Fonti:

Food and Drug Administration
Istituto Superiore della Sanità, Alimentazione sicura in ambito domestico, Rapporti ISTISAN 06/27
World Health Organization